Nel cuore dei Colli Piacentini , la cantina Camorali Pierluigi coltiva i suoi vigneti su un’antica riserva marina, ricca di fossili citati da Leonardo da Vinci .
Qui i fratelli Matteo e Tiziano portano avanti un progetto di sperimentazione sui vini del territorio.
Sono molto giovani e con le idee molto chiare.
Hanno introdotto interessanti novità nella linea di produzione della cantina, puntando su due vitigni che gli stanno particolarmente a cuore: la Malvasia di Candia Aromatica , sempre più rappresentativa del territorio, e la Barbera .
Li ascolterete dalla viva voce di Tiziano, nei video dell’articolo, dove ci racconterà la filosofia e i vini della cantina Camorali .
Ci saranno anche i suoi consigli per scoprire il territorio attraverso i sapori. Partendo, naturalmente, dalla visita alla sua cantina!
La cantina Camorali vista dai suo vigneti, sullo sfondo dei Colli Piacentini Cosa troverete in questo articolo
Toggle Perché la cantina Camorali merita una visitaSiamo particolarmente affezionati alla cantina Camorali , una piccola azienda a conduzione familiare nella parte più orientale dei Colli Piacentini, al confine con la provincia di Parma.
Lo è soprattutto Valter, l’altra metà di questo blog, che ha visto scorrere le tre generazioni, iniziando a frequentare questa cantina da ragazzino, accompagnando il papà che veniva a comprare il vino sfuso.
è una cantina da seguire per la continua ricerca in nuovi vini da creare, con risultati decisamente interessanti.
Visitare la cantina Camorali è anche un ottimo spunto per fare un giro in un territorio da scoprire : la Val Chiavenna , si trova di fianco alla più famosa val d’Arda , dai bellissimi paesaggi puntellati di borghi e castelli.
Proprio qui, tra i filari della cantina, è stata recentemente installata la Big Bench 413 , un’ottima occasione per una passeggiata tra le vigne.
Cominciamo a conoscere Tiziano Camorali e la sua cantina, ottima scelta per organizzare una degustazione nei Colli Piacentini.
Vi presento la cantina CamoraliProducono tra le trenta e le quarantamila bottiglie all’anno , su nove ettari di terreno che è molto particolare rispetto ad altre zone dei Colli Piacentini.
Il suolo, ricco di calcare, conferisce ai vini Camorali una sapidità e una mineralità ben riconoscibili , unite a un’acidità importante, ma mai invadente.
La coltivazione avviene nel massimo rispetto dell’ambiente , con trattamenti ridotti al minimo indispensabile, solo quando davvero necessari per mantenere l’uva sana.
Abbiamo chiesto a Tiziano di raccontarci la filosofia che guida il lavoro in cantina.
Per lui, la cosa più importante è esaltare la territorialità , producendo vini puliti che rispecchino al meglio le caratteristiche che questo suolo unico riesce a trasmettere ai vitigni.
Ascoltiamolo direttamente in questo breve video di un minuto e venti.
I vini CamoraliI vini Camorali nascono da un terreno molto antico, ma sono moderni e contemporanei , frutto di nuove sperimentazioni.
Da qualche anno Matteo e Tiziano hanno cambiato i processi produttivi dei loro vini per venire incontro a una clientela sempre più attenta ed esigente.
La base resta quella tipica della provincia di Piacenza .
Si va dai classici frizzanti come il Gutturnio (Barbera e Bonarda), l’Ortrugo , e la Malvasia
Tra le denominazioni c’è anche il Monterosso Val d’Arda , una DOC prodotta solo in sei comuni della Val d’Arda : è un vino frizzante semi-secco ottenuto da Malvasia, Moscato, Ortrugo e Sauvignon.
A questi si affianca oggi una buona produzione di vini fermi ,bianchi che rossi, pensata per chi non cerca più solo bollicine.
Infine, due spumanti.
Un metodo charmat a uvaggio Chardonnay e Ortrugo e uno spumante metodo classico a base Barbera .
I vini Camorali sono molto varietali, minerali, con una bella sapidità, facili da bere.
Ma facciamocelo raccontare direttamente da Tiziano in questo video di circa due minuti e mezzo.
La cantina Camorali è una realtà piccola, ma molto dinamica e i risultati non si stanno facendo attendere, come scoprirete tra pochissimo.
Continuano a sperimentare e hanno già un paio di idee interessanti per la prossima annata .
Torneremo sicuramente a trovarli per scoprire le novità.
Intanto, conosciamo da vicino alcuni tra i più rappresentativi vini Camorali.
