Fiegl è una delle molte cantine da visitare che contribuiscono al patrimonio enologico del Friuli Venezia Giulia.
Si trova nella zona di Oslavia, nella rinomata DOC Collio dove si producono i famosi vini bianchi friulani , proprio sul confine tra Italia e Slovenia.
Oslavia è considerata la patria della Ribolla Gialla e dei vini bianchi macerati, così chiamati per il caldo colore ambrato, come ci spiegherà Jacob Fiegl , che rappresenta l’ultima delle nove generazioni di viticoltori.
Senza dubbio la Ribolla Gialla Fiegl è uno dei fiori all’occhiello dell’azienda.
In questo articolo vi racconterò la nostra degustazione di tre Ribolle Gialle che hanno seguito diversi processi di vinificazione e poi di due calici a scelta tra gli altri vini che compongono le quattro linee di produzione Fiegl.
Abbiamo scoperto vini davvero notevoli, ma la degustazione ci ha riservato altre sorprese.
È stata l’occasione per conoscere la cantina Fiegl e l’interessante storia della sua famiglia così ben radicata in questo territorio dal 1782.
Sono quasi due secoli e mezzo. Ci pensate?
Una lunga esperienza che come vedrete si rivela essere un prezioso strumento per valorizzare e interpretare queste uve fortunate e dare vita a vini così buoni.
Vini Fiegl disponibili per la degustazione Cosa troverete in questo articolo
Toggle I vini della cantina FieglCi sono quattro linee di produzione, per un totale di 200-250.000 bottiglie su 40 ettari di terreno .
La prima, chiamata Linea Fiegl , si compone di sette vini bianchi e tre vini rossi, provenienti da vitigni coltivati nella DOC Collio .
Qui incontriamo una prima versione di Ribolla Gialla , vino autoctono per eccellenza insieme al Friulano, seguiti da Malvasia, Sauvignon, Chardonnay, Pinot Grigio e Pinot Bianco.
Pinot Nero, Merlot e Cabernet completano la squadra dei rossi.
A seguire la Linea Leopold , così chiamata in onore di Leopold Figl, uno dei firmatari nel 1955 del trattato di Stato per la re-istituzione di un’Austria indipendente e democratica.
Questo tributo a un fatto storico è una delle caratteristiche della famiglia Fiegl che scoprirete più avanti.
A questa linea appartengono tre vini eleganti, complessi, affinati in legno : D.O.C. Collio Bianco, D.O.C. Collio Rosso e Merlot.
La Linea Villa Dugo prende il nome dai vigneti che fanno parte della DOC Friuli Isonzo e della DOC Friuli . Include quattro bianchi: Traminer, Sauvignon, Chardonnay, Pinot Grigio e il rosso Refosco.
Infine la Linea Special , come dice il nome sono vini speciali per occasioni speciali: un passito, uno spumante rosato brut, una Malvasia frizzante con il fondo e la Ribolla Gialla Orange , macerata.
L’archivio dei vini nella cantina Fiegl Degustazione in cantina di cinque viniDa tempo volevamo conoscere la cantina Fiegl, così prenotiamo la degustazione compilando il modulo per le visite nel loro sito.
L’organizzazione è perfetta e rapidamente via mail ci mettiamo d’accordo per il giorno e l’ora. Così, eccoci accontentati!
Scegliamo di degustare tre Ribolle Gialle dalle diverse caratteristiche, una Malvasia Istriana e, per chiudere con un rosso, il Merlot Leopold .
Noi non lo sappiamo, ma alla fine ci attenderà un fuori programma tanto inatteso quanto gradito.
Ma andiamo con ordine e cominciamo la degustazione.
Ribolla Gialla Fiegl: versatilità in tre intriganti declinazioniLa Ribolla Gialla Fiegl si presta particolarmente alla diversificazione.
È un vino molto versatile che si può vinificare in diversi modi .
Ci spiega Jacob che questo è dovuto al fatto che la buccia degli acini è molto spessa , coriacea, croccante, molto più simile a una buccia da uva rossa che da uva bianca.
Per questa caratteristica è una varietà che può avere molti usi: può essere spumantizzata, può produrre vini bianchi freschi, può produrre dei bianchi macerati quindi con estrazioni dalle bucce importanti che portano i vini così prodotti ad assomigliare a dei rossi .
