Sapete una cosa? In Italia siamo troppo viziati dalla ricchezza del nostro territorio.
Ci sono talmente tante cose belle da vedere che si rischia di lasciare un po’ in disparte le mete meno note.
Come i Colli Piacentini , che sono la quintessenza di una bellezza discreta e affascinante, non disturbata da un turismo di massa.
È un territorio ricco di storia, di quella storia fatta di nobili e signori che combattevano le guerre e costruivano fortezze per difendersi, lasciandoci in eredità una quantità incredibile di borghi e castelli , come vedrete, da favola.
Ci sono quattro valli con i loro fiumi che si aprono a ventaglio a sud di Piacenza.
C’è la tradizione culinaria emiliana , vanto della cucina italiana, con i suoi mitici primi piatti , che invita al buonumore e che nei Colli Piacentini si arricchisce ulteriormente di golose varianti che troverete solo qui .
E poi c’è la straordinaria ricchezza di vigneti , che fa di questo angolo dell’Emilia una meta ideale anche per gli appassionati di enoturismo.
Se volete vivere i Colli Piacentini anche attraverso i racconti e i consigli dei produttori locali, su vini, sapori e luoghi da scoprire, vi invito a leggere il nostro articolo dedicato al weekend enogastronomico in Emilia-Romagna , che parte proprio da qui.
In questo articolo vi propongo tre itinerari per visitare i Colli Piacentini, scoprendo i borghi e i castelli più affascinanti della zona.
Senza dimenticare alcuni consigli su dove dormire, cosa assaggiare, alcune cantine da visitare e gli eventi dell’estate 2026 nei Colli Piacentini .
Per ciascuno, prendetevi un weekend e godete anche degli spostamenti tra una tappa e l’altra , che sia in auto, in moto o in bici, se avete più tempo.
Perché anche i panorami che incontrerete durante il tragitto vi stupiranno.
Sono tre itinerari non esaustivi di tutto quello che si può vedere nei Colli Piacentini: prendeteli come un assaggio e un invito ad approfondire seguendo le vostre inclinazioni .
Vigneti in Val d’Arda nei Colli Piacentini Cosa troverete in questo articolo
Toggle Visitare i Colli Piacentini e le quattro valliNel territorio a sud di Piacenza si aprono quattro valli costellate di borghi e castelli che, come detto, saranno i protagonisti indiscussi dei nostri itinerari.
Quasi tutte le proposte fanno parte del circuito dei Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli .
Le quattro valli hanno in comune la ricchezza dei luoghi da visitare, poi ognuna presenta una sua particolarità. Ve le presento, da ovest a est:
Si comincia con la Val Tidone , al confine con la Lombardia e l’Oltrepò pavese , in un continuum di vigneti.
È infatti la zona con la concentrazione più alta di vigneti alla quale proporremo un approfondimento dedicato agli enoturisti.
Segue la Val Trebbia , meta ideale per gli amanti della natura . Il fiume offre molte spiagge per una vacanza all’aria aperta e interessanti scorci sulle sue numerose anse.
Poi c’è la Val Nure , dedicata agli appassionati di trekking e a chi ama muoversi in bici o in moto per le stradine tortuose che la attraversano.
Infine la Val d’Arda, il paradiso dei fotografi per gli ampi panorami sulle dolci colline.
Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta dei Colli Piacentini attraverso i suoi borghi e i suoi castelli che ornano le valli.
Una strada in autunno nei Colli Piacentini Itinerario n. 1: borghi e castelli da fiabaIl primo itinerario è di 55 km e si snoda tra la Val d’Arda e la Val Nure .
Ha un filo conduttore piuttosto inusuale, dedicato a tutti i sognatori e ai bambini: il mondo della fantasia .
Iniziamo con due mete che sono tra le più gettonate dei Colli Piacentini, per poi, dopo una breve digressione, visitare un bellissimo castello e una frazione del suo borgo, uniti più che mai dal nostro filo fantastico.
Grazzano Visconti A 18 km dal casello Piacenza Sud della A1 si trova un borgo molto particolare, Grazzano Visconti .
Non badate alle apparenze. È stato definito il “ Paese irreale nella realtà “ .
Nasce dal progetto del duca Giuseppe Visconti di Modron e, padre del grande regista Luchino, che volle ricostruire le case fatiscenti e il castello diroccato della frazione di Grazzano, trasformandola in un perfetto borgo medievale.
Non un’idea fine a se stessa, ma un autentico finto borgo con reali opportunità di lavoro per i giovani che qui potevano trovare sia una scuola di arte e mestieri, sia laboratori e botteghe artigiane .
