Isidoro Polencic è una delle cantine da visitare assolutamente se venite nella DOC Collio , una delle DOC più rinomate del Friuli Venezia Giulia. Per noi è una tappa obbligata ogni volta che ci ritorniamo.
Non ricordo il numero di visite, ma sono ormai più di quindici anni che li andiamo a trovare almeno un paio di volte all’anno.
Siamo affezionati alla famiglia Polencic , composta da tre fratelli, Elisabetta, Michele e Alex , che stanno portando avanti il lavoro iniziato dal loro papà Isidoro e prima ancora dal nonno, anche lui di nome Isidoro.
Seguiamo l’andamento di ogni annata e naturalmente facciamo scorte dei vini, per non rimanere mai senza. Anzi, per poter dimenticare qualcosa in cantina e scoprire il piacere della loro evoluzione.
I vini Polencic sono di un livello qualitativo decisamente alto.
Dopotutto siamo nel Collio, rinomata DOC del Friuli Venezia Giulia , famosa per i grandi bianchi dagli intensi profumi e di grande struttura.
In questo articolo vi descriverò i vini Polencic raccontati da Elisabetta e la filosofia della cantina, per aiutarvi a capire perché sono così buoni.
In chiusura, vi racconterò la storia di Polencic, che come vedrete significa aprire uno spaccato sull’intera zona e approfondire la conoscenza di questo splendido territorio , il Collio.
Paesaggio nel Collio
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Isidoro Polencic, una cantina nel cuore del Collio
La cantina Polencic si trova a Plessiva , in una bellissima posizione sulla collina alle spalle di Cormòns , la capitale del Collio, a pochi metri dal confine sloveno.
Percorrendo la strada che lasciando Cormòns porta a Plessiva e alla cantina, i vostri occhi si perderanno tra infiniti filari di sia sulla destra che sulla sinistra.
Un vero spettacolo che vale il viaggio.
Dalla sala da degustazione accogliente e luminosa , si gode di un bellissimo panorama grazie alle ampie vetrate che si sviluppano lungo un’intera parete.
I colori della sala giocano sul bianco e marrone, sono discreti e fanno risaltare i verdi brillanti che irrompono dalle vetrate e risaltano ai nostri occhi, soprattutto per noi che siamo abituati ai paesaggi urbani.
I vini Polencic
La gamma dei vini Polencic è piuttosto ampia, dieci vini bianchi e sei vini rossi e comprende buona parte dei vini che si producono in Friuli Venezia Giulia :
Vini bianchi
Ribolla Gialla Friulano e Friulano Fisc Malvasia Pinot Grigio Sauvignon Pinot Bianco Chardonnay Oblin Blanc Picolit
Vini rossi
Pinot Nero Merlot Refosco dal peduncolo rosso Cabernet Sauvignon Cabernet Franc Oblin Ros
Per chi di voi non è pratico del Friuli, vi dirò che una scelta così ampia è una tradizione ampiamente diffusa in questa regione.
Vista la qualità elevata media di tutti i vini, averne così tanti da un unico produttore è un bel vantaggio per conoscerli più rapidamente.
Infatti Elisabetta ci spiega:
“Non puntiamo su un unico vino, cosiddetto portabandiera; cerchiamo di fare bene tutte le varietà e poi siete voi che decidete per quello che vi piace .
La scelta del vino è davvero una cosa soggettiva, ad esempio se vi piacciono i vini più aromatici e profumati, il Sauvignon è quello che la fa da padrone.”
Vini Polencic in esposizione Cominciamo allora a conoscere i vini di Polencic.
In questo articolo vi racconto i vini bianchi , tra i più rappresentativi, ma presto tornerò per farvi conoscere più da vicino anche una selezione di rossi.
La Ribolla Gialla, fresca e discreta
Partiamo dalla Ribolla Gialla perché è il vino che Elisabetta suggerisce a chi vuole conoscere la sua produzione:
“La Ribolla Gialla è una varietà autoctona , ovvero una varietà che si trova e si coltiva da sempre in queste zone.
È una varietà che tutto sommato sta trovando molto riscontro soprattutto sul mercato italiano, proprio perché c’è stata una grandissima riscoperta delle varietà autoctone in Italia.
