Il Friuli Venezia Giulia è terra di frontiera dai tempi dell’Impero Romano.
È una caratteristica che porta nel suo DNA e da secoli influenza la cultura di questo territorio.
È uno degli aspetti affascinanti della regione, caratterizzata dalle contaminazioni assorbite dai diversi popoli che qui sono passati o qui hanno dominato, lasciando le tracce in un’incredibile ricchezza di attrattive e stili architettonici.
Per non parlare di una cucina fatta di piatti ricchi di sapori originali che, insieme alle diverse tipologie di vini , porta con sé la storia del Friuli. A cominciare dal Pucinum , il vino romano di cui troverete un accenno in questo articolo.
Per capire tutto ciò bisogna partire da Aquileia .
Visitare Aquileia significa ripercorrere un tratto della storia lungo più di duemila anni , che parte dalle guerre romane contro i Barbari, fino ad arrivare alla Prima Guerra mondiale e al simbolo del Milite Ignoto .
In questo lungo periodo ha visto un grande periodo di prosperità, diventando prima un importante centro commerciale dell’Impero Romano e poi un simbolo del Cristianesimo .
Un passato talmente glorioso che le sue tracce giungono fino a noi regalandoci uno dei più importanti siti archeologici e una delle più belle basiliche in Italia, portando Aquileia ad essere annoverata nelle liste del Patrimonio Unesco dal 1998.
Dopo aver visitato Aquileia vi sarà più semplice capire l’intera regione, ancora un po’ misteriosa.
In questo articolo farò un breve cenno agli avvenimenti storici più importanti di Aquileia.
Vi mostrerò la sua splendida Basilica e la suggestiva area archeologica.
Vi racconterò del pregevole Museo Archeologico Nazionale di Aquileia , un autentico piccolo gioiello. E non è solo una metafora.
Aquileia è anche il nome di una delle otto zone DOC dei vini friulani . Per un’esperienza di enoturismo che si rispetti, vi segnalerò una cantina da visitare e un luogo dove dormire nelle vicinanze.
Per una sosta a pranzo o cena vi rimando invece al nostro viaggio gastronomico dove mangiare nei territori DOC del Friuli dove troverete delle proposte anche nel territorio della DOC Aquileia.
Mi auguro che possiate trascorrere una buona vacanza in questo luogo unico nel suo genere.
Interno della Basilica di Aquileia Cosa troverete in questo articolo
Toggle Breve storia di AquileiaLa storia di Aquileia inizia nel 181 a.C. quando venne fondata per volontà del senato romano nei pressi del fiume Natiso cum Turro .
Per oltre un secolo svolse il suo compito di avamposto militare , per supportare le guerre contro i popoli barbari e l’espansione verso il Danubio.
Giulio Cesare soggiornò qui durante la sua campagna per la conquista della Gallia e menziona Aquileia nel suo De Bello Gallico .
Durante l’era di Augusto diventò un importante emporio commerciale e porto fluviale , con splendidi edifici pubblici. Tra i prodotti commerciati c’era anche il vino che veniva trasportato in botti.
C’erano abilissimi orafi e artigiani che lavoravano oggetti in vari materiali: vetro, terracotta, marmo e pietra. E bellissimi mosaici , che incontrerete tra poco.
Pensate che Aquileia fu anche sede di una zecca che coniò monete fino all’inizio del V secolo.
Arrivò a essere la nona città dell’Impero e la quarta in Italia, prima di essere rasa al suolo da Attila agli inizi del V secolo.
Questa distruzione fece la fortuna di Cividale del Friuli che così assunse il ruolo di capitale della Regio X Venetia et Histria, titolo già conferito ad Aquileia durante l’impero di Augusto.
Anche Cividale del Friuli è iscritta alle liste del Patrimonio Unesco, per il suo passato longobardo. Dista una quarantina di chilometri da Aquileia e merita una visita.
Aquileia fu anche un centro importante per il Cristianesimo .