Davvero molto, molto versatile. Allora cominciamo a degustarla!
Primo assaggio di Ribolla Gialla Ci accomodiamo nella sala da degustazione e ascoltiamo Jacob che, mentre versa nei calici, ci descrive il primo assaggio:
“Iniziamo con la Ribolla Gialla Fiegl , uno dei vini più caratteristici, ma allo stesso tempo più beverini, almeno nella versione vinificata in questa maniera, dato che produciamo anche una Ribolla Gialla macerata, ma di questo ne parliamo più avanti.
Questa vinificata in bianco, solo in acciaio, risulta un vino molto fresco , bello citrino quindi che ben si accompagna con aperitivi, pesce, carni bianche.
È un vino di facile beva e di facile approccio . Non di grandissima struttura, noi la proponiamo così, semplice e fresca.”
Secondo Jacob avrebbe bisogno di qualche mese ancora di bottiglia per raggiunge l’optimum, ma ci spiega che il mercato non permette di tenere le bottiglie ferme per troppo tempo.
Ma questo non è un problema: ad avere il coraggio di resistere, basta depositarle nella propria cantina e dimenticarsele fino al momento giusto. L’attesa sarà ampiamente ripagata.
Secondo assaggio, l’entry level dei macerati Passiamo alla prima Ribolla Gialla macerata , così definita da Jacob: “È il nostro entry level dei macerati, perché non è estremo.
È un vino comunque pulito, riconoscibile, molto franco, dove le bucce vengono lasciate macerare insieme al succo .
I pigmenti delle bucce vengono dunque estratti e questo si vede dal colore, però rimane comunque un vino da un approccio molto facile e intuitivo in linea con la nostra filosofia di produzione.
Il colore è dato da un’ossidazione qui non esagerata.”
È un giallo molto carico, con una venatura arancio ben visibile. Dopo il canonico periodo di riposo di tre settimane, a casa abbiamo finalmente stappato la prima bottiglia: guardate che spettacolo.
Avete capito perché si chiamano Orange Wine?
Ribolla Gialla macerata Jacob continua a spiegare.
“Per ottenere questa Ribolla Gialla vengono selezionati vigneti che hanno una vigoria più contenuta , perché si cerca un livello di maturazione superiore.
In questa Ribolla Gialla è presente il tannino, dunque con un corpo più simile a quello di un vino rosso . E come tale dobbiamo considerarlo quando pensiamo agli abbinamenti”.
Jacob ci consiglia ricette di pesce più grasse e più elaborate, come una coda di rospo in umido o del salmone con un sugo speziato, alla mediterranea.
Ed eccoci arrivati finalmente all’ultima Ribolla Gialla macerata . La più speciale.
Terzo assaggio: la Ribolla Gialla in edizione limitata Ascoltiamo Jacob: “Ha una tiratura limitata di sole 700 bottiglie , è un progetto di macerazione che viene prodotto solo nelle annate più favorevoli, dove la Ribolla può dare i risultati migliori.
Le uve provengono da un appezzamento selezionato e anche la filosofia produttiva rispecchia più la via dei vini naturali.
Non sono stati usati lieviti selezionati, il vino non viene filtrato , c’è un minimo utilizzo di solforosa, ma giusto il necessario per mantenere il vino.
Anche il vigneto è coltivato senza l’utilizzo di antiparassitari di sintesi, utilizziamo solo rame e zolfo.
Dunque, tutta la filiera è centrata sul naturale ed è chiaramente sostenibile.
La maturazione dell’uva deve essere perfetta e non tutte le annate riescono a darti un’uva adeguata a produrre questa tipologia di vino.
È un vino che diventa anche più godibile dopo qualche giorno dall’apertura della bottiglia .
Lascia in bocca davvero un ottimo sapore. C’è anche un po’ più di ossidazione e il colore si intensifica ancora di più verso l’ambrato”.
È incredibile come cambiando leggermente il processo, cambiando solo il grado di estrazione dei pigmenti e dando più valore alla buccia dell’uva, tutto cambia.
Calice e bottiglia di Ribolla Gialla Fiegl Siamo molto soddisfatti di questa bella panoramica di Ribolla Gialla e spero di avervi fatto venire la voglia di assaggiarla, magari proprio qui, in questo bellissimo territorio.