Ormai in qualsiasi regione si trovano tantissime varietà tipiche della zona e quindi credo che sia giusto far conoscere quelle del nostro territorio , anche per distinguerci da altri produttori che si concentrano prevalentemente sui vitigni più diffusi come Chardonnay e Sauvignon.”
La Ribolla Gialla, nonostante i suoi 13 gradi è un vino fresco e gradevole, adatto a tutti gli antipasti e come aperitivo .
In generale, si beve volentieri abbinato a cibi leggeri e non troppo impegnativi.”
È sicuramente meno caratterizzato di altri vini bianchi, ma forse per questo non stanca.
Può non essere il vino preferito da chi è alla ricerca di vini con una personalità più spiccata, ma può incontrare i gusti di un pubblico più trasversale .
Il Friulano, o Tocai per i vecchi amici
“Un’altra varietà estremamente legata a questo territorio è il Friulano , fino a pochi anni fa chiamato Tocai , come potete leggere in questo articolo dedicato alla diatriba Tocai contro Friulano .
Il Friulano è il vino del cuore, non a caso, per tutti i friulani.
Insuperato come abbinamento con il prosciutto di San Daniele, il pregiato prosciutto friulano o con del montasio invecchiato sei mesi.”
Questo lo abbiamo verificato in innumerevoli assaggi…
E’ un vino di carattere, inconfondibile. Dalle caratteristiche note di mandorla amara .
Nell’interpretazione di Polencic le note varietali ci sono proprio tutte .
Meno elegante del Pinot Bianco forse, ma un vino che possiamo definire “appagante”.
Abbiamo assaggiato anche il Friulano Fisc .
È una versione dove tutte le caratteristiche del friulano sono amalgamate in una perfetta armonia, senza note predominanti.
Ottimo, vi stupirà.
Il Pinot bianco, un signore elegante e riservato
Visto che lo abbiamo citato in comparazione con il Friulano, lo commentiamo subito.
Il Pinot Bianco è un vino completo ed elegante più di ogni altro . Così ci spiega Elisabetta:
“Le uve vengono lavorate nella maniera più lineare. Senza nessun intervento come legno per lo Chardonnay o leggera sovra maturazione per la Malvasia.
Il pubblico, soprattutto italiano, lo sta riscoprendo pian piano.
Rispetto al gusto dei fruitori del Pinot Grigio, che va per la maggiore all’estero, richiede un palato più allenato , che ne sappia apprezzare le peculiarità che si amalgamano senza nessun eccesso: freschezza, acidità, note floreali, struttura .
È adatto per tutte le portate di un pasto che non contempli piatti troppo ricchi e saporiti.”
Il buon carattere della Malvasia
“È stata ripresa sei anni fa dall’azienda, un po’ per la richiesta di molti clienti appassionati, un po’ per valorizzare i vitigni autoctoni.
È forse il vitigno più “elastico” di tutti quelli prodotti.
Consente svariate interpretazioni , che possono portare a risultati diversi con sentori anche decisamente intensi, se frutto di una decisa sovra maturazione.
Noi non spingiamo più di tanto, preferiamo un vino più lineare, comunque ricco di sentori , ma che sia facile da bere .”
Personalmente apprezzo molto la Malvasia Istriana, nelle varie lavorazioni.
Posso solo confermare che la Malvasia di Polencic è un vino che si lascia bere facilmente, ma vi assicuro ha il suo bel carattere.
Lo Chardonnay, rotondo ed equilibrato
Lo Chardonnay ha una particolarità rispetto agli altri vini: fa un po’ di legno .
Circa il 25% viene lasciato in tonneau per sei mesi e poi assemblato al restante 75%.
Ne deriva un vino dal gusto molto rotondo, estremamente gradevole , con una notevole longevità.
Il gusto si stacca volutamente da quello degli altri bianchi della produzione di Polencic.
Il legno si avverte appena, ma contribuisce all’equilibrio complessivo.
Dopo questa serie di assaggi, notevole per numero e per intensità, voglio spiegarvi perché sono così buoni.
Il primo motivo è senza dubbio la qualità intrinseca del territorio: il clima e il terreno, il cosiddetto “Flysch di Cormòns “.
