Cosa vedere a Barolo e dintorni?
Per scoprirlo vi portiamo nel cuore della Langa del Barolo , tra gli undici comuni che danno vita a uno dei vini italiani più conosciuti al mondo.
Siamo nelle Langhe , territorio tanto complesso quanto affascinante: un patchwork di vigneti che ricoprono lunghe file di colline, punteggiate da borghi e castelli.
Qui si concentrano alcuni tra i paesaggi più celebri del territorio, senza nulla togliere alle zone circostanti.
Abbiamo organizzato la visita in due itinerari enoturistici : il primo tra Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba e Novello; il secondo verso Cherasco, Verduno, Roddi, Diano d’Alba, Grinzane Cavour e La Morra.
Cosa troverete in questo articolo
Toggle Cosa vedere a Barolo e dintorni: i due itinerariVi propongo due circuiti quasi ad anello:
Il primo itinerario è di circa 30 km e comprende: Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Novello . Il secondo itinerario è di circa 40 km e parte da Cherasco , un po’ decentrato rispetto agli altri paesi, per poi proseguire con Verduno, Roddi, Diano d’Alba, Grinzane Cavour, La Morra . Se volete solo fare una passeggiata per i borghi e ammirare i panorami, potete dedicare un weekend a ciascun itinerario .
Se volete fare una visita più approfondita, entrando anche in musei, castelli ed enoteche , allora valutate di prendervi qualche giorno in più, in base al tempo che avete.
Voglio dirvi una cosa che mi ha colpito di questa esplorazione delle Langhe.
Tutti i borghi sono protagonisti assoluti del paesaggio, mostrandosi in tutta la loro bellezza, per lo più arroccati sulle colline.
Ma una volta dentro ecco che generosamente si fanno un po’ in disparte e condividono con voi il loro punto di vista su altri paesaggi e altri borghi, in un gioco di specchi che si rincorre.
I belvedere sono curatissimi . Balconi magnificamente progettati per esaltare al massimo questi paesaggi unici al mondo.
A volte ricordano la prua di una nave protesa verso il mare, per farvi immergere ancora di più nel vostro viaggio sensoriale.
Questi percorsi attraversano gli undici comuni legati alla denominazione del Barolo DOCG . Un’area mappata con le MGA , Menzioni Geografiche Aggiuntive, che aiutano a leggere il rapporto tra vino, colline e singole zone di produzione. Qui trovate la Guida al Barolo DOCG: terroir e MGA .
Le MGA rivelano la complessità della zona del Barolo. Per capire dove si inserisce questo territorio nella geografia più ampia delle Langhe, potete leggere anche: Langhe: dove sono e cosa comprendono .
Primo itinerario: da Barolo a NovelloBarolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba e Novello: un circuito quasi ad anello nel cuore della Langa del Barolo.
BaroloBarolo è uno dei pochi paesi di questo itinerario che non si aggrappa a una collina, ma si adagia dolcemente in una conca .
Dunque per forza di cose è l’unico che non offre un belvedere in posizione sopraelevata, ma tra le sue belle strette vie medievali potrete scoprire dei bellissimi scorci.
E, immancabilmente, a ogni angolo dalle vetrine spunteranno preziose bottiglie. Capite dove siete anche se vi ci portano al buio.
Barolo offre due musei molto interessanti , entrambi legati al mondo del vino. E a cosa, altrimenti? Eccoli:
WiMu – Museo del Vino a Barolo Il WiMu – Museo del vino a Barolo si trova nel Castello Falletti, l’edificio più importante del borgo, che ospita anche un altro interessante luogo, come vedrete tra poco.
Se volete avventurarvi in un viaggio interattivo ed emozionale attraverso la storia e la cultura del vino, siete nel posto giusto.
Museo dei Cavatappi Di fronte al castello si trova il Museo dei Cavatappi . Interessante e originale.
Collocato nei locali di un’antica cantina, espone 500 esemplari che risalgono fino alla seconda metà del Seicento e provengono da tutto il mondo.
Così si può percorrere la nascita e l’evoluzione di questo semplice ma indispensabile attrezzo.
A proposito, sapete chi ha inventato il cavatappi? Lo scoprirete visitando il museo, ma se non volete aspettare, nel sito del museo del cavatappi trovate la risposta .
