Ci sono molte cose da vedere a Mondovì in un giorno perché Mondovì è la città che non ti aspetti.
Non ha la notorietà ben meritata di città e cittadine più illustri di cui l’Italia è ricchissima. Ma se ci capiti, te ne innamori a prima a vista .
Visitare Mondovì è un’esperienza inedita per molti aspetti, perché ha una bellezza discreta che racchiude bellezze esplosive . E perché in essa convivono passato e idee innovative.
Mondovì è generosa nel mostrare ben due centri storici collegati da una funicolare modernissima e funzionale.
Disegnata da una grande firma come Giorgetto Giugiaro , sembra di prendere la metropolitana di una grande città europea.
In realtà collega due piccoli centri che nulla hanno di avveniristico, ma ti avvolgono con il loro fascino rassicurante e ti fanno intuire un passato importante, con i bei palazzi storici dai colori accesi, e le loro meridiane ben conservate .
Per non parlare delle chiese imponenti dagli interni opulenti e un museo che testimonia un primato di questa città , che scommetto solo pochi di voi conoscono.
Lasciano poi senza fiato due autentici gioielli alle porte di Mondovì , ideali per chi cerca anche cosa vedere nei dintorni, e una visita spettacolare in elmetto e imbragatura.
Non vi svelo altro.
Proseguendo nella lettura troverete i luoghi da non perdere per scoprire Mondovì e i suoi dintorni, tra primati, panorami e sorprese.
L’automa detto “Moro” della chiesa di San Pietro e Paolo
Cosa troverete in questo articolo
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Dove siamo: Mondovì tra Alpi, mare e storia
Dove si trova Mondovì? Siamo in provincia di Cuneo, nell’ultima propaggine del Piemonte prima di entrare in Liguria, dunque a pochi passi dal mare, tra le Alpi Marittime e le Langhe, o per essere più precisi, l’Alta Langa.
Qui in passato c’era un tratto della via del sale , costruita, pensate, ai tempi di Carlo Magno .
Risaliva dal mare per andare fino al Colle di Tenda , spartiacque alpino tra Francia e Piemonte, portandosi dietro storie di briganti. Perché il sale portava ricchezza, ma anche dazi che non tutti erano disposti a pagare.
Lo raccontano alcuni produttori del territorio, come quelli del Bricco del Cucù , azienda vinicola di Bastia Mondovì .
Proprio lungo la via del sale, infatti, sarebbe nata, tra storie di contrabbando e sapori intensi, la bagna cauda , uno dei grandi classici piemontesi.
Oggi la strada è un itinerario in quota per escursionisti a piedi o in bicicletta, aperto d’estate, chiamato Alta Via del sale .
Prima di visitare Mondovì, è interessante scoprire qualche dato saliente della sua storia.
Mondovì: una storia ribelle e colta
Mondovì racchiude nel nome uno spirito indomito e ribelle che l’ha caratterizzata per diversi secoli.
Siamo nel 1198 quando un gruppo di abitanti in fuga dalle comunità di Vico, Vasco e Carassone, si ribellarono al Vescovo di Asti , signore del feudo che comprendeva i tre comuni.
Si rifugiarono sul monte che fu nominato Monteregale , che vuole significare monte di dominio regio, ovvero non sottoposto ai signori feudali.
Nacque così il libero comune sul luogo che venne rinominato Monte di Vico , da cui discenderà l’attuale nome di Mondovì , mentre i suoi abitanti tuttora si chiamano Monregalesi .
Seguirono secoli travagliati in cui Mondovì passò nelle mani di diverse dinastie, i D’Angiò, i Visconti e i Savoia, riuscendo a mantenere per secoli, unica città piemontese, l’esenzione della tassa sul sale , grande privilegio fiscale.
Ed ecco qui un primato.
Matrice per stampa al Museo della Stampa di Mondovì
I primati culturali di Mondovì
Fu così che nei secoli godette di grande prestigio, fino ad arrivare a essere sede universitaria tra il 1560 e il 1566 e a ospitare il primo collegio dei Gesuiti in Piemonte, nel 1561 , record strettamente collegato con le meraviglie che scoprirete tra poco.
Visitare Mondovì significa anche immergersi in questi primati culturali.