Oggi Grazzano Visconti, legato a doppio filo alla dinastia omonima, è una delle mete più visitate dei Colli Piacentini .
È nella rosa di Borghi più belli d’Italia ed è lo scenario perfetto per racconti fantastici. Non a caso qui si trova l’Emporio Stregato di Harry Potter, per la gioia di tutti i suoi fan.
Scorcio di Grazzano Visconti Rimanendo in tema di ambientazioni fantasy, andiamo alla volta di un’altra meta popolare dei Colli Piacentini.
Percorrete la SP6 per 28 km e arriverete a destinazione in poco più di mezz’ora.
Castell’ArquatoAnche questo bellissimo centro medievale fa parte dei Borghi più belli d’Italia .
E anche Castell’Arquato è testimonianza del dominio dei Visconti, che costruirono la Rocca Viscontea , dalla quale si ammira un magnifico panorama sulla Val d’Arda .
In Piazza del Municipio, di fianco alla rocca, da non perdere sono l’abside della Collegiata di Santa Maria Assunta con il chiostro secentesco.
Il Palazzo del Podestà , sul lato opposto di fronte alla Rocca, chiude la triade degli edifici più famosi.
Pensate che Castell’Arquato è stato scelto come una delle location del film Ladyhawke , proprio per il suo aspetto da favola.
Castell’Arquato Castell’Arquato, terra di fossili Ma a Castell’Arquato c’è anche un’altra particolarità da non perdere.
Dovete sapere che in epoche remote questa zona si trovava immersa nel mare .
In fondo è un aspetto un po’ fiabesco anche questo, anche se autentico, non trovate?
Dunque a Castell’Arquato troverete il Museo Geologico G. Cortesi che ospita un’interessante collezione di fossili della zona.
Nei dintorni si estende la Riserva Geologica del Piacenziano , dove se siete fortunati, potrete imbattervi in qualche fossile che spunta dal terreno o fa mostra di sé sulla parete verticale di qualche calanco.
Come potete ben immaginare, questo terreno conferisce caratteristiche particolari ai vini qui prodotti , il che rende questa zona particolarmente appetibile per tutti gli appassionati.
Ce lo ha spiegato molto bene Tiziano Camorali che produce ottimi vini nella sua cantina che si trova all’interno del Parco, trovate i dettagli nel paragrafo: tre cantine da scoprire nei Colli Piacentini .
Prima di continuare il nostro itinerario da fiaba, con il Castello di Gropparello a una ventina di chilometri, proprio sulla strada incontriamo una frazione di Castell’Arquato che impone una sosta.
Vigolo MarcheseA 6 km , risalendo per la SP6 in senso inverso, incontriamo la frazione di Vigolo Marchese , chiamata così perché appartenuto ai Marchesi Obertenghi.
È un centro abitato minuscolo, ma è uno dei nuclei abitati più antichi del Piacentino e offre un notevole complesso romanico risalente agli inizi dell’XI secolo .
Fermatevi ad ammirarlo perché ne vale la pena.
Si trova a ridosso della strada, ma orientato verso la parte opposta. Perciò fate il giro del complesso per vederlo di fronte, una gradita e inaspettata sorpresa.
Per unire il sacro col profano, nelle vicinanze si trova la Pusterla , un’ azienda vinicola di antiche origini.
La sede è in un fortilizio coetaneo del complesso religioso, andato distrutto all’inizio del Trecento e ricostruito un secolo dopo.
Finita la digressione, imboccate la SP10 e dopo 17 km arrivate al castello di Gropparello .
Castello di GropparelloImponente e maestoso, si erge a nido d’aquila sulla rocca nella Val Vezzeno .
Uno dei più antichi castelli in Italia , è circondato da un parco di 20 ettari, che include al suo interno le Gole del Vezzeno e il Museo della Rosa Nascente che racchiude 17 roseti con 120 varietà diverse di rose. Uno spettacolo in primavera.
Oltre a una esposizione di strumenti musicali, il castello ospita un fantasma.
Si può prenotare una visita guidata di un’ora e mezza tramite il portale dei Colli Piacentini . Chissà se sarete abbastanza fortunati da incontrarlo…
Se la visita guidata non vi basta, nella Torre del Barbagianni hanno allestito una suite , per un soggiorno di charme.
Per i più piccoli potete invece prenotare un percorso nel Parco delle Fiabe attorno al castello, dove, accompagnati da guide in costume, i ragazzi possono vivere un’ esperienza fuori dal tempo, coinvolti come in una fiaba in una avventura ambientata nel medioevo.
Castello di Gropparello Concludiamo l’itinerario fiabesco e il nostro weekend con una puntata veloce a Bersani di Gropparell o.