Terramara, la Malvasia fermaLa Malvasia è uno dei due vitigni su cui Tiziano e Matteo stanno puntando molto.
Parliamo della Malvasia di Candia Aromatica , che è una delle 17 varietà di Malvasia che si coltivano in Italia. La più profumata.
La vinificano frizzante rifermentata in bottiglia, e poi c’è Terramara , vinificata ferma, che è la versione decisamente più intrigante: un vino strutturato, capace di esprimere davvero il territorio.
Una nuova sperimentazione, che si è già aggiudicata il premio Top Wine 2023 di Slow Wine .
Ce la racconta Tiziano in questo video di 2 minuti, guardiamo:
Caratteristiche di TerramaraVitigno: 100% Malvasia di Candia Aromatica Colore: Giallo paglierino Profumo: Note di pesca, albicocca, lavanda insieme a note balsamiche di erbe officinali e una leggera nota di idrocarburo, caratteristica del territorio Sapore: Sapido, minerale, con buona complessità e tenore alcolico Abbinamenti: Tutti i piatti a base di pesce, formaggi erborinati e a media stagionatura
Iria, la Barbera si fa in treL’altro vitigno su cui ci sono importanti sperimentazioni è la Barbera .
Con l’interessante progetto di tre Barbere vinificate in tre differenti modi.
Le tre Barbere si chiamano Iria , un nome femminile celtico che significa “terra fertile”, perché i Celti sono stati tra i primi a coltivare la vite in questo territorio.
Alla classica frizzante rossa come si fa a Piacenza, hanno affiancato una Barbera rosata ferma e una spumantizzata con il Metodo Classico , anche questa rosata.
Iria Metodo ClassicoUna sfida che Tiziano e Matteo hanno voluto cogliere: fare un Metodo Classico utilizzando una varietà tipica del territorio con una buona base acida.
E la Barbera è, in effetti, il vino acido per eccellenza.
La vinificazione in rosato, l’affinamento di 24 mesi sui lieviti e la volontà di preservarne le note varietali – frutti rossi, fragolina, persino una leggera nota di buccia di cipolla – rendono Iria Metodo Classico un vino originale, gastronomico, capace di abbinarsi anche a piatti di carne, come una Fiorentina.
Una scelta coraggiosa, ma ben riuscita. E Tiziano ce la racconta in questo video di circa tre minuti:
Iria Barbera rosata fermaIn questo video di un minuto e mezzo Tiziano ci presenta la Barbera ferma rosata.
Pensate, un vino che per due anni è stato presentato al Concorso Enologico Nazionale Rosa Rosati Rosé, e per due volte ha ottenuto la Rosa d’Oro . Vale decisamente l’assaggio!
CaratteristicheVitigno: 100% Barbera Colore: Rosato Profumo: Note di frutti di bosco, in particolare fragola e lampone Sapore: Sapido e minerale, con un’importante acidità che dà freschezza e pulisce il palato. Una buona struttura Abbinamenti: Salumi del territorio, sushi, pesce alla griglia
I Campim spumante Medodo CharmatL’altro spumante della cantina Camorali è “I Campi ”, un Metodo Charmat da uve Chardonnay e Ortrugo.
Come ci racconta Tiziano nel video, nasce dalla volontà di proporre uno spumante di qualità in una zona dove storicamente si producono vini frizzanti.
Lo abbiamo assaggiato e per noi la sfida è vinta.
CaratteristicheVitigno: 50% Ortrugo, 50% Chardonnay Colore: Giallo paglierino chiaro Profumo: Note di mela verde molto minerali tipiche dell’Ortrugo unite a quelle di frutta tropicale dello Chardonnay Sapore: Un vino dal buon equilibrio tra acidità e residuo zuccherino che facilita la beva Abbinamenti: Vino da tutto pasto, piatti del territorio come tortelli di erbetta e coppa arrosto
Dopo aver degustato i vini assieme a Tiziano, è ora di assaggiare il territorio.
A proposito: sapete in cosa si distingue un vino spumante da uno frizzante ?
La collina dei nicchi di LeonardoI terreni della Cantina Camorali si trovano all’interno della Riserva Geologica del Piacenziano .
Cosa ci fa una riserva geologica nei Colli Piacentini? È presto detto.
Circa cinque milioni di anni fa , durante il Pliocene , tutta questa zona era sommersa dal mare.
Quando le acque si ritirarono, nel corso di milioni di anni, emerse, una terra ricchissima di fossili, per la maggior parte conchiglie, oggi visibili in tutta l’area.