Fu qui che nel 1472 venne stampato il primo libro del Piemonte , ben prima che Aldo Manuzio , uno dei più grandi editori dell’era moderna, iniziasse a stampare a Venezia nel 1494, a distanza di più di vent’anni.
Furono i Duchi di Savoia ad assoggettare Mondovì alla fine del Seicento , imponendo l’ordinamento giuridico e fiscale di tutte le altre città dell’epoca e facendola diventare parte integrante dello stato centralizzato sabaudo.
Fu un passaggio molto doloroso, che vide Mondovì combattere quelle che vennero chiamate le Guerre del Sale , ovvero una serie di insurrezioni popolari tra il 1680 e il 1699, che furono soffocate con il sangue.
Oggi, visitare Mondovì significa anche scoprire i suoi bei palazzi e le chiese , che testimoniano il fiorente passato e i privilegi acquisiti per lungo tempo.
Oggi Mondovì racconta tutto questo attraverso i suoi palazzi, le piazze, le chiese e perfino le meridiane. È proprio da lì che inizia il nostro itinerario.
Fontana del Girotondo – Mondovì Breo
Cosa vedere a Mondovì: le sue meraviglie
Tra le cose da fare a Mondovì in un giorno c’è, prima di tutto, una passeggiata: vie e palazzi ricchi di dettagli da ammirare, meridiane comprese.
Se avete poco tempo, questo è un itinerario semplice che unisce Breo e Mondovì Piazza (Mondovì alta), con qualche sosta culturale che racconta bene l’identità della città.
Breo : meridiane, scorci e vita cittadina.
La funicolare : in due minuti e mezzo vi porta da un centro all’altro.
Piazza (Mondovì Alta): Piazza Maggiore e la carrellata dei palazzi.
La chiesa della Missione e le sue prospettive barocche.
La Torre e i giardini del Belvedere , per guardare verso le Langhe.
Liber , il Museo della Stampa, legato a uno dei primati culturali di Mondovì.
Certo non c’è più traccia delle antiche guerre passeggiando in questa città oggi accogliente, immersa nel verde, sul torrente Ellero che è un affluente del Tanaro , il fiume che lambisce le Langhe e le separa dal Roero.
Il Rione Breo: meridiane, scorci e vita cittadina
Mondovì ha cinque rioni, ma Breo è quello che ti accoglie per primo, adagiato sul torrente Ellero. È il cuore del centro storico da cui iniziamo la nostra visita, camminando tra scorci curiosi e dettagli da osservare con calma.
Le meridiane della città del tempo
Ce ne sono talmente tante e ben conservate, che Mondovì vanta oggi l’appellativo di città del tempo .
Solo sulla facciata del Palazzo di Giustizia ne potete contare dodici .
Se vi state chiedendo come mai, vi spiego cosa ho scoperto, dato che mi sono fatta la stessa domanda.
Ho trovato questo sito molto interessante sugli orologi solari dove l’autore Giovanni Paltrinieri, gnomomista in Bologna, ci spiega che la scienza Gnomonica è sempre stata oggetto di studio, specialmente nelle scuole gestite da religiosi.
In particolare dai Gesuiti, che si sono sempre dedicati alla costruzione di strumenti solari, tanto che ancora oggi si trovano numerose testimonianze sui muri delle loro scuole in giro per l’Europa.
Bene, il Palazzo di Giustizia altro non è che l’ex Collegio dei Gesuiti , quello che ho citato prima, e tutto torna.
Chi volesse approfondire nel sito troverà una descrizione molto dettagliata di queste meridiane.
Il Palazzo di Giustizia si trova nella parte alta di Mondovì. In piazza Maggiore , uno dei luoghi imperdibili da visitare in città.
Ma girando per l’altro centro, nel rione Breo , ne troverete altre, perfettamente integrate nell’architettura dei palazzi, bellissimi motivi ornamentali oltre che funzionali, come vuole la tradizione rinascimentale.
La mia preferita: in Piazza San Pietro
Personalmente la meridiana che mi è piaciuta di più è quella in piazza San Pietro , di fianco a un signore dipinto sulla facciata che sembra scrutare, con il suo cannocchiale, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo .
