La DOC Friuli Colli Orientali ben rappresenta la ricchezza dei vini friulani con denominazioni e sottozone che ne confermano l’eccellenza.
Una lunga e stretta striscia sulle colline più orientali del Friuli, a ridosso della Slovenia, che regala il maggior numero di rossi autoctoni dell’intera regione , perle da scoprire, insieme al nobile Ramandolo e ai bianchi eleganti.
Terra di vino dall’antichità, ricca di storia e di natura, e di gioielli come Cividale del Friuli , i Colli Orientali sono una meta intrigante per tutti gli enoviandanti come noi: turismo lento accompagnato da sapori unici.
Ma il vino qui è protagonista assoluto e ci indica la strada.
Cosa troverete in questo articolo
Toggle Vitigni autoctoni dei Colli OrientaliNei Colli Orientali la tradizione dei bianchi convive con una ricchezza rara di rossi autoctoni , spesso legati a sottozone e storie molto riconoscibili. In questa guida li incontreremo uno per uno, ma intanto diamo un rapido sguardo ai nomi che tornano più spesso quando si parla di questa denominazione.
Vini rossi : Schioppettino, Pignolo, Refosco dal peduncolo rosso, TazzelengheVini bianchi : Ribolla gialla, Friulano, Verduzzo friulano, Picolit Il territorio della DOC Friuli Colli OrientaliSeparata dal Collio dal fiume Judrio, la DOC Friuli Colli Orientali si riconosce per una fisionomia molto netta.
Rispetto al Collio, il quadro è più articolato: tra DOCG e sottozone le menzioni si moltiplicano. I bianchi tendono a esprimere più finezza che potenza , mentre tra i rossi emergono profili molto identitari. E poi ci sono nomi-simbolo come Ramandolo , Schioppettino e Pignolo .
In un’area di circa 2.000 ettari di superficie vitata , che comprende la fascia collinare della provincia di Udine, troviamo cinque sottozone e tre DOCG .
Un’area dall’insolita forma della lettera J: parte dalle colline a nord di Udine, a ridosso delle Prealpi Giulie e scende avvolgendo Cividale del Friuli , cuore della regione che merita una visita, fino a sfiorare il Collio, altra grande denominazione del Friuli.
Qui sotto trovate la mappa condivisa dal Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo .
Colli Orientali: un viaggio che parte da lontano I Colli Orientali del Friuli hanno un legame antico con la vite e con il vino. Tra le righe dei classici compaiono già come terra di tralci: Erodiano racconta la campagna friulana “inghirlandata”, Strabone ricorda il rumore dei carri carichi di vino diretti oltralpe.
Nel Tempietto Longobardo di Cividale del Friuli riaffiora un’immagine che sembra un filo continuo: un tralcio di vite con grappoli e pampini nella decorazione.
Più tardi, tra questi paesi, anche la memoria popolare lascia tracce legate al vino: dipinti sulle case rurali, segni quotidiani che riportano la vite dentro il paesaggio.
Ponca e ronchiIl territorio dei Colli Orientali del Friuli non è uniforme.
Si distinguono tre macrotipologie di suolo : depositi alluvionali, depositi detritici eluvio-colluviali e flysch marnoso-arenaceo , che caratterizza soprattutto le aree collinari della denominazione.
È proprio questo flysch, localmente chiamato ponca , a segnare in profondità il paesaggio dei Colli Orientali. È un terreno fragile, facilmente erodibile, che nel tempo ha richiesto l’intervento dell’uomo per poter essere coltivato.
Così, nei secoli, le colline sono state modellate in terrazzamenti , i cosiddetti ronchi , oggi tra gli elementi più riconoscibili del paesaggio vitato.
Una soluzione agricola diventata anche identità visiva del territorio, al punto che il termine “ronc” ricorre spesso nei nomi di vigne e aziende.
Curiosità geologica Nelle marne della zona si possono trovare fossili, soprattutto microforaminiferi , ma anche gasteropodi , coralli e brachiopodi : tracce che rimandano a una storia antica, fatta di sedimenti e di un mare lontano.
Anche da qui nasce una parte della varietà dei Colli Orientali: una ricchezza che poi, nel bicchiere, si ritrova in sfumature e differenze spesso sorprendenti.
Il clima, tra Prealpi e mareLa cerchia delle Prealpi Giulie protegge la zona dai venti freddi di settentrione, mentre la vicinanza della pianura e del mare contribuisce a mitigare le escursioni termiche. Su questa base, la conformazione dei rilievi crea diversità locali molto marcate .