Da qui partì l’evangelizzazione a Oriente , dall’Istria ai Balcani fino all’Ungheria e ai territori sul Danubio.
Diventò così il punto di incontro tra il Mediterraneo e l’Europa centro-orientale.
Proseguì il proprio percorso trasformandosi in una delle più grandi diocesi di tutto il medioevo europeo, conosciuta come il Patriarcato di Aquileia .
Il suo declino cominciò nel 1420 quando la Repubblica di Venezia conquistò il Friuli. Dopo quasi un secolo passò sotto gil Asburgo fino alla prima guerra mondiale.
Per chi fosse interessato ad approfondire la storia, rimando a questa serie di podcast Aquileia Città di Frontiera del sito Fondazione Aquileia.
Tratto dell’antico porto fluviale di Aquileia Iniziamo ora a visitare Aquileia.
Visitare Aquileia attraversando due grandi epocheLa grandezza di Aquileia è quella di racchiudere monumenti e vestigia di inestimabile valore che simboleggiano i due momenti di grande splendore: la ricchezza materiale dell’Antica Roma e quella spirituale del Cristianesimo.
Dunque la nostra visita ruota attorno a questi due grandi temi, dove la bellezza racchiusa nel primo esalta la spiritualità del secondo .
Cominciamo proprio dal uno dei grandi simboli del Cristianesimo.
La Basilica di AquileiaUn edificio solenne e maestoso, straordinario nelle sue linee essenziali.
Costruita dal vescovo Teodoro successivamente all’Editto di Costantino nel IV secolo, la Basilica di Santa Maria Assunta venne distrutta dal passaggio di Attila nel 452, rimaneggiata nei secoli successivi subì ingenti danni durante il terremoto del 988. Fu radicalmente restaurata dal vescovo patriarca Poppone che la consacrò nell’anno 1031.
Giungendo dalla strada regionale 352 che arriva da nord, la scorgerete sulla sinistra, subito dopo i resti del Foro Romano, che descriverò più avanti.
Si trova di fianco alla via Sacra e si affaccia assieme al battistero sulla piazza del Capitolo.
Il primo ad apparire sarà il campanile che con i suoi settantatré metri di altezza svetta sulla pianura circostante.
Da aprile a settembre è aperto al pubblico e regala la vista sulla città e su tutto il territorio fino al mare.
Quando entrerete nella Basilica, il suo interno vi lascerà senza fiato.
Uno splendido mosaico si mostrerà davanti a voi. Ricopre un’area di 750 metri quadrati ed è il più vasto del mondo occidentale cristiano .
Dettaglio del mosaico della Basilica di Aquileia Il mosaico È un autentico gioiello di raffinatissima fattura.
Senza alcun dubbio rimarrete colpiti dalla ricchezza e dalla precisione dei dettagli.
Il mosaico è realizzato con tessere policrome del IV secolo che compongono moltissime immagini.
Tra queste, diverse scene religiose del Vecchio Testamento dove potrete scorgere le figure di Gesù simboleggiato dal Buon Pastore e del profeta Giona in diversi momenti della sua vita.
Divertitevi a cercare tutti gli animali raffigurati e contate quante volte incontrere il Nodo di Salomone.
Il soffitto ligneo Anche se è difficile staccare gli occhi da terra, guardate anche all’insù, perché vale la pena ammirare anche il soffitto ligneo intarsiato, costruito come una carena di nave rovesciata .
È del 1500 e per realizzarlo furono chiamati da Venezia artigiani e carpentieri.
Dunque tra il pavimento e il soffitto, in pochi metri e alla velocità di uno sguardo, si fa un vaggio nel tempo lungo più di mille anni. Suggestivo, non trovate?
La cripta degli affreschi Tornando in basso, scendendo lungo una gradinata in corrispondenza del presbiterio, si apre un prezioso segreto della Basilica: la cripta degli affreschi .