Meridiana in piazza San Pietro a Mondovì Nei cinque rioni di Mondovì potete contare più di quaranta meridiane e nel piccolo “Parco del Tempo”, tornando su velocemente con la funicolare, troverete anche altri orologi solari sul prato dei giardini del Belvedere.
Dopo avervi fatto andare su e giù per meridiane, fermiamoci un attimo a vedere più da vicino i due centri storici , per orientarci meglio. Partiamo dal centro più a valle.
La chiesa dei Santi Pietro e Paolo
In piazza San Pietro , la chiesa dei Santi Pietro e Paolo sorge in una posizione rialzata rispetto all’abitato e rimane un pò incassata tra le case ai lati della piazza.
Della facciata barocca mi hanno colpito la bellissima scalinata di marmo e l’automa meccanico detto il “Moro”.
Installato alla fine del Settecento, batte le ore sotto un elegante baldacchino.
La scalinata ha anche un grande valore storico . Lo sapevate che qui sostò papa Pio VII mentre si recava in esilio nel 1809 , in seguito al suo arresto ordinato da Napoleone Bonaparte ?
Scalinata della chiesa San Pietro e Paolo Breo tra shopping e gastronomia
Le vie e le piazze di Breo accolgono anche i più bei negozi di Mondovì , sia di abbigliamento che di gastronomia. Così potete ritagliarvi un po’ di tempo anche per lo shopping.
Tra le attrazioni di Mondovì, una delle più interessanti è la funicolare, che si trova proprio nel rione Breo.
La funicolare: un viaggio tra i due centri
In via della Funicolare potete accedere alla funicolare disegnata da Giorgetto Giugiaro e in funzione dal 2006 .
Perfettamente organizzata in modo che chi sale non si incontra con chi scende. Il tragitto dura circa due minuti e mezzo per un dislivello di 137 metri.
Cercate di posizionarvi nel terzo vagone, quello più a valle, in modo da poter ammirare il panorama durante il tragitto, grazie alle ampie vetrate.
Il biglietto ha una validità di quattro ore.
Di sabato e d’estate le corse proseguono fino a tarda ora, trasportando magari chi desidera cenare in uno dei deliziosi locali che si trovano sia a Breo che a Mondovì Piazza .
All’ingresso dell’antica funicolare, inaugurata nel 1886 , troverete una bellissima stampa d’epoca che racconta la storia di questo mezzo di trasporto unico.
Mondovì Piazza: storia e bellezza
Come dicevo all’inizio dell’articolo, Mondovì venne fondata sulla cima di un piccolo monte. È qui che si trova il centro storico , il nucleo originario più antico: il rione Piazza.
Piazza Maggiore, antica agorà
La prima cosa che si vede giungendo qui con la funicolare è la bellissima piazza Maggiore che si estende su due livelli , di cui il più basso in leggera pendenza, con una scalinata nel centro.
Tra le cose da vedere a Mondovì, Piazza Maggiore è certamente una delle più affascinanti, grazie al suo colpo d’occhio unico.
Si tratta di un bellissimo girotondo di palazzi dalle facciate riccamente decorate, tra i più belli e antichi della città.
Non stupisce che il rione sia stato chiamato Piazza . In passato è stato l’agorà, il centro politico e amministrativo della città .
Palazzo del Governatore
Cominciamo la visita da un palazzo che ben rappresenta questo passato: il palazzo del Governatore , detto anche degli Stemmi, sede del potere dei Savoia .
La facciata è caratterizzata dagli stemmi dipinti nel Quattrocento dei casati che governarono la città.
Palazzo del Governatore a Mondovì Piazza Palazzo dei Bressani
Molto particolare anche il palazzo dei Bressani , uno dei più antichi della città. Tra le cose da vedere a Mondovì, questo edificio spicca per la sua storia e il suo fascino.
Pensate che risale al Duecento e accoglie l’ultima facciata gotica esistente a Mondovì , anche se diversi interventi successivi ne hanno snaturato lo stile. Come l’inserimento del portale tardo rinascimentale dei primi del Seicento .
Con il bel tetto merlato sembra uscire da un’illustrazione di una fiaba di principi, dame e cavalieri.