Poi, come sappiamo, la mano del vignaiolo fa il resto.
Vediamo dunque quale interpretazione ne fa la cantina Polencic.
Sala degustazione di Isidoro Polencic
La filosofia di Isidoro Polencic: il buon vino si vede dal vigneto
“La peculiarità della cantina è quella di cercare di mantenere e di esaltare nel vino la tipicità e le caratteristiche dell’uva di partenza .
Partiamo da un principio estremamente importante per noi che è quello di gestire i vigneti nel migliore dei modi e di riuscire quindi a ottenere nel vino il profilo qualitativo dell’uva eccellente.
Per noi è estremamente importante che a settembre, durante la vendemmia, quando i carri iniziano ad arrivare in cantina dopo la raccolta, l’uva sia perfettamente matura e perfettamente sana al fine di ridurre al minimo gli interventi in cantina.
Questo si riflette anche nella tipologia di vinificazione dei vini stessi che devono mantenere la tipicità del singolo vitigno .
Voi che ci conoscete da tantissimi anni, sapete che cerchiamo ogni anno di mantenere uno standard qualitativo di livello, ma non c’è mai nulla di statico.
La difficoltà, ma anche il bello di questo di lavoro, è che ogni stagione ha la sua storia . Poiché lavoriamo con la natura, non possiamo mai a priori sapere quello che succederà in primavera o nell’estate successiva.
È sempre tutto in divenire, perché a seconda di come la stagione sta evolvendo dobbiamo essere in grado di gestire e di seguire tutto il processo.”
Molto interessante.
Visto che come ho detto prima il territorio è un elemento determinante, abbiamo chiesto a Elisabetta qualche informazione sulla dislocazione dei vigneti.
I vigneti di Polencic
“La nostra azienda ha una superficie vitata di circa trenta ettari , con vigneti dislocati su diversi comuni: Cormòns, Ruttars, San Floriano del Collio fino a Mossa.
Si cerca sempre di impiantare il vigneto nella posizione migliore, che in collina significa est, sud-est e sud , ovvero nelle zone in cui c’è la possibilità di ricevere i benefici del sole in maniera estremamente importante.
Ma i vitigni non richiedono tutti la stessa esposizione e lo stesso tipo di terreno.
Una parte dei vigneti si trova anche nelle zone di fondovalle, quindi un po’ più ombreggiate e dove c’è una terra completamente diversa.
Ad esempio il Refosco dal Peduncolo Rosso si coltiva in pianura su terreno ghiaioso , mentre, per fare un altro esempio, il Sauvignon è una varietà molto aromatica che richiede una zona un po’ più ombreggiata , proprio perché l’eccessivo sole può compromettere le componenti aromatiche caratteristiche del vitigno.
Quindi in base alle diverse zone che abbiamo a disposizione, cerchiamo di trovare quella più appropriata per la varietà.
L’età delle nostre vigne è molto varia.
Abbiamo vigneti estremamente giovani, di 3-4 anni che sono appena entrati in produzione, vigneti che hanno 6-8 anni, come quelli di Malvasia, che producono vino da tre anni, quindi anch’essi ancora molto giovani, fino ad arrivare ai vigneti che hanno oltre cinquant’anni .
Questi sono i vigneti che sono stati impiantati già dal nostro papà e che hanno raggiunto un equilibrio fantastico sotto il profilo produttivo.
Infatti, nei primi anni, una vite può alternare una produzione abbondonante ad annate scarse e solo verso i 18-20 anni si raggiunge una costanza che permette di arrivare finalmente a produrre uve uniche sotto un profilo qualitativo.”
Non avevo idea che le viti potessero durare tanto e infatti Elisabetta ci conferma che cinquant’anni per una vite è una durata eccezionale, mediamente le viti si sostituiscono prima. Davvero complimenti!
Vigneto nel Collio La chiacchierata con Elisabetta è stata davvero interessante.
Ma non posso chiudere qui.
Quando si ha la fortuna di incontrare persone che si trasmettono il mestiere e la passione da generazioni, è bello ripercorrere le origini e capire come si è arrivati al presente.
Senza contare che è una preziosa occasione per scoprire e conoscere meglio il territorio , ascoltando informazioni che non troverete in nessuna guida turistica.