Lo sa bene Nicola Ermacora , produttore con cantina e vigneti nei Colli Orientali, che queste differenze le tocca con mano ogni giorno. In questo articolo racconta come bastino pochi chilometri perché cambino aria, esposizioni e microclima: Ermacora ci spiega come nasce un buon vino .
È proprio per leggere queste differenze, spesso percepibili solo nel calice, che è nata la Tasting Academy , dove Matteo Bellotto ci ha raccontato il Friulano dei Colli Orientali attraverso sei calici.
Ronco vitato nei Colli Orientali del Friuli. Le DOCG e le sottozone dei Colli OrientaliOra andiamo a esplorare le numerose punte di diamante della zona: le cinque sottozone e le tre DOCG che convivono all’interno della DOC Friuli Colli Orientali .
Un mosaico di denominazioni e varietà in cui è difficile orientarsi. Perciò, mettetevi comodi e partiamo dall’inizio.
Denominazioni e sottozone, in brevePer prima cosa mettiamo in fila i nomi.
DOC DOCG Ramandolo Colli Orientali del Friuli Picolit Rosazzo Sottozone Refosco di Faedis Cialla Schioppettino di Prepotto Ribolla gialla e Pignolo di Rosazzo Savorgnano Un po’ di chiarezzaCosa significa sottozona e che differenza c’è tra DOC e DOCG ?
Le sottozone sono aree con caratteristiche specifiche all’interno di una denominazione DOC. I vini che ne derivano hanno una personalità più riconoscibile e, spesso, un livello qualitativo più alto. In questo senso, possono essere avvicinate ai cru francesi .
Le denominazioni DOC e DOCG certificano la qualità dei vini attraverso regole precise, definite nei rispettivi disciplinari.
Per i vini DOCG si applicano norme particolarmente restrittive. Possiamo quindi dire che rappresentano l’espressione più alta del sistema di tutela qualitativa.
In pratica:
nelle sottozone nascono vini fortemente legati a condizioni geografiche e climatiche specifiche i disciplinari accompagnano i viticoltori nel valorizzare le uve migliori, prodotte nelle aree più vocate le denominazioni certificano l’equilibrio tra lavoro dell’uomo e caratteristiche del territorio DOCG e sottozone sono dunque due chiavi di lettura diverse dei Colli Orientali: a volte si sovrappongono, ma non costituiscono una gerarchia.
DOCG RamandoloIl Ramandolo nasce da Verduzzo Friulano in purezza .
È una DOCG legata a un’area precisa di collina nei comuni di Nimis e Tarcento , sulle pendici del Monte Bernadia : un territorio ripido, spesso terrazzato, dove molte lavorazioni restano inevitabilmente manuali. Ramandolo è il nome di una frazione di Nimis.
Per tutti gli amanti dei vini dolci e nobili , questo è il vostro regno: un dolce e vellutato nettare. Attenzione, mai stucchevole.
La sua dolcezza, ma forse dovrei meglio dire amabilità, si avverte in bocca, ma sparisce una volta deglutito, senza lasciare strascichi, come solo i grandi vini sanno fare .
Perché si percepisce il tannino e, a seconda del tipo di vinificazione, anche un delicato sentore di legno .
Il profumo è intenso e di grande personalità . Il colore giallo dorato, riporta alle calde giornate di sole, ma quando non è ancora troppo aggressivo.
Un vino per sognare e meditare.
Nel territorio del Ramandolo Se passate da queste parti, Ramandolo significa anche Nimis e la valle del Cornappo , con scorci molto riconoscibili e una cultura del vino che qui è parte del paesaggio. Tra gli abbinamenti tradizionali torna spesso l’idea di un dolce semplice da accompagnare al calice.
DOCG Colli Orientali del Friuli PicolitIl Picolit è un passito molto pregiato: le uve vengono appassite direttamente sulla pianta e/o su graticci o cassette.
Di colore giallo dorato , è un vino avvolgente, amabile o anche dolce, di grande armonia.
Curiosità Isi Bernini lo definì “l’araba fenice del Friuli”: un grande vino del passato, servito nelle principali corti d’Europa tra Settecento e Ottocento, poi entrato in declino e tornato a nuova vita negli ultimi decenni.
Quanto al territorio, la DOCG Colli Orientali del Friuli Picolit si estende nella fascia centro-orientale della provincia di Udine, vicino al confine con la Slovenia, e comprende numerosi comuni dell’areale dei Colli Orientali.
All’interno di questo disciplinare è prevista anche la sottozona “Cialla” . La troviamo più avanti, nella sezione dedicata.