Palazzo Fauzone di Germagnano
Ecco poi il palazzo Fauzone di Germagnano , dal nome di una delle nobili famiglie del Piemonte sabaudo. Anch’esso risale al Duecento anche se oggi si presenta con una facciata tipicamente barocca , a movimentare la ricchezza di stili della piazza.
Ospita l’ufficio turistico e il Museo della Ceramica , che testimonia una fiorente attività , nata in età napoleonica e terminata alla fine degli anni Settanta del Novecento.
Nelle vetrine di molti negozi troverete il tipico galletto dalla coda variopinta, caratteristico di questa tradizione.
Il galletto dalla coda variopinta, emblema della ceramica di Mondovì Palazzo di Giustizia
Per chiudere la carrellata solo dei palazzi più importanti, in piazza Maggiore si trova anche il già citato Palazzo di Giustizia .
Questo edificio vanta il titolo, per dimensioni e numero di orologi solari, di uno dei più grandi complessi gnomonici d’Europa , per alcuni addirittura il primo.
Tra le attrazioni di Mondovì, è certamente uno dei più simbolici.
Chiesa San Francesco Saverio, detta della Missione
In Piazza Maggiore c’è anche la bellissima chiesa San Francesco Saverio, detta della Missione perché affidata ai Padri Missionari di San Vincenzo de’ Paoli.
San Francesco Saverio fu uno dei primi Gesuiti e questa chiesa ben riflette il prestigio di cui godette l’Ordine qui a Mondovì, vista la straordinaria ricchezza di questo edificio religioso.
Fu eretto proprio nel cuore della vita politica e sociale di Mondovì, nella seconda metà del Seicento.
Gesuita è anche l’autore delle meravigliose decorazioni del suo interno.
Stiamo parlando di Andrea Pozzo , membro laico della Compagnia di Gesù, che tra il 1676 e il 1677 regalò ai monregalesi e al mondo questo capolavoro, punto di riferimento dell’estetica barocca .
Sapienti giochi prospettici, spettacolari e arditi, ci ingannano impedendo di accorgerci che la superficie della volta è in realtà piatta e che si tratta di una finta cupola.
Molto particolare anche la macchina d’altare. Pensate che è forse l’ultimo esempio integro in tutta Europa .
Anche chi, come me, ha una predilezione per le linee e le forme più essenziali, non può non rimanere meravigliato dall’impatto di questo tripudio di immagini e di colori . Credetemi, è da vedere.
Chiesa San Francesco Saverio detta della Missione Se volete provare un’esperienza alternativa, potete scegliere Infinitum , un percorso immersivo e multimediale.
Mi raccomando prenotate: non fate come noi che siamo arrivati lì e non abbiamo potuto iscriverci perché i posti erano esauriti.
Pensate che è la prima esperienza di questo genere organizzata in Piemonte : Mondovì è davvero una città di primati.
Concorderete con me che il bello di questa città è la sua capacità di valorizzare il passato con idee all’avanguardia . Come scoprirete ancora, più avanti.
La Torre e i giardini del Belvedere
Imboccando via Francesco Gallo, alla fine di Piazza Maggiore, in tre minuti arrivate alla Torre civica e ai giardini del Belvedere , chiamati così per il punto panoramico, uno dei tanti che questo territorio ci regala.
Tra le cose da vedere a Mondovì, questo luogo merita sicuramente una visita.
Nelle giornate limpide si scorge tutto l’arco alpino che fa da cornice alle Langhe .
Nati nel 1903 , oggi ospitano il Parco del Tempo con una piccola esposizione di orologi solari che ripercorre la storia della misurazione del tempo.
Non poteva certo mancare, vista la quantità di meridiane sparse per la città.
All’interno della Torre, alta 29 metri e con una scala di 87 scalini , potete invece ripercorrere la storia degli orologi da campanile.
Tra gli altri, vedrete il meccanismo di una lancetta dell’orologio della Torre del 1895.
Sì, perché la Torre in passato è stata il campanile della chiesa di Sant’Andrea , abbattuta nel 1802.
Con i dovuti rifacimenti, è originaria del Trecento e ha una peculiarità piuttosto originale.
Dovete sapere che è stata utilizzata come punto trigonometrico per determinare il “gradus taurinensis ” ovvero il meridiano terrestre passante per Torino.