Segnalo il bookshop dove oltre a libri e pubblicazioni potete acquistare cavatappi antichi e moderni insieme ad altri prodotti per l’enologia e, naturalmente, Baroli e altri vini di Langa.
Museo dei Cavatappi a Barolo Ma ora passiamo al luogo del vino per eccellenza, dove scopriamo l’altro ospite del castello.
Enoteca Regionale di Barolo Il castello Falletti ospita anche l’Enoteca Regionale di Barolo .
È la prestigiosa vetrina della produzione vinicola degli undici comuni della zona del Barolo, gli stessi che attraversano questi itinerari.
I locali di degustazione e di vendita si trovano nelle Antiche Cantine dei Marchesi Falletti , che ebbero un ruolo chiave nello sviluppo della produzione di Barolo.
O meglio, lo ebbe una componente della famiglia in particolare, ma ve lo racconto più avanti, perché la sua storia si intreccia con un altro illustre personaggio e con un’altra delle nostre mete.
Nell’enoteca si possono scegliere e acquistare vini tra più di 120 etichette di Barolo di annate e produttori differenti .
Non siete però obbligati ad acquistare. Sentitevi liberi di entrare anche solo per fare un giro che sarà sicuramente interessante.
Cantine a Barolo Castiglione FallettoLa casata dei Falletti è un filo conduttore che unisce i primi tre paesi del nostro itinerario. Stiamo parlando di una nobile famiglia che ha dominato per secoli queste terre e ha lasciato in eredità imponenti manieri.
Tra questi, l’imponente fortezza medievale di Castiglione Falletto.
Si erge nel punto più alto del paese e ne costituisce la principale attrattiva, insieme al panorama che si gode proprio dalle vicinanze del castello.
La pianta della fortezza è irregolare, perché segue l’andamento del terreno. Ai due angoli spiccano due imponenti torrioni rotondi, mentre un altro torrione sovrasta la parte centrale dell’edificio.
La prima volta che lo abbiamo visitato, in estate, mi hanno colpito le piantine di capperi che spuntavano così delicate tra le pietre delle mura così possenti.
Nonostante sia ancora un edificio privato, dal 2015 è aperto al pubblico , grazie a un accordo con il Comune di Castiglione Falletto in cambio di importanti lavori di restauro.
Il riferimento visitabile è soprattutto il parco del castello , da cui lo sguardo spazia a 360° sulla Langa del Barolo. Prima di partire, meglio verificare eventuali aperture e modalità di visita sui canali ufficiali.
Altri panorami molto belli si aprono da diversi punti del borgo, anche nei pressi della chiesa di San Lorenzo , proprio di fianco al castello.
Vi segnalo un punto in particolare, perché qui la vista sulla Langa del Barolo si accompagna alla possibilità di sedersi a tavola.
È La Terrazza da Renza , affacciata sui vigneti e sui castelli che punteggiano le colline intorno.
Ne parlo anche nell’articolo dedicato dove mangiare nelle Langhe .
Cantine a Castiglione Falletto Serralunga d’AlbaSerralunga d’Alba è il terzo borgo strettamente legato ai marchesi Falletti.
Anche qui il castello si erge nel punto più alto del paese.
Se aggiungiamo il castello della Volta , in prossimità di Barolo, sono quattro i manieri di questa nobile famiglia in un raggio di pochi chilometri.
Non a caso. Edificati in punti strategici, consentivano di comunicare l’uno con l’altro con segnali visivi: drappi di giorno e fiaccole di notte.
Una strategia niente male.
Serralunga è il classico borgo medievale nato intorno al castello. Si sviluppa sul crinale della collina , a forma di lunga serra, da cui il nome.
Parliamo di un minuscolo grappolo di case che si gira in pochi minuti, seguendo l’unica strada selciata che porta al castello.
Una volta in cima, fermatevi a guardare i tetti delle case che si susseguono verso valle: un panorama diverso dagli altri, ma altrettanto affascinante.
Il castello è imponente. Un esempio ben conservato di castello nobiliare trecentesco del Piemonte , con una forma fortemente verticale e compatta.