Ma non è finita qui, ci aspettano ancora due vini da degustare.
Proseguiamo la degustazione con una Malvasia Istriana.
Malvasia FieglCi spiega Jacob che “in Italia sono presenti circa quindici varietà .
Questa, come suggerisce il nome è coltivata nell’areale del bacino dell’alto Adriatico e comprende il Carso istriano, il Carso sloveno, il Carso triestino, fino ad arrivare qui nel Collio.
È stata riscoperta da una quindicina di anni , perché prima veniva sì coltivata, ma chi aveva i vigneti non la vinificava in purezza e quindi molto spesso era inserita in assemblaggi.
Anche noi abbiamo iniziato a produrre questo vino in purezza dal 2006 .
Al gusto si presenta molto fruttato, dove i sentori di frutta a polpa gialla sono spesso quelli più emergenti.
Poi c’è la parte speziata: uno dei descrittori principali è il finocchietto che può essere più o meno presente, in base anche alla zona in cui l’uva viene coltivata”.
Malvasia Fiegl È arrivato il momento di assaggiare il vino rosso.
Merlot Leopold Secondo Jacob è uno dei vitigni a bacca rossa che meglio si riesce a coltivare nel Collio :
“L’espressione del Merlot nel Collio secondo me non ha eguali.
Riesce a maturare quasi sempre bene tranne nelle annate troppo piovose o troppo siccitose; è quasi meglio di tante varietà bianche.
Si dice che il Collio sia una zona quasi esclusivamente di bianchi, ma non è vero.
È anche una zona di rossi e ce lo dimostrano i prodotti che si riescono a fare .
Da questo punto di vista la zona è molto sottovalutata perché i rossi vengono già coltivati bene in tante altre zone dell’Italia, quindi è una produzione che passa un po’ in secondo piano rispetto a quella dei vini bianchi.
La spiegazione è che il Collio ha scelto di identificarsi nei bianchi .”
Iniziamo ad assaggiare il Merlot Leopold assieme a Jacob che lo descrive così: “È ancora fresco, giovane, c’è un buon potenziale di invecchiamento.
Fa quattro anni di legno , in prevalenza in barrique, e poi un altro anno in bottiglia.
È buono adesso, ma sarà anche meglio tra un paio d’anni e se lo si mette in cantina ben conservato, non avrà nessun problema a essere bevuto anche tra dieci anni.
Oggi lo possiamo definire ancora scalpitante, ma decisamente con buone prospettive a lungo termine “.
Abbiamo piena fiducia in questa previsione e cercheremo di dimenticarci in cantina un paio di bottiglie, per testare personalmente tra qualche anno il risultato.
Abbiamo finito i cinque calici, ma ci attende un’ultima gradevolissima sorpresa.
Infatti Jacob durante il giro iniziale alla splendida cantina, prima della degustazione, aveva prelevato una bottiglia di Collio bianco, pensate, addirittura del 2000 , e adesso è arrivato il momento di assaggiarlo.
È un Cuvée Blanc , un assemblaggio di Friulano, Ribolla Gialla, Pinot Bianco e Sauvignon.
Ha fatto legno e si sente ancora bene, ma dopo più di venti anni si è ben inserito , aggiunge un sapore di crema riconoscibile ma non invasivo.
Possiamo dire che l’esperimento è molto ben riuscito.
Fatto in un’epoca in cui andava di moda l’utilizzo spinto della barrique, molto probabilmente nei primi anni questo vino sarebbe stato difficile da bere.
Ma oggi è assolutamente godibile!
A proposito: il giro alla cantina va assolutamente fatto. È la perfetta rappresentazione di quello che ci si aspetta da una cantina.
Nella zona dove sono conservate le bottiglie di tutte le annate, abbiamo potuto vedere una bottiglia del primo anno di produzione, uno Chardonnay del 1992, anno di nascita dell’azienda.
La prima bottiglia prodotta – Chardonnay del 1992 La degustazione è finita ed è stata molto interessante. Abbiamo scoperto degli ottimi vini e siamo curiosi di sapere quali sono le cause del successo.
La filosofia di FieglJacob ci spiega che il Collio, già di per sé un’area piuttosto piccola, di 150 km2 , è in realtà un insieme di microzone .