Chiamata così perché rivestita per l’appunto da un ciclo di affreschi bizantineggianti del XII secolo , dai vividi colori.
Gli affreschi sono dedicati al primo vescovo di Aquileia, Ermacora e al suo diacono Fortunato.
Il battistero Il battistero venne costruito insieme alla basilica e, come la basilica, è stato modificato in epoca successiva.
Oggi sono visibili sei colonne tronche che circondano la vasca battesimale.
Le colonne risalgono al IX secolo e in passato formavano un ambulacro, con una serie di arcate a chiudere le colonne.
Ma in origine era un edificio con vasca esagonale e struttura muraria ottagonale.
L’aula meridionale del battistero, chiamata Südhalle , oggi contiene uno splendido mosaico detto “del Pavone” ed è visitabile.
Biglietti e orari della visita I biglietti per visitare la Basilica si acquistano online, oppure potete recarvi al Bookshop della basilica in Piazza Capitolo 4 e al Bookshop del Museo Archeologico Nazionale in via Roma 1.
Potete anche acquistare la FVGCardAquileia , sempre online oppure all’Infopoint PromoTurismoFVG di Via Giulia Augusta 11, o l’infopoint Pro Loco in Piazza Capitolo 4.
La card vi dà la possibilità di accedere a tutti i siti culturali di Aquileia e ha una validità di 48 ore .
Gli orari variano a seconda dei giorni e delle stagioni, così come quelli dei siti archeologici che trovate nel prossimo paragrafo, perciò vi consiglio di controllare il sito della Fondazione Aquileia .
Il campanile della Basilica di Aquileia L’area archeologicaL’area archeologica di Aquileia è dislocata in diversi punti su una superficie piuttosto ampia. Si gira tranquillamente a piedi ma considerate di prendervi almeno una mezza giornata se volete vedere tutto.
Vi consiglio anche di munirvi della mappa , disponibile anche nelle biglietterie, perché segnala molto chiaramente i siti da visitare.
Quando siamo andati noi, un paio di settimane fa, alcune aree erano ricoperte da teloni e non si poteva vedere nulla, perciò vi segnalo quelle effettivamente visitabili adesso.
Prima di partire nel nostro viaggio archeologico, vi dico due parole sull’antica città.
Aquileia città romana Nata come base militare, riporta una pianta a forma di quadrilatero attraversata dalle classiche strade ortogonali, il cardo e il decumano .
Sul cardo oggi passa la già citata strada provinciale, che nel tratto che attraversa Aquileia si chiama Via Giulia Augusta .
La pianta della città era completata dai quartieri quadrangolari anch’essi divisi da strade tra loro perpendicolari, orientate secondo i punti cardinali.
Il classico reticolo di strade parallele delle città romane insomma.
Iniziamo il nostro viaggio nel tempo dal foro romano , che si trova all’ingresso della città lungo l’antico cardo e il decumano della via Gemina.
Il Foro Romano La vita della città si svolgeva nel foro , costituito da una grande piazza di circa 140 metri in lunghezza e 55 metri in larghezza, delimitata da una serie di gradini e di portici.
Oggi rimane solo una lunga fila di colonne perfettamente allineate, che rendono molto bene l’idea della magnificenza del passato.
Con un po’ di fantasia si riesce a immaginare il brulichio di persone dentro questa grande piazza che sotto ai suoi portici ospitava le botteghe .
O udire i rumori provenienti dalla zecca imperiale che si ipotizza non fosse molto distante da qui.
O ancora osservare la gente che si recava alla basilica civile , da non confondersi con la grande basilica, che aveva funzioni amministrative e giuridiche, posta nel lato sud della piazza.
Mentre a nord, si trovava il Comizio, il luogo per le adunanze popolari.
Per gli appassionati di storia romana, ma non solo, è un luogo affascinante.
Così come lo è passeggiare nella via Sacra, parallela a via Giulia Augusta dove ci sono i resti del porto fluviale .