BersaniMinuscolo, è il borgo delle fiabe.
Sapete perché?
Sulle case affacciate nella via, una serie di coloratissimi murales rappresentano i personaggi di favole indimenticabili, come Pinocchio, Cappuccetto Rosso e Biancaneve, solo per citarne alcune.
A Natale invece diventa il paese dei presepi perché si riempie di svariati presepi artigianali.
Itinerario n. 2: viaggio nel tempoCi sono moltissimi altri luoghi incantevoli da vedere nei Colli Piacentini anche se non hanno dei collegamenti così diretti con il mondo della fantasia.
Sono così suggestivi da offrire comunque qualcosa di magico, perché, così ben conservati, è come se avessero il dono di aver fermato il tempo.
Alcuni di questi li vedrete nel secondo itinerario, di 49 km , che si può anche fare in giornata.
Un viaggio che ci porta da un autentico gioiello fortificato del Medioevo, a un sito archeologico romano per culminare in un luogo dove ancora oggi c’è una disputa in corso.
VigolenoPartiamo da Vigoleno che si raggiunge facilmente dalle uscite della A1 di Fiorenzuola d’Arda per chi arriva da Nord, o di Fidenza se provenite da Sud.
Attraversate la porta di ingresso e vi troverete in un borgo medievale perfettamente conservato .
Con il suo castello, le imponenti mura merlate, il loro camminamento di ronda e il mastio , da cui si gode di un bellissimo panorama di valli e colline.
È certificato tra i Borghi più Belli d’Italia , ma è anche Bandiera Arancione del Touring Club Italiano , simbolo di qualità turistico-ambientale.
A Vigoleno troverete anche il Museo degli Orsanti , ossia degli ammaestratori di animali per gli spettacoli che in passato venivano allestiti in luoghi pubblici.
Oggi ci sembra una crudeltà, ma tra il Settecento e l’Ottocento era uno dei tanti modi per sopravvivere per gli abitanti di queste terre.
Per informazioni su orari di visite e biglietti, trovate tutto nel portale turistico di Vigoleno .
Scorcio di Vigoleno Vigoleno è famoso anche per un altro motivo, molto più contemporaneo.
Forse non tutti di voi sanno che in questo territorio, in una superficie vitata di poco più di 1500 ettari si produce un vino eccellente.
È il Vin Santo di Vigoleno , una delle DOC più piccole d’Italia, prodotto seguendo un’antica tradizione.
Per scoprirlo vi consiglio di fare una visita alla cantina Lusignani .
Ci spostiamo verso est di pochi chilometri e qualche secolo, per arrivare a un importante sito archeologico di epoca romana .
Per l’esattezza sono 26,6 km , se prendete la SP47.
Veleia RomanaNel comune di Lugagnano Val D’Arda si trova Veleia Romana .
Qui nel 1747 venne ritrovata la più grande iscrizione d’epoca romana, la tabula alimentaria traianea .
Da questo ritrovamento seguirono gli scavi che riportarono alla luce l’antica città, di piccole dimensioni, ma che costituisce una testimonianza di grande rilievo.
All’interno del sito è possibile visitare l’Antiquarium , dove potrete vedere i calchi della tabula alimentaria traianea e della Lex de Gallia Cisalpina , insieme ad altri reperti che illustrano i momenti più significativi della storia di Veleia.
Se non vi accontentate del calco, potete programmare una visita al museo archeologico di Parma , dove è conservata la tabula originale.
Dettaglio del calco della tabula alimentaria traianea Ora proseguiamo ancora verso est, per 23 km percorrendo un tratto della SP14 e della SP15.
In un luogo la cui funzione principale nel passato era quella di consentire una sosta.
BettolaLo dice il nome.
Come recita l’enciclopedia Treccani, una bettola è una “osteria d’infimo ordine con spaccio e mescita di vino e talora con servizio di cucina” .
La strada che anticamente collegava Piacenza a Genova veniva chiamata via dell’olio , dai piacentini, o via del pane , dai genovesi.
Bettola era proprio un luogo di sosta , per i mercanti che scambiavano i cereali emiliani con l’olio ligure.
Ma questa non è l’unica curiosità.
Nella sua piazza troneggia il monumento a Cristoforo Colombo , per un motivo ben preciso.
Pur senza una documentazione certa, i bettolesi rivendicano le origini del grande navigatore che, dunque, forse genovese non era.
Chissà. Certo è che le due città hanno molto più in comune di quanto non possa sembrare a prima vista.
Itinerario n. 3: lungo la Val TrebbiaIl terzo itinerario ci porta nella splendida Val Trebbia .