Venne richiesto nel 1759 da re Carlo Emanuele III al fisico Giovanni Battista Beccaria, di Mondovì, al fine di calcolare la circonferenza equatoriale terrestre.
Veduta nella Torre nel video proiettato su una parete del Museo della Stampa Ma adesso ritorniamo per la strada da cui siamo venuti, riattraversiamo la lunga Piazza Maggiore, prendiamo via Vico e in una decina di minuti arriviamo in piazza d’Armi dove ci attende un’altra meraviglia.
Liber, il Museo Civico della stampa
Il Museo Civico della Stampa si trova nel Palazzo seicentesco delle Orfane , ex convento dei Carmelitani Scalzi.
Una parola, un simbolo
La scritta Liber , che campeggia davanti all’ingresso del museo, mi ha decisamente attratto.
È in ferro, un materiale pesante, eppure dà un senso di leggerezza, dovuta agli spazi vuoti delle lettere.
Rappresenta una forma moderna, ma è fatta di un materiale antico, in una contrapposizione che si rivela in tutto il museo . Dunque dà l’idea di cosa ci aspetterà.
Ingresso di Liber – Museo Civico della Stampa E infatti uno degli aspetti che ho molto apprezzato di questo museo è che si avvale di un linguaggio moderno per valorizzare il passato .
Un allestimento moderno per una storia antica
Per esempio, accostando macchine antiche a pareti immersive con le immagini di Mondovì o visualizzando antichi codici miniati in pannelli retroilluminati .
L’ho trovato un bel viaggio nel tempo, secondo solo al museo del mondo della stampa che abbiamo avuto la fortuna di vedere a Magonza , patria di Gutenberg (non si passa di là per caso, ma potete sempre fare una digressione organizzando un viaggio tra le cantine del Reno, come abbiamo fatto noi!)
La collezione: torchi, codici e primati
È uno dei musei con la raccolta più completa di macchine per la stampa in Italia , in memoria del primo libro stampato in Piemonte nel 1472: il “Confessionale ” di Sant’Antonino Vescovo di Firenze.
Volete sapere qual è la macchina più antica?
Si tratta di un torchio tipografico del Seicento della Regia Università di Torino .
Troverete fra gli altri esemplari anche la macchina che nel 1848 ha stampato il primo numero de “La Gazzetta del Popolo” .
Macchina per la riproduzione delle immagini Liber come libro e come libertà
Non avevo mai riflettuto sul fatto che la parola latina liber si traduce in italiano come libro , ma significa anche libero .
È un’associazione che mi è venuta in mente leggendo la storia particolare di questo luogo : il comune che fu libero grazie ai capostipiti che decisero di ribellarsi all’autorità, fu anche la sede del primo libro stampato in Piemonte.
È solo una mia suggestione nata sull’intreccio dell’affascinante storia di questa città , ma direi che libertà e libri sono due termini che ben si accostano.
così come accostano in questo museo macchine antiche a pareti immersive, con immagini di Mondovì, e antichi codici miniati su pannelli retroilluminati.
Alle porte di Mondovì, una visita a Vicoforte e San Fiorenzo
Come se non bastasse, ci attendono ancora due meraviglie, a pochi chilometri da Mondovì, tra le cose da vedere nei dintorni della città.
Il Santuario di Vicoforte e la cupola ellittica più grande del mondo
La prima cosa che colpisce arrivando a Vicoforte, a soli 7 km da Mondovì, è l’imponenza e la maestosità del Santuario , alle cui spalle fanno da cornice portici semicircolari che delimitano la piazza antistante l’ingresso principale.
La parte inferiore del Santuario risale agli inizi del Seicento , dunque in stile tardo rinascimentale .
È rivestita in pietra arenaria detta “di Vico” proveniente dal territorio locale.
Mentre Il tamburo e la cupola sono scanditi da otto robusti contrafforti che risalgono ai primi del Settecento e sono ricoperti da mattoni, in stile barocco .
Nell’insieme è un monumento di grande impatto, ma dalle linee sobrie , che nasconde un autentico gioiello: la cupola ellittica più grande al mondo.
Le dimensioni sono davvero impressionanti .
Misura 74 metri in altezza , il suo diametro maggiore supera i 36 metri mentre quello minore è lungo 25 metri .