Così, ecco l’ultima domanda a Elisabetta, in cui le chiediamo di raccontarci la sua storia.
Le origini
“La nostra famiglia è sempre stata qui a Plessiva dove ci troviamo ora.
In passato le aziende del Collio erano classiche aziende agricole, nel senso che non si coltivava unicamente la vite, ma si lavoravano anche i terreni seminativi.
Ancora prima, nel periodo in cui il Collio faceva parte dell’Impero austro-ungarico, la zona era rinomata per la produzione di ciliegie .
Si trovavano a ridosso di ogni vigneto, alla fine di ogni scarpata o attorno al perimetro di ogni giardino e orto casalingo.
Le ciliegie venivano raccolte prevalentemente dalle donne, perché avevano meno impegni in campagna.
C’era un fiorente mercato, che a Cormòns si teneva tutti i venerdì , dove le ciliegie venivano portate coperte e solo all’apertura delle vendite, alle sei del mattino, venivano scoperte simultaneamente e rese disponibili alla vista dei compratori.
Da qui la gran parte delle ciliegie prendeva la strada in territorio asburgico.
La produzione delle ciliegie è continuata anche dopo le due guerre. Fino agli anni ’60 si trovavano anche pescheti e si coltivavano molti ortaggi.
Poi la gestione del mondo agricolo comincia a trasformarsi e a focalizzarsi sui seminativi e sul mondo vitivinicolo, e Isidoro Polencic è andato avanti con questa duplice attività.
Negli anni ’70 si inizia la vendita delle prime bottiglie con le etichetta applicate a mano, una ad una, e progressivamente si abbandona il commercio del vino sfuso, fino ad allora venduto ai ristoratori della zona.
Questa evoluzione conduce negli anni ’90 a un’ulteriore specializzazione nel mondo vitivinicolo che porta ad ampliare la superficie vitata e a puntare definitivamente sulla commercializzazione del prodotto imbottigliato .
Questa trasformazione coincide anche con l’ingresso di Elisabetta e Michele in azienda , nei primi anni ’90, mentre Alex , più giovane di dodici anni, si unisce ai fratelli in seguito, appena conclusi gli studi in enologia.
Oggi i tre fratelli continuano il percorso iniziato dal papà e dal nonno.
Michele e Alex si occupano della parte agronomica e della gestione della cantina, mentre Elisabetta si occupa principalmente dell’ospitalità e l’accoglienza delle persone che vengono ad acquistare i loro vini.
Alex negli ultimi anni si sta anche concentrando sulla parte commerciale, quindi è spesso fuori azienda, soprattutto all’estero, in occasione delle varie degustazioni con buyer e importatori.”
La targa del Collio all’ingresso della cantina Polencic
Contatti
Per venire incontro all’esigenza del consumatore finale di capire cosa c’è dietro la bottiglia di vino, come si lavora in azienda e per conoscere la zona di produzione, sono stati recentemente aumentati gli spazi dedicati alle degustazioni dei visitatori.
Si può contattare la famiglia Polencic via mail o per telefono , è solo richiesto un minimo di preavviso, perché la disponibilità varia in base ai diversi periodi dell’anno e alle diverse attività, come ad esempio la vendemmia.
AZIENDA AGRICOLA POLENCIC ISIDORO LOCALITÀ PLESSIVA, 12 34071 CORMÒNS (GO) ITALIA TEL +39.0481.60655 FAX +39.0481.630951 info@polencic.com
Il Sentiero delle Vigne Alte
Se andate a visitare la cantina Isidoro Polencic, vi consiglio una breve digressione per ammirare i bellissimi panorami del Collio.
Tornando verso Cormòns, a soli 2 km troverete il Parcheggio dove lasciare la macchina e percorrere il Sentiero delle Vigne Alte .
È un percorso di soli 3 km, molto facile, che vi condurrà prima in un bosco e poi ad ammirare le Colline del Collio ricoperte da un infinito caleidoscopio di vigneti.
Impossibile distinguerli ma lì in mezzo ci sono anche alcuni appezzamenti di Polencic.
Riempitevi gli occhi e ripensate alla vista quando a casa stapperete qualcuna delle sue bottiglie!
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