Si narra che sia stata definita la “valle più bella del mondo” da Ernest Hemingway che ne rimase affascinato quando la attraversò da giornalista nel 1945, al seguito delle truppe di liberazione.
Il nostro itinerario si snoda da nord a sud per 43 km .
Parte da un altro dei bellissimi castelli dei Colli Piacentini e prosegue con due borghi che portano in dote l’uno un grande passato e l’altro un panorama di tutto rispetto.
Castello di RivaltaA 14 km da Piacenza dalla riva del Trebbia si erge l’imponente castello di Rivalta , uno dei più affascinanti e meglio conservati dell’Emilia-Romagna.
Dimora privata dei Conti Zanardi Landi, si può però visitare all’interno.
Oltre alle stanze del castello si accede al Museo del Costume Militare e al Museo dell’Arte Sacra.
Potete prenotare la visita dal sito dei Colli Piacentini .
Nel borgo di Rivalta sono disponibili 18 stanze di lusso e svariati cottage romantici per un dolce pernottamento.
Percorriamo ora la SP40 e poi la SS45 per 30 km alla volta di Bobbio.
BobbioBorgo medievale ricco di fascino, Bobbio è immerso nell’area denominata “Appennino delle 4 province ”, perché punto di incontro delle aree montuose delle province di Piacenza, Genova, Alessandria e Pavia.
Una delle principali attrattive è il ponte Gobbo , così chiamato per via del suo profilo irregolare con 11 archi diseguali e di diverse altezze. Decisamente inusuale e molto iconografico.
Nel Medioevo Bobbio divenne uno dei più importanti centri monastici europei , grazie all’abbazia fondata nel 614 dal monaco irlandese San Colombano.
Al suo interno risiedeva lo Scriptorium , all’epoca il maggior centro di produzione libraria in Italia e tra i più grandi in Europa.
Dell’antico complesso abbaziale si possono visitare la Basilica, Il Museo della Abbazia e il Museo della Città posto nell’ex refettorio.
Oggi Bobbio è una delle principali località di villeggiatura del piacentino, definito uno dei Borghi più Belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano .
Nel 2019 sì è anche aggiudicato il titolo Borgo dei Borghi 2019 della trasmissione Kilimangiaro di Rai 3.
Il Ponte Gobbo a Bobbio Chiudiamo l’itinerario con l’ultima tappa, proseguendo verso sud sempre sulla SS45 per 12 km , fino ad arrivare al “Borgo degli Artisti “
BrugnelloRendiamo omaggio alla splendida Val Trebbia con una tappa naturalistica.
Brugnello è un minuscolo borgo in pietra le cui origini risalgono al 580.
È stato restaurato dagli artisti che oggi ci abitano, con le persiane intagliate a mano e sedie e panchine realizzate con pietre di recupero.
Si erge arroccato sulla sommità di uno sperone di roccia a picco sul Trebbia .
Dalla terrazza che circonda la chiesa vi attende un suggestivo panorama sulle anse del fiume.
Dove dormireSe volete una buona base abbastanza strategica per visitare i Colli Piacentini, vi consiglio l’area attorno a Castell’Arquato.
Noi abbiamo soggiornato proprio nel borgo, all’Hotel Leon d’Oro .
È molto vicino al grande parcheggio di Castell’Arquato , ai piedi della salita per il centro storico.
La nostra stanza aveva un balcone attrezzato con poltrone e tavolino, circondato da una bellissima ringhiera in ferro battuto, in stile Liberty come il palazzo.
Un luogo molto confortevole sia per gli arredi che per l’accoglienza e la ricca colazione.
Ecco i contatti:
CORA HOTELS LEON D’ORO Piazza Europa, 6 29014 Castell’Arquato (PC) TEL +39 0523 340598info@leondorocastellarquato.com
Balcone della stanza al Leon d’Oro Tipicità enogastronomiche dei Colli PiacentiniNei Colli Piacentini si ritrovano molte delle eccellenze enogastronomiche della tradizione emiliana , ma con reinterpretazioni legate al territorio di Piacenza.
È il caso della coppa piacentina , che appartiene al ghiotto universo dei salumi emiliani.
O dei “pisarei e fasö “, piccoli gnocchi di pane conditi con un sugo di fagioli, gustosissimi.
Oltre a questi due grandi classici della tradizione piacentina, ci sono eccellenze ancora più locali.
Come ad esempio la “chisöla “, focaccia con i ciccioli della val Tidone, o il “chisolino “, una variante dello gnocco fritto emiliano, così chiamato soprattutto nella val d’Arda.