Parliamo di 6.000 metri quadrati di affreschi ad opera di Mattia Bortoloni e Felice Biella. Rappresentano alcuni momenti della vita di Maria e della sua gloriosa Assunzione.
Anche qui, come nella chiesa della Missione , si viene rapiti dallo straordinario gioco prospettico , dove rappresentazioni trompe l’oeil si mescolano con elementi architettonici reali e pannelli bidimensionali . Ovviamente in un tripudio di forme e colori come nel barocco più classico, ricco e fastoso.
Sono rimasta col naso all’insù per parecchio tempo, rapita da questa scenografia straordinaria . Viene voglia di immergersi tra i dipinti e volteggiare come le figure rappresentate.
Dettaglio della cupola del santuario di Vicoforte Magnificat: una visita speciale per chi non soffre di vertigini
Ma in effetti, c’è una possibilità davvero speciale , per i più coraggiosi che non soffrono di vertigini.
Si chiama Magnificat .
No, non stiamo parlando del cantico del vangelo, ma di un’iniziativa di Kalatà , una impresa sociale che promuove esperienze culturali e di intrattenimento del tutto inedite .
Come la visita al santuario di Vicoforte muniti di elmetto e imbragatura .
Avete capito bene.
Avete la possibilità di salire fino alla sommità del Santuario a 60 metri di altrezza, fino alla lanterna . Non vi dico altro, guardare questo video.
Bello, vero?
Chiesa di San Fiorenzo
Credetemi, la chiesa di San Fiorenzo di Bastia Mondovì è uno dei gioielli più preziosi che io abbia mai incontrato. A parte si intende i capolavori assoluti che abbiamo in Italia.
Tanto spettacolare quanto inaspettato , si scopre entrando nella piccola chiesa quasi sperduta in un ampio prato , a circa 11 km da Mondovì.
Una “Bibbia dei poveri” affrescata nel Quattrocento
Al di là della bellezza dei dipinti gotici , dal fascino indiscusso, trovo che la Chiesa di San Fiorenzo sia anche, e forse soprattutto, un capolavoro di comunicazione .
Il ciclo di affreschi del 1472 ricopre una superficie di 326 metri quadrati guadagnandosi il primato (un altro!) di ciclo pittorico del Quattrocento più lungo del Piemonte .
Ma non sono semplici raffigurazioni, si tratta di una vera e propria “biblia pauperum “, Bibbia dei poveri di un tempo, che più ricca portatrice di arte, storia e cultura non potrebbe essere.
Un fumetto ante litteram di rara bellezza , concepito per i viandanti analfabeti allo scopo di istruirli e fissare nella loro memoria vite di santi e scene evangeliche.
Utilizzando un linguaggio per loro immediato, inserendo scene popolari immediatamente riconoscibili, accanto a episodi di vita religiosa.
Se volete farvi un’idea più concreta dell’interno della chiesa, vi lascio un breve video girato durante la mia visita. Non è un documentario, è uno sguardo personale su un luogo che merita di essere vissuto:
Trovo degna di nota la scelta del Bricco del Cucù che produce un ottimo Dolcetto di Dogliani di valorizzare questo gioiello inserendo elementi degli affreschi nelle etichette dei loro vini.
Come arrivare a Mondovì
In auto:
Autostrada A6 Torino-Savona , uscita Mondovì
Autostrada A33 Asti-Alba / Cherasco-Cuneo , uscita S. Albano-Stura
Una volta giunti a destinazione, vi consiglio di fermarvi in uno dei numerosi parcheggi all’esterno del centro storico: molte strade non sono accessibili ai non residenti.
In treno:
Stazione ferroviaria di Mondovì
In aereo:
Aeroporto di Genova a 82 km. poi proseguire in treno o bus
Aeroporto di Torino-Caselle a 90 km. poi proseguire in treno o bus
Mappa per visitare Mondovì
Mondovì si visita in un giorno, ma resta nella memoria molto più a lungo. È una città discreta, che non si impone ma conquista, passo dopo passo.
Se volete inserire Mondovì in un viaggio più ampio tra borghi, cantine, sapori e luoghi d’arte, potete partire anche dalla guida su cosa fare nelle Langhe .