DOCG Rosazzo e le due sottozone di RosazzoRosazzo è una DOCG dedicata a un vino bianco , secco, legato a un’area collinare tra Manzano e San Giovanni al Natisone , con una piccola propaggine nel comune di Corno di Rosazzo , nella parte meridionale della DOC Friuli Colli Orientali.
La base ampelografica è una composizione : Friulano (almeno 50%), Sauvignon (20–30%), Pinot bianco e/o Chardonnay (20–30%), con Ribolla gialla fino al 10% (più un piccolo margine per altri bianchi autorizzati).
È una denominazione riconosciuta come DOCG nel 2011, in seguito all’elevazione della precedente sottozona “Rosazzo” della DOC Colli Orientali del Friuli.
Il legame con il luogo è raccontato, da secoli, anche dall’Abbazia di Rosazzo : fondata tra 1068 e 1070 , ha avuto un ruolo trainante nella storia agricola della collina e nella continuità della viticoltura locale.
In questo stesso areale, la DOC Friuli Colli Orientali prevede anche due sottozone che portano il nome Rosazzo: Pignolo di Rosazzo e Ribolla gialla di Rosazzo . Le trovate più avanti .
Abbazia di Rosazzo Nel disciplinare la sua presenza torna come filo storico e culturale: un centro che, nei secoli, ha lasciato tracce documentarie sulla produzione vinicola locale e ha accompagnato lo sviluppo della viticoltura su queste colline.
Sottozona Refosco di FaedisNel disciplinare della DOC Friuli Colli Orientali è prevista la sottozona “Refosco di Faedis” : quando compare in etichetta, indica un vino ottenuto da Refosco Nostrano e proveniente dall’area delimitata che comprende Faedis e alcuni comuni vicini.
Nel calice è di rosso carico , con sfumature violacee che possono virare al granato con l’invecchiamento. Al naso è vinoso, con un profumo più o meno intenso di frutti di bosco . In bocca è moderatamente tannico , di corpo, sapido e fresco .
Sottozona CiallaIn questa sottozona si producono altri quattro vini autoctoni: Ribolla gialla , Verduzzo Friulano , Refosco dal Peduncolo Rosso e Schioppettino .
Ribolla gialla e Schioppettino li incontriamo più avanti, nelle sottozone in cui hanno un ruolo centrale. Qui vi lascio due righe su Verduzzo e Refosco dal Peduncolo Rosso .
Il Verduzzo è un bianco molto piacevole: può essere secco oppure nella versione più amabile. È di colore giallo dorato , delicatamente profumato, con sentori di frutta e un leggero accenno di vaniglia.
Il Refosco dal Peduncolo Rosso, invece, è un rosso pieno e asciutto, con una tendenza amarognola . Ha un colore granato con riflessi violacei e richiami a piccoli frutti e spezie.
Sottozona Schioppettino di PrepottoPassiamo alla sottozona dello Schioppettino di Prepotto , uno dei miei vini preferiti.
Il suo tratto speziato qui si fa più netto. Nel disciplinare il profilo è descritto con sentori di spezie e piccoli frutti e, al palato, con un riconoscibile richiamo al pepe verde .
Questa sottozona è stata fortemente voluta dall’Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto e, in particolare, dalla determinazione di Hilde Petrussa di Vigna Petrussa .
Se avete voglia di approfondire, qui vi racconto il nostro incontro con Hilde e la storia della sua famiglia: Hilde Petrussa e la forza di tre donne per il vino .
Nel territorio di Prepotto
Lo Schioppettino è anche il punto di partenza per scoprire Prepotto : la valle dello Judrio, il Santuario di Castelmonte, Albana, le cantine, le osterie e i percorsi tra vigne e boschi.
Sottozone Ribolla gialla e Pignolo di RosazzoL’areale di Rosazzo è luogo di culto per tutti gli appassionati di vino.
Nel disciplinare della DOC Friuli Colli Orientali, le sottozone “Pignolo di Rosazzo” e “Ribolla gialla di Rosazzo” ricadono nel medesimo areale , una piccola zona vitata a cavallo tra i comuni di Corno di Rosazzo, Manzano e San Giovanni al Natisone .
E se il nome richiama anche l’Abbazia di Rosazzo , è perché qui la viticoltura ha radici lunghe e ben riconoscibili nel paesaggio.
Pignolo di Rosazzo È un vino tannico, quindi dal sapore asciutto, un po’ astringente e molto elegante. È rosso rubino e con l’invecchiamento può virare al granato.
È una rarità. Se vi incuriosisce la sua storia e volete scoprire chi ha creduto nel Pignolo quando sembrava ormai perduto, vi consiglio questo approfondimento: Vino Pignolo: il rosso friulano risorto dall’oblio .