Il castello è visitabile con orari diversi a seconda della stagione. La visita va prenotata, perciò vi conviene consultare il sito ufficiale del castello di Serralunga prima di partire.
Cantine a Serralunga d’Alba Serralunga d’Alba con il castello vista da Castiglione Falletto Monforte d’AlbaDevo dire che a Monforte d’Alba ho lasciato il cuore. Girando per le stradine del centro medievale, in una bella giornata primaverile, ci siamo trovati d’un tratto in un posto magico.
Salendo, siamo giunti in un’ampia piazza, in leggera pendenza, con scalini bassi sviluppati per l’intera larghezza, che salivano dolcemente verso il punto più alto di Monforte d’Alba . Da lì, inutile dirlo, si apriva generosamente un altro splendido panorama.
La particolarità, però, era la musica che usciva dagli altoparlanti e riempiva quello spazio.
Musica di alta qualità : ci hanno accolto le note di Paolo Fresu, poi Gilberto Gil, Gregory Porter… Un’atmosfera di grande suggestione.
Abbiamo scoperto così di essere arrivati nell’auditorium intitolato al pianista Horszowski , che lo inaugurò nel 1986.
Un anfiteatro naturale, sede di concerti jazz. Per informazioni sul programma, vi rimando al sito di Monfort In Jazz .
Sullo sfondo dell’auditorium, il settecentesco Palazzo Scarampi si trasforma per l’occasione in una bellissima scenografia, affiancato dall’oratorio barocco di Santa Elisabetta, dalla facciata della chiesa dei Disciplinanti Bianchi e da un’imponente torre campanaria.
Un luogo unico.
Cantine a Monforte d’Alba Auditorium Horszowski a Monforte d’Alba NovelloPiccolo e discreto, Novello si gira veramente in poco tempo, anche lui raccolto sulla cima della sua collina.
Ad accogliervi all’ingresso del paese c’è una bella porta medievale , posta alla base della Torre dell’Orologio e accanto a una chiesa settecentesca.
Decisamente un bel colpo d’occhio, dalle geometrie nette.
Da qui parte la via principale che vi porta dritti al castello , oggi proprietà privata e sede di eventi, matrimoni inclusi.
Si discosta dalla maggior parte degli altri castelli della Langa del Barolo.
È stato infatti restaurato su progetto di Giovanni Battista Schellino , architetto dotato di grande estro creativo, che ha lasciato una forte impronta sui principali edifici di Dogliani.
Uno stile inconfondibile. Se siete curiosi, un giro a Dogliani merita l’approfondimento.
Lungo la via incontrerete diversi punti panoramici.
Il primo è proprio di fianco al complesso appena descritto e a una vineria molto invitante dedicata alla Nascetta , vino simbolo di Novello e della sua identità enologica.
Anche la vineria è descritta nell’articolo dedicato ai locali dove mangiare nelle Langhe.
Più avanti abbiamo trovato un belvedere con una ringhiera in acciaio che mi ha dato la sensazione di essere sulla prua di una nave, a solcare un verde mare di colline, calmo e rilassante, capace di portare lo sguardo lontano.
Cantina Comunale di Novello A Novello c’è una cantina comunale nata proprio per far assaggiare e conoscere la Nascetta , prodotta da un vitigno che ha rischiato l’estinzione anche per la sua difficoltà di coltivazione.
Come dico spesso nei miei articoli, gli sforzi dei produttori di questi vini particolari regalano a noi appassionati sensazioni uniche. Piccole perle enoiche da scoprire.
I vini della cantina si possono acquistare sia nel wine shop sia online. In negozio è possibile anche fare degustazioni.
Cantine a Novello Con Novello finisce il primo itinerario nella Langa del Barolo, ma vi attende il secondo.
Secondo itinerario: da Cherasco a La MorraDa Cherasco a La Morra, il secondo itinerario si allarga rispetto al primo: parte un po’ decentrato e rientra tra borghi, castelli, belvedere e luoghi del vino, passando da Verduno, Roddi, Diano d’Alba e Grinzane Cavour.
CherascoCherasco è una cittadina diversa da tutte le altre mete di questo articolo. Si trova su un pianalto, alla confluenza dei fiumi Stura di Demonte e Tanaro.
