Sabato 21 febbraio 2026 ad Alba è in programma la presentazione ufficiale di Alba industriale, un tour narrato che intreccia luoghi, immagini d’archivio e memoria produttiva per raccontare l’anima artigiana, commerciale e industriale della città.
Ore 10.00: presentazione del tour e “Quaderni di viaggio”
L’appuntamento è alle ore 10.00 nello Spazio San Giovanni, nel chiostro della Chiesa di San Giovanni Battista in Piazza Pertinace. Durante l’incontro vengono presentati anche i “Quaderni di viaggio”, costruiti sulle fotografie storiche dell’Archivio Buccolo, e il progetto Scarti d’autore. L’ingresso è indicato come libero e gratuito.
Ore 11.30: passeggiata narrata tra i mercati storici
A partire dalle ore 11.30 è prevista una passeggiata narrata (circa un’ora) con focus sui mercati storici della città, dal mercato dei bachi da seta al Mercato Coperto Cagnasso.
Il percorso tocca alcuni luoghi simbolo della storia economica e produttiva di Alba: dalle prime sedi della Ferrero e della Miroglio alla Cantina Pio Cesare, dall’Hotel Savona di Giacomo Morra a Piazza San Paolo, legata a don Alberione e alle Edizioni Paoline.
Anche qui l’ingresso è indicato come libero, con invito a prenotarsi sul sito degli organizzatori: Turismo in Langa – Presentazione di Alba Industriale | Quaderni di viaggio
Le prossime visite guidate “Alba industriale”
Oltre alla presentazione del progetto, Turismo in Langa APS propone anche il tour guidato “Alba industriale”: una passeggiata di circa 2 ore nel centro storico di Alba, con partenza da Piazza Pertinace.
Le prossime date sono:
- sabato 21 febbraio 2026 (10.00–12.00)
- sabato 7 marzo 2026 (10.00–12.00)
- sabato 21 marzo 2026 (10.00–12.00)
Costo: 10 € a persona. Gratis per i bambini sotto i 6 anni.
Per informazioni e prenotazioni: Turismo in Langa – Alba industriale – visite guidate
Un appunto, per guardare le Langhe da un’altra angolazione
Di solito associamo le Langhe alle sue colline vitate e ai borghi del Barolo.
Questo progetto parte invece dalla città: mercati, imprese, servizi, lavoro. È un modo diverso di leggere lo stesso territorio. Uno spunto per riflettere su un territorio che ha vissuto una trasformazione profonda nel giro di pochi decenni.
Da ambiente prevalentemente rurale e povero, basta pensare alla Langa contadina raccontata da Cesare Pavese e, in modo ancora più crudo, da Beppe Fenoglio, le Langhe si sono progressivamente sviluppate con la crescita di grandi aziende come Ferrero.
Giacomo Morra, inventore della Fiera del Tartufo (1929), intuì il potere del tartufo d’Alba come richiamo per Alba e le Langhe e, con lo stesso gesto, contribuì a nobilitare i tajarin, tradizionalmente piatto povero, accostandoli al tartufo.
Oggi, quando si dice Langhe, si pensa subito al Barolo. E questo immaginario esiste anche grazie a chi, in anni di sviluppo industriale e di attrazione verso la città, ha scelto di credere nella campagna.
Lo racconta bene Vittorio Monchiero, produttore di Barolo a Castiglione Falletto, ripercorrendo la storia della sua famiglia che ha creduto nella viticoltura, mentre molti lasciavano la Langa per Torino o per il richiamo di Ferrero.
Ne parlo nell’articolo Il Barolo Monchiero e altre 6 eccellenze.