Un’ottima occasione per conoscerlo è il World Pignolo Day , che nel giorno dell’equinozio di primavera propone degustazioni ed eventi dedicati a questo vino prezioso.
Ribolla Gialla La Ribolla gialla è uno dei nomi friulani più riconoscibili anche fuori regione. Qui, però, non è solo una “Ribolla”: la specificazione di Rosazzo vi dice che state guardando a un areale collinare preciso, utile quando volete orientarvi tra stili e interpretazioni.
Nel bicchiere resta fedele alla sua idea di freschezza: asciutta, profumata, con una chiusura pulita che la rende facile da bere e da ricordare.
Sottozona SavorgnanoSavorgnano è l’ultima arrivata tra le sottozone della DOC Friuli Colli Orientali : è stata approvata con il D.M. del 7/7/2025 (G.U. 28/7/2025 ).
Si riferisce alla parte collinare settentrionale del Comune di Povoletto , attorno alla frazione di Savorgnano della Torre .
Il vino che può riportare in etichetta il nome della sottozona nasce dall’incontro tra Friulano (prevalente) e una piccola quota di Picolit .
È una menzione pensata per valorizzare un’area precisa e un’idea di stile più “lenta” rispetto alla media: il disciplinare prevede tempi minimi di affinamento prima della messa in commercio, e anche una versione Riserva .
Oltre le DOCG e sottozoneAccanto a DOCG e sottozone, la DOC Friuli Colli Orientali comprende anche molti vini “trasversali”, presenti in varie aree del Friuli: dal Friulano ai vitigni internazionali come Merlot e Cabernet , fino alle diverse interpretazioni di Refosco .
Una menzione a parte la merita il Tazzelenghe : in friulano significa “taglia lingua” e racconta bene un carattere giocato su acidità e tannino. È un rosso autoctono oggi non diffusissimo, ruvido se lo prendete di fretta, molto interessante se gli date tempo.
Colli Orientali in breveDove si trova la DOC Friuli Colli Orientali? La DOC Friuli Colli Orientali si sviluppa nella fascia collinare della provincia di Udine. È un’area lunga e stretta, che scende dalle colline a nord di Udine, a ridosso delle Prealpi Giulie, e avvolge Cividale del Friuli fino a raggiungere il confine con il Collio.
Qual è la differenza tra Collio e Colli Orientali? Sono due denominazioni contigue ma diverse, separate dal confine naturale del fiume Judrio. Il Collio appartiene all’area goriziana, mentre i Colli Orientali a quella udinese, e qui il racconto si articola anche attraverso sottozone e DOCG.
Quali sono le DOCG dei Colli Orientali del Friuli? Le DOCG legate ai Colli Orientali sono tre: Ramandolo , Colli Orientali del Friuli Picolit e Rosazzo .
Quali sono le sottozone del Friuli Colli Orientali DOC? Le sottozone sono cinque: Cialla , Refosco di Faedis , Schioppettino di Prepotto , Rosazzo (con le menzioni legate a Ribolla Gialla e Pignolo) e Savorgnano .
Quali vitigni autoctoni si incontrano nei Colli Orientali? Oltre agli autoctoni che troviamo in altre aree come Friulano, Picolit, Verduzzo e Refosco, ci sono alcuni vitigni che troviamo solo qui come Schioppettino e Pignolo
Quali sono le zone DOC del Friuli? Quando si parla di vini friulani, le denominazioni sono numerose e non sempre è immediato orientarsi. Le zone DOC che ricorrono più spesso sono Collio , Colli Orientali del Friuli , Carso , Friuli Isonzo e Friuli Grave , a cui si aggiungono le denominazioni della fascia costiera, come Friuli Aquileia , Friuli Annia e Friuli Latisana .
Dal vino al territorioVi abbiamo raccontato i Colli Orientali del Friuli per dare uno sguardo a una delle zone vitivinicole più importanti della regione. Ma, come sempre per noi, il vino non è solo un punto di arrivo: è anche un modo per avvicinarsi al territorio.
Perciò, se avete voglia di trasformare questa lettura in un paio di giorni sul posto, potete partire dal nostro Weekend enogastronomico in Friuli con i consigli dei produttori (molte tappe sono proprio qui).
Proseguite con la Guida alle cantine da visitare in Friuli , dove trovate i vignaioli che abbiamo incontrato, raggruppati per denominazione.
E, perché il territorio si capisce anche a tavola, c’è Dove mangiare nei territori del Friuli , sempre organizzato per DOC.
Ma il viaggio non può che partire da Cividale e le sue Valli del Natisone, con un’eccellenza che nasce proprio da queste parti: la Gubana .