È quindi sopraelevata, senza essere su un crinale. Nessuna viuzza che sale tortuosa, bensì un impianto regolare di strade che si aprono ai lati della via principale, via Vittorio Emanuele .
Per una prima passeggiata dirigetevi qui. Un tratto della via è coperto dai portici, dove si trova anche la storica pasticceria Barbero , che ha inventato i mitici Baci di Cherasco .
Lungo il percorso incontrerete la Torre Civica , con il grande orologio e il lunario.
In fondo, il seicentesco Arco del Belvedere , accanto alla chiesa di Sant’Agostino : entrambi hanno colori chiari e luminosi, in contrasto con il palazzo in mattoni rossi alla loro sinistra. Per me è l’angolo più bello della cittadina.
Se vi piacciono le lumache , organizzatevi per venire a mangiarle qui. Sono una specialità.
Cantine a Cherasco Esiste un solo produttore di Barolo , che vanta una lunga tradizione ed è la Cantina Fracassi .
Arco del Belvedere nel centro storico di Cherasco VerdunoCon Verduno torniamo al classico borgo sulla collina.
Dal belvedere si apre uno dei panorami più belli di questa parte delle Langhe: lo sguardo spazia dal Roero alla valle del Tanaro , fino alle colline dove si erge La Morra .
Dirigetevi quindi direttamente al belvedere , un ampio spiazzo ricoperto d’erba. Pensate che qui un tempo sorgeva il castello medievale, forse distrutto dai soldati di Carlo V nel 1544.
Vi segnalo anche la casa del cavalier Burlotto , edificio settecentesco degno di nota per la sua facciata.
Vedrete infatti una storica insegna decorata con trentadue medaglioni , che documentano i celebri clienti riforniti negli anni.
Il cavalier Burlotto ottenne anche il prestigioso riconoscimento di fornitore ufficiale della Casa Reale di Savoia . Oltre che gradevole da vedere, questo edificio è una testimonianza della fiorente produzione di vino tra Ottocento e Novecento.
Oggi la cantina è ancora attiva e offre anche ospitalità.
Oltre al Barolo e ad altri vini di Langa, qui si produce il Pelaverga , una piccola chicca del territorio.
Proviene da un vitigno autoctono piemontese a bacca nera e regala un vino elegante, con un buon equilibrio tra tannino e acidità, sentori di fragola e fiori, e note speziate.
Cantine a Verduno Facciata della Casa del Cavalier Burlotto a Verduno RoddiAncora un borgo medievale in posizione panoramica, Roddi .
In cima, il castello di Roddi domina la pianura verso Alba. Ci appare alto e massiccio alla fine di una strada circolare che sale delimitando le case in cerchi concentrici.
Una nota curiosa: tra i vari proprietari delle epoche passate ci fu la famiglia di Pico della Mirandola , filosofo passato alla storia anche per la sua proverbiale memoria.
Ci sono altri due buoni motivi per visitare Roddi.
Roddi è il paese del tartufo bianco d’Alba .
Qui, ai piedi del castello, dal 1880 si trova l’Università dei cani da tartufo , dove i “trifolai” portavano i loro fedeli compagni di lavoro per l’addestramento.
Pensate che fu creata da un contadino conosciuto come “Barot”.
Nelle vicinanze, su pannelli all’aperto, troverete molte informazioni sul nobile alimento e una mostra diffusa con antiche ricette a base di tartufo per le vie del centro.
La più antica che ho trovato è il “Pasticcio di Tartufi” del cuoco segreto di Papa Pio V, del 1570.
Se vi incuriosiscono le origini del tartufo bianco d’Alba, le leggende che lo circondano e la storia della sua fama, ne parlo anche nell’articolo dedicato alle curiosità sul tartufo bianco d’Alba .
Se invece state organizzando il viaggio in autunno, nella guida alla Fiera del Tartufo d’Alba 2026 trovate date, weekend consigliati ed esperienze da prenotare.
E poi c’è la poesia. Lungo la strada che porta al castello, incontrerete una serie di pannelli con alcuni versi: è il Cammino della Poesia .
I miei preferiti? Quelli di una canzone di Roberto Vecchioni, “Chiamami ancora amore” .