“Lo si capisce chiaramente perché se assaggiamo dieci Friulani o dieci Ribolle Gialle sentiremo che ci sono delle differenze anche abbastanza notevoli tra l’uno e l’atro vino.
Sono due i fattori determinanti: le differenze a livello microclimatico, e l’impronta che il produttore vuole dare al proprio vino .
Per esempio, la scelta del periodo di vendemmia è fondamentale per definire le caratteristiche del vino ed è condizionato sia dal clima che dalle intenzioni di chi lo produce.
La zona di Oslavia rispetto a tutto il resto del Collio è un po’ più fresca e ventilata . Questo fattore consente, se si vuole, di vendemmiare prima di andare troppo in là nella maturazione.
Infatti, più tardi si raccoglie l’uva, più aumenta la sensazione di maturità, il livello di acidità diminuisce e aumenta il grado alcolico.
Viceversa, anticipando la raccolta, diminuisce l’alcolicità e aumenta l’acidità , regalando particolare eleganza al vino.
E questa è la filosofia produttiva di Fiegl: produrre vini eleganti con alcolicità contenuta, che siano freschi e beverini . Mantenendo però le caratteristiche della varietà che si devono sentire.
Naturalmente il gusto deve rispecchiare la zona”.
Ringraziamo Jacob Fiegl per questa interessante spiegazione.
Logo del Consorzio Collio sulla capsula della bottiglia Prima di chiudere però voglio raccontarvi un’altra passione della famiglia, che sono sicura interesserà molti di voi.
Un tuffo nella storiaVisitare la cantina Fiegl significa letteralmente tuffarsi nella storia.
L’azienda nasce nel 1992, ma le origini della famiglia risalgono a due secoli prima, quando Valentino Fiegl, durante il regno di Maria Teresa d’Austria , partì da un paesino vicino a Vienna chiamato Sankt Paul e arrivò a Oslavia dove acquistò un appezzamento di terreno da coltivare.
Il primo documento che attesta l’attività è un atto di compravendita del 1782 .
Pensate, è antecedente alla Rivoluzione Francese. Quanta storia hanno potuto tramandarsi!
E infatti la famiglia Fiegl è effettivamente appassionata di storia.
All’ingresso della cantina hanno creato un piccolo museo della Prima Guerra Mondiale .
Appese a una parete sono esposte diverse fotografie originali dell’epoca, mentre in due bacheche sono riposti autentici reperti , molti dei quali recuperati nei loro terreni, scavati per reimpiantare le vigne.
Totalmente inaspettato, è un angolo molto suggestivo che ci ricorda la presa di Gorizia dell’8 agosto 1916 da parte degli Austriaci.
Una città così strategica che per lei migliaia di soldati combatterono e morirono per un anno e mezzo, guadagnando e perdendo solo poche centinaia di metri alla volta, in una assurda situazione di stallo.
O per lo meno assurda per me, nata in un’epoca in cui qualsiasi guerra non può più avere nessun senso.
Giusto per contestualizzare, considerate che Gorizia si trova a soli 5 chilometri da qui , il che chiarisce perché questa zona si sia trovata nel cuore della battaglia.
Oslavia è ancora intrisa di questo passato: pensate che tutti i nomi delle località sono toponimi di guerra .
Per esempio, la cantina Fiegl si trova in Località Lenzuolo Bianco .
Il nome descrive la suggestione data dalla vista di una parete bianca di una casa posta tra due alberi che sembrava appunto un lenzuolo bianco appeso ad asciugare .
Nella tragica realtà, al di là del nome evocativo, quasi poetico, si trattava dell’unico muro della casa rimasto in piedi, in seguito a una serie di combattimenti.
Il piccolo museo della I Guerra Mondiale della famiglia Fiegl Il bello di visitare le cantine è quello di imparare sempre cose nuove e non sempre legate al vino, soprattutto quando ci si trova in luoghi così ricchi di storia.
E con questo mi auguro di avervi fatto venire voglia di venire a fare una degustazione di Ribolla Gialla Fiegl e degli altri ottimi vini.
Contatti Per prenotare una visita basta compilare il modulo sul sito, come abbiamo fatto noi e la famiglia Fiegl sarà lieta di accogliervi.
FIEGL Loc. Lenzuolo Bianco, 1 – Oslavia 34170 Gorizia – Italia Tel. +39 0481 547103 Fax +39 0481 549208info@fieglvini.com
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