Il foro romano di Aquileia Il porto fluviale È uno dei porti di epoca romana meglio conservati.
Qui approdavano imbarcazioni provenienti da tutto il Mediterraneo .
Pensate che all’epoca la larghezza del fiume era di quasi cinquanta metri, mentre oggi è un piccolo solco di pochi metri di acqua ferma ricoperta da un tappeto verde.
Passeggiare su quella che fu la banchina del porto suscita emozioni.
Ci si arriva venendo dalla via Gemina che collega la via Sacra con la via Giulia Augusta.
Parto subito con una nota curiosa. Sui marciapiedi potete notare delle incisioni di piccoli schemi di gioco : erano il passatempo dei marinai e degli operai del porto . Una piccola testimonianza che rende questa antica gente un po’ più vicina a noi.
Lungo la passeggiata vedrete i resti di quelli che probabilmente erano anelli di ormeggio .
Sono dei blocchi sporgenti dalle banchine, posti a distanza regolare con un foro passante verticale.
Incontrerete anche i resti delle antiche mura , la cui funzione protettiva era rinforzata dalla presenza del fiume.
Alle spalle della banchina ritroverete le rovine di quello che poteva essere il magazzino per lo stoccaggio delle merci .
Un viaggio nel tempo davvero interessante!
Pe completarlo, vi lascio in compagnia di questo breve video di circa un minuto della Fondazione Aquileia , con la ricostruzione in 3D dell’antico porto.
La Domus di Tito Macrus Tra il porto fluviale e il foro romano si trova un altro sito di grande valore.
Si tratta della Domus di Tito Macrus , che con i suoi 1700 metri quadrati di superficie è una delle più grandi domus romane riportate alla luce nell’Italia settentrionale .
Gli spettacolari mosaici rinvenuti, possono oggi essere ammirati nel Museo Archeologico Nazionale che incontrerete tra poco. Vi invito ad ammirare il mosaico del ratto d’Europa e quello del tralcio di vite con il fiocco .
La Domus ha la forma di una casa “ad atrio”, la prima rinvenuta ad Aquileia.
Per dare un’idea degli spazi e del suo ingombro totale è stata realizzata una copertura, che regala un’esperienza più immersiva della domus.
Oltre alla casa sono stati rinvenuti degli oggetti preziosi, a testimonianza della ricchezza del proprietario.
Come un bellissimo anello d’oro con incastonata una pasta vitrea del II-III secolo, e più di mille monete.
Ma il ritrovamento che colpisce di più è quello delle cinquecento monte rinvenute in una buca nella zona dell’atrio.
Se vi state chiedendo cosa ci facessero in una buca, vi rispondo immediatamente.
Pensate che sono state nascoste proprio dal proprietario, parrebbe negli anni successivi al passaggio di Attila e alla distruzione della città.
Certo non deve essere stato un periodo facile. Chissà cosa gli è successo per non poterle più recuperare.
Il decumano di Aratria Galla A sud del foro, attraversando la via Giulia Augusta vi aspetta una nuova emozione.
Un autentico e originale lastricato romano sul quale potete tranquillamente passeggiare per circa 100 metri.
Poi dovrete fermarvi, ma arrivati in fondo alla barriera, lo sguardo prosegue su quella che è stata una delle strade urbane di Aquileia: il decumano di Aratria Galla .
Collegava da est a ovest il porto fluviale con la zona del foro e della basilica civile, di cui potete vedere i pochi resti al lato della strada.
Aratria Galla fu una mecenate aquileiese che finanziò la pavimentazione nel I secolo e la sua munificenza è giunta fino a noi.
Siamo turisti fortunati, perché l’apertura al pubblico di questa strada è solo dello scorso marzo.
Percorrere un tratto di strada così antico mi ha fatto pensare ai nostri lontani progenitori che tante volte l’avranno calpestata senza immaginare che qualcuno lo avrebbe fatto ancora dopo duemila anni.