Cantine a Roddi Sagoma di trifolao a Roddi Diano d’AlbaDiano d’Alba offre ai suoi visitatori uno tra i panorami più belli delle Langhe, anche se, come avrete capito, stilare una classifica è praticamente impossibile.
Da qui lo sguardo spazia quasi a 360°: Alba e il Roero, le colline di Barolo e di Barbaresco, fino all’Alta Langa.
In primo piano ci sono naturalmente le colline di Diano d’Alba, dove si coltiva il Dolcetto di Diano d’Alba DOCG .
Tra queste colline alcune hanno un nome speciale: i Sörì .
Sono le zone meglio esposte , particolarmente vocate alla viticoltura. Il nome dialettale significa “luogo soleggiato” e oggi i Sörì riconosciuti sono 76, tutti compresi nel comune di Diano d’Alba .
Cantina Comunale I Sörì di Diano d’Alba La Cantina Comunale I Sörì di Diano d’Alba è l’enoteca dell’associazione dei produttori e nasce per raccontare il Dolcetto di Diano d’Alba attraverso i vini del territorio.
Propone degustazione e vendita di vini e prodotti tipici. Le degustazioni sono possibili su prenotazione.
Grinzane CavourGrinzane Cavour è un piccolo paese di poche case di epoca ottocentesca. Deve la sua fama al castello che lo sovrasta e al nome di una delle figure più importanti del Risorgimento italiano.
Bellezza e storia.
La bellezza del castello, delle vigne che lo circondano, del paesaggio che si apre dal suo piazzale.
La storia di Camillo Benso, conte di Cavour , legato a questo luogo e all’epopea risorgimentale.
A fianco della grande storia, però, ne scorre una minore, meno conosciuta, ma per noi appassionati di vino molto interessante.
Cavour e il Barolo Oltre a essere ricordato come uno dei padri del Regno d’Italia, Cavour può anche essere considerato uno dei padri del Barolo . Lo sapevate?
E qui ci raccordiamo alla protagonista della famiglia Falletti, a cui ho accennato quando vi ho presentato l’Enoteca Regionale di Barolo .
La marchesa Giulia Colbert Falletti e Cavour erano amici di lunga data ed entrambi interessati a migliorare e promuovere la qualità del vino prodotto nei loro vasti terreni.
Avvalendosi anche dell’esperienza dell’enologo Louis Oudart e della produzione dei vini francesi, introdussero nuove tecniche di vinificazione e affinamento , imprimendo una svolta importante alla qualità del loro vino.
Nacque così un rosso in grado di resistere ai lunghi viaggi e di reggere la concorrenza dei grandi vini francesi : il precursore del Barolo che oggi tutto il mondo conosce e apprezza.
Castello di Grinzane Cavour Il Castello di Grinzane Cavou r fa parte dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
Restaurato nel 1961, in occasione del primo centenario dell’Unità d’Italia, è tornato al suo antico splendore dopo uno stato di quasi abbandono.
Oggi è molto ben tenuto e ospita il Museo delle Langhe , articolato in tre aree tematiche: civiltà contadina, percorsi etnografici e cimeli cavouriani.
Enoteca Regionale Piemontese Cavour Anche l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour si trova all’interno del castello.
Costituita nel 1967, è stata la prima enoteca del Piemonte e la seconda in Italia: una vetrina nata per valorizzare i migliori vini piemontesi.
Nel tempo, accanto ai vini e alle grappe, si è aggiunta anche una selezione di eccellenze gastronomiche e prodotti tipici del territorio.
La MorraChiudiamo in bellezza questo itinerario tra Barolo e dintorni con La Morra .
Da piazza Castello si apre uno dei belvedere più belli della zona , perché in un solo colpo d’occhio ritrovate molti dei paesi attraversati lungo il percorso.
Una ringhiera percorre l’intero bordo della piazza e accompagna lo sguardo verso un paesaggio che sembra non finire.
A terra, vicino alla ringhiera, sono incisi nella pietra i nomi dei paesi: ciascuno indica la direzione in cui guardare per riconoscerlo tra le colline.
La trovo una bellissima idea. Trasmette un senso dell’infinito anche temporale: paesi che sono lì da secoli e sembrano destinati a restarci per sempre. È scritto nella pietra.