Tra i dolci troviamo le “busslanein ” ovvero ciambelline di Lugagnano e la Torta di Vigolo , una deliziosa torta al cioccolato dalla ricetta segreta che si trova solo nella minuscola frazione di Vigolo Marchese.
In fatto di vini, i Colli Piacentini vantano diverse eccellenze: Gutturnio e Bonarda tra i rossi, Ortrugo e Malvasia di Candia tra i bianchi.
Senza contare il già citato Vin Santo di Vigoleno , una vera rarità.
Per chi vuole conoscere più da vicino chi questi vini li produce, ho raccolto qui sotto alcune cantine che meritano una visita.
Quattro cantine da scoprire nei Colli PiacentiniSi tratta di piccole realtà a conduzione familiare che interpretano con personalità le tradizioni vitivinicole dei Colli Piacentini .
Ognuna racconta a modo suo il legame profondo tra vino e territorio . Vi portiamo a conoscerle seguendo un percorso ideale attraverso le valli, da ovest a est.
Fratelli PiacentiniTroviamo la cantina Fratelli Piacentini in Val Tidone , la valle più a ovest dei Colli Piacentini. Siamo a Ziano Piacentino, il comune italiano più vitato.
La filosofia della cantina rivela una profonda sensibilità verso l’ambiente e la responsabilità nel preservare il paesaggio naturale . Il vino, per la famiglia Piacentini, nasce da scelte concrete: con processi poco invasivi.
Ma il vino è anche relazione. Come amano ripetere, “il modo migliore per presentare i nostri prodotti è farveli assaggiare.” Conoscere chi li sceglie, instaurare un dialogo diretto, accogliere: tutto questo fa parte del loro modo di fare vino.
Vini di qualità, in molteplici interpretazioni, che accompagnano con naturalezza ogni momento.
Per approfondire: Visita alla cantina Fratelli Piacentini in Val Tidone
La TollaraTra le cantine che stanno dando nuova energia al Metodo Classico nei Colli Piacentini c’è anche La Tollara , in Val d’Arda , la valle più a est, al confine con la provincia di Parma.
Qui uno Chardonnay viene seguito in lunghi affinamenti sui lieviti, fino a 120 mesi, in un lavoro paziente che ben racconta lo stile della cantina.
Accanto al Metodo Classico, La Tollara porta avanti una ricerca personale che passa anche dall’appassimento e da interpretazioni fuori dagli schemi dei vitigni del territorio.
Per approfondire: La Tollara: una giornata alla cantina nei Colli Piacentini
BaracconeCi spostiamo in Val Nure , tra le Terre Rosse Antiche , dove la Cantina Baraccone coltiva la pazienza come valore e il vino come racconto.
Andreana e Benedetta lavorano nel segno della tradizione, ma con un’attenzione continua al cambiamento. Ogni vigna è letta come un mosaico , ogni scelta è ragionata, ogni vino è pensato per durare.
La cura, il tempo, il legame con il territorio e una visione aperta alla collaborazione rendono questa piccola realtà un punto di riferimento tra i vignaioli dei Colli Piacentini.
Per approfondire: Cantina Baraccone: i valori del vino nei Colli Piacentini
Camorali PierluigiSiamo nella piccola Val Chiavenna , di fianco alla più nota Val d’Arda , tra paesaggi ondulati e ricchi di storia.
La cantina Camorali Pierluigi si trova all’interno della Riserva Geologica del Piacenziano, un contesto unico che contribuisce al carattere dei vini prodotti in questo territorio.
L’ultima generazione, rappresentata dai fratelli Tiziano e Matteo, ha avviato un percorso di sperimentazione e di ascolto , adattando i processi produttivi a una clientela sempre più attenta, senza perdere il legame profondo con la loro terra.
Una viticoltura sostenibile , nel rispetto dell’ambiente e della storia che li circonda.
Per approfondire: La cantina Camorali erede dei nicchi di Leonardo
Tra i filari della cantina è stata recentemente installata la Big Bench 413 , affacciata sulla Val Chiavenna: un nuovo punto panoramico da scoprire, a due passi dai vini.
Dove si trovano le cantine Finisce qui il nostro viaggio/assaggio nei Colli Piacentini.
Mi auguro di essere riuscita a trasmettere l’idea della ricchezza di questo bellissimo territorio che mi auguro verrete a conoscere di persona, per una vacanza dal sapore speciale.
Eventi estate nei Colli PiacentiniD’estate i Colli Piacentini si animano di eventi. Per avere un’idea, potete dare un’occhiata al calendario dell’estate 2025 . Vi aggiorneremo per tempo con gli eventi del prossimo anno, continuate a seguirci!