Ma le sorprese non sono ancora finite. Vi aspetta la visita al museo archeologico , autentico gioiello nei gioielli.
Statue romane al museo archeologico Il Museo Archeologico Nazionale di AquileiaDedico un intero paragrafo al Museo Archeologico di Aquileia , uno dei musei di questo genere che amo di più.
Di dimensioni più piccole rispetto ai musei archeologici delle grandi città, non ha niente da invidiare in termini qualitativi.
Si gira in poco più di un’ora . Noi ci torniamo spesso, e ogni volta si coglie qualche nuovo particolare che era sfuggito.
Dopo il recente restauro, completato nel 2022, è diventato ancora più stimolante.
Un’esplorazione a 360°È molto interessante dal punto di vista storico, perché grazie alla sua ricchezza come centro nevralgico tra Occidente e Oriente, ricostruisce la vita ai tempi dell’Impero Romano nelle sue diverse sfaccettature.
Così possiamo conoscere le rotte dei commerci via terra o via mare verso il Baltico e il Mar Nero o ancora verso la Grecia, fino alla Siria, l’Egitto, la Palestina e Costantinopoli.
Possiamo ammirare oggetti di squisita fattura appartenuti ai ricchi cittadini che beneficiavano dei floridi commerci della città. Inclusi gli splendidi mosaici di cui abbiamo già avuto modo di parlare.
Possiamo farci un’idea dell’agricoltura e dell’allevamento dell’epoca e anche della vita quotidiana.
I cittadini che abitavano in Aquileia rivivono attraverso i ritratti scultorei e le stele funerarie .
Ammiriamo le calzature, le munizioni e gli accessori per i carri e i cavalli dei soldati che la difendevano .
Un’esplorazione a 360° davvero affascinante, molto ben raccontata, grazie ai testi chiari e molto esplicativi che aiutano a contestualizzare.
Ritratti scultorei al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia Lusso e vita quotidiana Non voglio togliervi il piacere della scoperta, ma vorrei brevemente raccontarvi le collezioni che più mi hanno colpito.
Come la sezione degli oggetti in ambra , creati da abili mani che trasformavano la preziosa resina fossile proveniente dal lontano Baltico attraverso la via dell’Ambra fino ad Aquileia.
Oltre a essere molto belli, testimoniano la mescolanza di culture diverse, crogiolo di civiltà che come si diceva all’inizio caratterizza il Friuli.
Semplicemente incredibile è la collezione di oggetti di vetro colorato di una qualità artigianale veramente fuori dal comune , tanto che stento a credere che siano stati fatti in epoca così remota e con ben altri mezzi rispetto a nostri.
Come i piccoli contenitori per unguenti a forma di dattero , che riproducono fedelmente la rugosità della superficie. Stupefacente.
E che dire della collezione di gioielli delle ricche matrone , che colpiscono per la loro modernità. Potrebbero tranquillamente essere indossati anche oggi.
Vi dico solo che la collezione di gemme è una delle più grandi al mondo di epoca romana e per la maggior parte proviene da questo territorio.
Collezione di oggetti in vetro Naturalmente non posso tralasciare la documentazione sul mondo enoico.
La tradizione secolare del vino Che la cultura della vite sia ben radicata in Friuli è cosa nota e non manco di farlo notare in ogni articolo.
Il museo è un’occasione in più per approfondire.
L’importanza della viticoltura è ben documentata grazie all’esposizione di anfore e botti , oltre ai monumenti funerari decorati con rilievi in pietra che rappresentano gli strumenti del defunto vignaiolo come asce, roncoli e botti.
A testimonianza vi riporto questa eloquente frase di Strabone, storico e geografo greco:
“Le navi mercantili per giungervi devono solo risalire il corso del Natisone per 60 stadi al massimo. I romani vi hanno aperto un mercato per gli Illiri sulle rive del Danubio che vi vengono ad acquistare i prodotti che arrivano dal mare, specialmente olio e vino; gli Illiri ne riempiono vasi o botti di legno che caricano su pesanti carri, cedendo in cambio schiavi, greggi, pelli.”