Credetemi, una volta nella vita bisogna venirci, in qualunque stagione. Questo paesaggio s’ha da vedere.
In questa piazza c’era anche un monumento al vignaiolo , purtroppo rubato. Sì, avete capito bene: rubato. Chissà perché.
Cappella del Barolo A circa 2 km da La Morra, lungo Strada Fontanazza, si trova la Cappella delle Brunate , meglio conosciuta come Cappella del Barolo .
Coloratissima, con le pareti rivestite di giallo, rosso, blu e verde, è una delle immagini più riconoscibili di questa parte delle Langhe.
Gli autori sono Sol LeWitt e David Tremlett , chiamati dalla famiglia Ceretto per trasformare la Cappella della Santissima Madonna delle Grazie, mai consacrata e per anni abbandonata.
L’edificio era nato come riparo per i contadini che lavoravano nelle vigne.
Prima di inserirla nel vostro itinerario, vi consiglio di verificare sul sito ufficiale eventuali limitazioni di accesso, lavori in corso o modalità di visita.
Il Cedro del Libano Si vede da molto lontano. Anche lui, come i paesi, in cima al suo rilievo: uno dei profili più riconoscibili della Bassa Langa .
Ma cosa ci fa un cedro del Libano da queste parti?
Rincontriamo ancora una volta la famiglia Falletti , qui rappresentata da Costanzo Falletti di Rodello, che nel 1856 decise di piantare questo albero in ricordo delle nozze con Eulalia Della Chiesa di Cervignasco.
Simbolo dell’amore tra i due giovani, ma anche del legame della famiglia Falletti con la loro terra.
Un albero robusto e longevo, silenzioso custode di questa storia da più di 165 anni.
Il colle su cui si erge si chiama Monfalletto e si trova a ridosso dell’azienda vinicola Cordero di Montezemolo , in località Annunziata, a La Morra.
Non ci si può avvicinare troppo perché è protetto da una rete, ma lo si può comunque ammirare in tutta la sua maestosità.
Il Museo Renato Ratti del Barolo e dei vini di Alba Poco distante dal cedro, in frazione Annunziata, si trova la Cantina Ratti , che produce Barolo dal 1965.
Al suo interno è stato creato il Museo Renato Ratti del Barolo e dei vini Langa che racconta la storia della viticoltura nelle Langhe e immerge nella vita contadina dei secoli passati.
Il museo si trova in un luogo già legato alla storia del vino: le cantine di un’antica abbazia , usate dai monaci per vinificare il Nebiolium a partire dal Trecento.
Cantina Comunale di La Morra Nella cantina è possibile acquistare i vini di oltre 80 soci/produttori del Comune di La Morra.
Attiva dal 1973, è possibile fare degustazioni nei suoi locali, ricavati nelle scuderie del palazzo settecentesco dei Marchesi Falletti.
Vi consiglio di tenere d’occhio il sito della cantina di La Morra , perché organizzano parecchi eventi interessanti.
Cantine a La Morra Informazioni pratiche su cantine, musei, castelli ed enotecheLe cantine, le enoteche, i musei e i castelli indicati lungo gli itinerari sono riferimenti utili per organizzare degustazioni, visite e acquisti di vini del territorio.
Per orari , modalità di accesso e prenotazioni , vi consiglio di verificare sempre i rispettivi siti ufficiali prima di partire.
Per completare il viaggio tra Barolo e dintorniSe state ancora scegliendo come organizzare il viaggio, potete partire anche dalla guida su cosa fare nelle Langhe , dove trovate 7 idee tra borghi, cantine, sapori, cammini, eventi e itinerari.
Questi due itinerari vi portano tra borghi, castelli, enoteche, cantine e paesaggi del vino. Per completare il viaggio anche a tavola, potete leggere l’articolo su cosa mangiare nelle Langhe , dedicato a piatti e prodotti del territorio.
Se invece cercate indirizzi provati lungo il percorso, trovate una selezione nell’articolo su dove mangiare nelle Langhe .
Per un’idea più ampia, costruita con i consigli dei produttori, potete leggere anche l’itinerario enogastronomico nelle Langhe e nel Roero con tre cantine .