Nel 1995 è stata istituita la riserva, che nella sua vasta area di 345 ettari include anche i terreni di Camorali.
I suoi fossili, o nicchi , come li chiamava lui, sono stati osservati da Leonardo da Vinci che li citò nel Codice Leicester .
Al museo geologico di Castell’Arquato c’è una stanza dedicata proprio ai nicchi di questo territorio.
Consiglio sia la visita al museo, che al suggestivo borgo medievale, molto ben conservato.
Ingresso del museo geologico a Castell’Arquato I consigli della cantina CamoraliAbbiamo chiesto a Tiziano qualche consiglio per acquistare prodotti gastronomici di qualità e cosa vedere per conoscere il territorio .
Eccoli.
I sapori del territorioLa Corte dei Sapori a Podenzano è una azienda agricola ortofrutticola che produce giardiniere, sottaceti e sott’olio molti validi a km 0.
Sempre a Podenzano l’agriturismo Molino Fuoco produce interessanti formaggi vaccini .
Rimanendo in tema di formaggi, andando verso Parma visto che siamo nella zona più orientale della provincia di Piacenza, il caseificio Ugolotti , secondo Tiziano, è uno dei migliori produttori di Parmigiano della zona .
È una realtà piccola, a conduzione familiare, con una degusteria dove si possono assaggiare i prodotti tipici emiliani come i loro tortelli al burro e parmigiano.
Invece a Vernasca al Salumificio Marazzi in Via Gallosi 1 potete acquistare ottimi salumi .
Dove mangiare assaggiando i vini CamoraliI vini Camorali possono essere degustati a Castell’Arquato, al ristorante Del Voltone dove assaggerete piatti della tradizione insieme a quelli più contemporanei.
O alla Locanda del Verro , nella parte alta del borgo. Anche qui si servono piatti tipici e salumi stagionati in casa.
I luoghi del territorioOltre a Castell’Arquato , che è uno dei borghi più belli d’Italia, potete visitare un altro borgo medievale molto ben conservato: Vigoleno .
Oppure la pieve medievale di Vernasca o i resti romani di Veleia . O ancora Salsomaggiore con le sue famose terme.
Organizzare una visita alla cantina Camorali, oltre a essere un’occasione per conoscere vini interessanti, è anche uno spunto per scoprire una zona forse meno conosciuta della provincia di Piacenza, ma ricca di fascino .
Anche solo per fare delle piacevoli passeggiate in Val Chiavenna in un ambiente molto bello, dopo aver assaggiato un buon bicchiere di vino.
E se vi piacerebbe leggere altri suggerimenti di Tiziano Camorali, insieme a quelli di altri produttori, vi consiglio il nostro itinerario dedicato al weekend enogastronomico in Emilia-Romagna .
Vigneti di Camorali con i calanchi sullo sfondo I Vignaioli Indipendenti FIVILa cantina Pierluigi Camorali fa parte della FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti , che riunisce i produttori che seguono in prima persona l’intero ciclo del vino: dalla vigna alla bottiglia.
Se volete approfondire chi sono e qual è la missione della Federazione, trovate qui l’articolo dedicato: FIVI: chi sono i Vignaioli Indipendenti .
Per organizzare la visitaL’ambiente alla cantina Camorali è molto informale. Tiziano e Matteo vi accolgono nella loro cantina offrendo dell’ottimo salame e Parmigiano Reggiano ad accompagnare i calici.
Se volete passare a trovarli, chiamate con qualche giorno di anticipo.
Dove si trova la cantina Camorali ContattiAzienda Vitivinicola Pierluigi Camorali Loc. Dametti, 2 Chiavenna Rocchetta 29018 Lugagnano Val d’Arda (PC) TEL +39.0523.891530azienda.camorali@virgilio.it
Big Bench e altri spunti per l’estate 2025In primavera 2025 è stata inaugurata la Big Bench 413 : una grande panchina panoramica tra i vigneti di Camorali, affacciata sulla Val Chiavenna.
Eccola per immagini nella nostra Web Story
Un motivo in più per tornare da queste parti, magari durante uno degli eventi in programma in estate nei Colli Piacentini, tra cui la Notte del Vino a Castell’Arquato , a pochi chilometri dalla cantina. Questo evento è passato ma vi aggiorneremo in tempo per il prossimo anno!
Un altro racconto da leggere…E se vi incuriosiscono i vini nati da suoli ricchi di fossili, potete leggere anche l’articolo dedicato alla cantina Filippo Gallino nel Roero : un altro territorio, un altro stile, ma la stessa voglia di raccontare la terra attraverso il vino.