Strabone V, I, 8 Chiudete gli occhi e provate a immaginare una scena di vita quotidiana al tempo dei romani. Vi assicuro che dopo aver visitato Aquileia, sarà facile.
Certo che pensare allo scambio di olio e vino con esseri umani oggi fa un po’ effetto.
Le bellezze di Aquileia in 2 minuti e mezzoDopo avervi descritto cosa vedere a Aquileia, vi suggerisco questo breve video di Rai Cultura con le suggestive immagini dall’alto di Aquileia, un punto di vista che le nostre fotografie non possono restituire.
Aquileia testimone anche di un passato recente La via Sacra, oltre a guidarci nelle antiche attività portuali della città, ci riporta anche alla nostra storia più recente.
Lungo la via e intorno alla Basilica, una serie di pannelli fotografici corredati da testi interessanti racconta la storia del Milite Ignoto , che vi riassumo brevemente qui di seguito.
Il Milite IgnotoIl 28 ottobre del 1921 nella Basilica di Aquileia si celebrò la cerimonia della scelta del Milite Ignoto tra undici feretri provenienti da altrettanti campi di battaglia.
Fu una donna, Maria Bergamas , a indicare il feretro che sarebbe diventato il Milite Ignoto.
Venne scelta in rappresentanza di tutte le madri italiane che avevano perso un figlio e del quale non erano state restituite le spoglie.
Il feretro partì su un treno speciale il 29 ottobre da Aquileia per giungere a Roma il 2 novembre.
Durante il percorso toccò più di cento stazioni , accolto in ognuna da un commovente e spontaneo omaggio degli italiani.
Il mattino del 4 novembre 1921, il Milite Ignoto, elevato a simbolo di una nazione, venne sepolto con tutti gli onori nell’Altare della Patria .
Contemporaneamente ad Aquileia si svolsero i funerali degli altri dieci soldati caduti.
Leggendo i pannelli, ho scoperto che anche in Francia e in Inghilterra decisero di proclamare e onorare il loro Milite Ignoto, accomunandoci così, con questo simbolo, nella più grande tragedia europea dei tempi moderni.
Vi consiglio di percorrere questo breve tratto di strada, anche se certamente meno scenografico delle meraviglie che lo circondano, per chiudere questo incredibile viaggio nel tempo racchiuso in pochi metri.
Finisce qui la visita nel cuore di Aquileia, ma non le cose da fare.
Mappa delle vie di comunicazione dal Museo Archeologico Nazionale Strade vecchie e nuove intorno ad AquileiaData l’importanza strategica, Aquileia non poteva non avere un importante rete stradale che la collegasse alle altre città dell’Impero.
Da Aquileia partivano ben tre strade romane che percorrevano il territorio italiano.
La Via Postumia che da Aquileia attraversava tutta l’Italia settentrionale fino a Genova.
La Via Annia proveniente da Adria, in provincia di Rovigo che dà il nome alla DOC Annia confinante a ovest con la DOC Aquileia.
Infine la Via Gemina che congiungeva Aquileia a Trieste.
Anche oggi Aquileia rimane una città strategica per i turisti che vogliono visitare la zona a piedi o in bicicletta .
Intanto, un’idea di escursione è proprio quella di seguire le tracce delle antiche vie, lungo sentieri che ne ripropongono alcuni tratti.
Come è il caso del Cammino della Via Postumia che la ripercorre interamente.
Un percorso decisamente impegnativo con una lunghezza di circa 900 km in 41 tappe. Una tappa vicina è Palmanova, a circa 18 km da Aquileia, che potete tranquillamente raggiungere in bicicletta.
Palmanova è conosciuta come la “città stellata” per la sua pianta poligonale a forma di stella a 9 punte, anch’essa iscritta alle liste del Patrimonio Unesco .
Sempre per gli amanti delle due ruote, da Aquileia parte un tratto della Ciclovia Alpe Adria Radweg che porta fino a Grado, una delle località balneari del Friuli più rinomate, con un bellissimo centro storico.
È un itinerario di 11.5 km. trovate tutte le informazioni in questo sito turistico di Aquileia e Grado .
Il vino di Aquileia tra passato e presenteAbbiamo citato il Pucinum , un vino che si coltivava nel Carso, un territorio non lontano da Aquileia e che merita decisamente una visita.
Troviamo il Pucinum nella “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio .
È descritto come un vino ricco di proprietà terapeutiche , che veniva prodotto in quantità limitata da viti coltivate in colline dal terreno sassoso.
Livia, moglie di Augusto, lo beveva come elisir di lunga vita. E in effetti arrivò alla veneranda età di 86 anni, direi piuttosto ragguardevole per l’epoca.
Del Pucinum non abbiamo più tracce, ma sembra che un altro vino apprezzato dai romani sia giunto fino a noi: il “Racimulus fuscus ” che nel tempo in friulano divenne “ràp fosc “, ovvero, grappolo scuro, da cui deriva il nome Refosco .
Oggi ci sono diverse varietà di Refosco.
Sappiamo che il primo clone di Refosco dal peduncolo rosso è nato in un paese vicino ad Aquileia, Scodovacca.
L’informazione la ritrovate direttamente nel cartello stradale che delimita il paese.
Cartello stradale di Scodavacca, patria del Refosco dal peduncolo rosso Dunque se volete andare alla scoperta di questo vino dai sentori erbacei, di buona acidità, partite da qui.
Nella DOC Aquileia si producono anche vini bianchi, cito tra tutti il Friulano , vino portabandiera del Friuli, nomen omen.
E poi, tra i più diffusi, Pinot bianco e Pinot grigio, Sauvignon e Malvasia Istriana .
Tra i produttori della DOC Aquileia, vorrei segnalarvi la cantina Puntin , che siamo andati a visitare.
È la più piccola cantina della DOC, e regala dei vini molto interessanti, freschi, facili da bere ma di gran carattere. Il suo Refosco è spettacolare. Se volete approfondire, leggete l’articolo sui vini di Puntin .
Nella bella stagione potete assaggiare i suoi vini nel chiosco Melon’s club , di cui parlo nell’articolo sui luoghi dove mangiare nelle zone DOC del Friuli.
Dove dormirePer visitare Aquileia abbiamo soggiornato all’Agriturismo San Gallo a circa 12 km da Aquileia, a Strassoldo, frazione di Cervignano del Friuli.
Nuovissimo, ha aperto nel 2018 ed è una bella struttura in pietra. La nostra camera era piuttosto spaziosa, come il bagno. Molto silenzioso.
Molto accogliente anche lo spazio per la colazione, che si può fare anche all’aperto. Ricca e golosa, sia dolce che salata. Noi abbiamo optato per il salato a base di formaggi e di salumi di ottima qualità, ma come dubitarne in Friuli?
È anche ristorante. Il punto di forza, a nostro avviso sono, i piatti a base di trota salmonata proveniente dai loro allevamenti. Più che gradevole il vino sempre di loro produzione.
La bellissima piscina a sfioro, immersa in un ampio prato, è ideale per riprendersi dopo i giri nelle calde giornate estive.
Ci torneremo, perché è un ambiente molto confortevole ed è strategico per esplorare la zona.
La piscina dell’agriturismo San Gallo Come arrivare a AquileiaIn AUTO:
Autostrada A4 Venezia-Trieste, uscita Palmanova, proseguire seguendo la Strada Statale 352.
In TRENO:
Stazione ferroviaria di Cervignano – Aquileia – Grado, proseguire con autobus, linea Udine-Grado
In AEREO:
il più vicino è l’Aeroporto di Trieste Ronchi dei Legionari, che dista 14 km. Proseguite con un taxi.