Da lontano sembra il paese delle favole: un castello medievale che spunta dal bosco, da cui si protende con le sue torri merlate che svettano verso il cielo.
In effetti è uno scenario che ha ispirato un regista di fama internazionale per ambientare qui la sua saga.
Cosa vedere a Castell’Arquato e perché visitarla?
È una meta imprescindibile per tutti gli appassionati del periodo medievale , non solo per le chiese e i palazzi più importanti.
L’intero nucleo storico si presenta ben conservato , come spesso succede visitando i Colli Piacentini , di cui Castell’Arquato è una tappa obbligata.
Fatto di viuzze strette e acciottolate che regalano scorci bellissimi ad ogni angolo.
Per non parlare dei panorami che si aprono sulla Val d’Arda e che nulla hanno da invidiare alle colline più famose che si trovano nella nostra ineguagliabile penisola.
È anche una meta che parla di storia. Una storia che in questo caso parte da molto lontano e precede la nostra.
In altre parole è un’attrazione per tutti gli appassionati di geologia e di fossili .
Sì, perché Castell’Arquato si trova in un’area testimone dei grandi cambiamenti del pianeta, quando nel Pliocene , diversi milioni di anni fa, tutto era sommerso dai mari.
Una zona, come scoprirete tra poco, ricca di fossili che furono studiati in epoca rinascimentale dal più grande genio italiano.
Oggi questo terreno fertile e particolare, oltre a essere in un’area protetta per la sua importanza geologica, è anche all’origine di vini molto particolari, arricchiti dalla sua potente mineralità.
Così il cerchio si chiude e Castell’Arquato si rivela il luogo adatto anche per gli enoturisti in cerca di buone cantine .
Come la cantina Camorali , situata proprio all’interno della Riserva Geologica del Piacenziano , a una decina di chilometri da questo splendido borgo, e tra i protagonisti del nostro articolo dedicato ai consigli dei produttori per un weekend enogastronomico in Emilia-Romagna .
Oppure la cantina La Tollara , che in Val d’Arda a pochi chilometri da qui produce un Metodo Classico da Chardonnay di lungo invecchiamento sui lieviti.
Naturalmente è il posto ideale anche per tutti coloro che amano la buona tavola .
Perché si sa che l’Emilia-Romagna è una terra molto generosa e i suoi e i suoi primi piatti tipici sono tra i simboli della cucina italiana.
Nel Piacentino poi ci sono alcune specialità di cui il borgo medievale è un buon portavoce.
Cominciamo la visita e scopriamo insieme cosa c’è da vedere a Castell’Arquato .
Un dettaglio della Rocca Viscontea e panorama Cosa troverete in questo articolo
Toggle Cosa vedere a Castell’Arquato: il borgo e i suoi dintorniCome dicevo Castell’Arquato si trova nella Val d’Arda, la valle più a est dei Colli Piacentini, che confina con la provincia di Parma.
Si trova su un’altura a 224 m s.l.m. da cui domina la valle.
Vanta importanti riconoscimenti: fa parte dei Borghi più belli d’Italia ed è stato proclamato Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Gli edifici storici più importanti sono tutti raccolti nel piccolo centro medievale, fatto di salite e discese, così arroccato sulla collina.
Prendetevi il tempo di percorrere tutti i vicoli e i loro scorci impagabili.
Si gira in meno di un giorno , ma ci sono ben quattro musei e se voleste vederli tutti allora vale la pena fermarsi una notte, così avrete l’occasione di vederla con il fascino del buio e dei palazzi illuminati.
Mi raccomando però, ricordatevi che alcuni musei sono aperti solo di sabato e di domenica , dunque scegliete di muovervi rigorosamente nei weekend.
Oppure potete sempre decidere di riservarvi una gita nei dintorni , che indubbiamente meritano la sosta. Vi do giusto una rapida idea.
I dintorni di Castell’ArquatoC’è solo l’imbarazzo della scelta tra castelli e borghi medievali.
Come il castello di Gropparello e quello di Rivalta . Oppure come il borgo di Vigoleno , fino ad arrivare all’incantevole Bobbio .
È molto suggestivo anche Grazzano Visconti , perfettamente ricostruito in stile medievale.
Merita sicuramente una sosta anche il bellissimo complesso romanico di una piccola frazione di Castell’Arquato, Vigolo Marchese .
Infine, da non perdere l’interessante sito archeologico di Veleia Romana .
Uno scorcio girando per Castell’Arquato Cosa vedere a Castell’Arquato: la mappa dei luoghiPrima di iniziare la nostra visita ai luoghi più importanti da vedere a Castell’Arquato, vi lascio la mappa di Google con i riferimenti.
Come vedete sono proprio concentrati in un’area molto piccola.
Cominceremo la visita dal suo punto più alto, dove potrete godere la vista di uno splendido panorama e di tre bellissimi edifici storici che nel loro insieme vi affascineranno per il notevole colpo d’occhio.
Rocca VisconteaLa Rocca Viscontea è l’imponente fortezza che disegna il profilo del borgo.
Venne eretta per volere di Luchino Visconti tra il 1342 e il 1349 e vide l’avvicendarsi delle casate degli Scotti e degli Sforza, prima di esser inglobata nel Ducato di Parma e Piacenza nel 1707.
Oggi rientra a buon titolo nel circuito dei Castelli del Ducato di Parma Piacenza e Pontremoli .
La fortezza, costruita dove in passato sorgeva un insediamento militare romano, è stata edificata per scopi difensivi e ha mantenuto questo ruolo fino all’Ottocento, per poi diventare una prigione fino agli anni Sessanta del Novecento.
Nel 1985 è stata immortalata nel film di Richard Donner Ladyhawke .
Per gli appassionati del genere che conoscono la storia, presso la Rocca Viscontea e nell’antistante piazza del Municipio sono state ambientate l’impiccagione iniziale di alcuni detenuti e la processione guidata dal Vescovo.
La torre, alta 35 metri, è visitabile. Potete salire in cima per godere del bellissimo panorama sulla Val d’Arda.
Però, se non avete voglia di salire fino in cima o capitate in orario di chiusura, non preoccupatevi.
Basta che la oltrepassiate per dirigervi verso i giardini che si protendono sulla bellissima valle.
Vi apparirà un panorama molto suggestivo, e in orario di tramonto anche molto romantico, tempo permettendo.
Per informazioni aggiornate su orari e biglietti vi rimando al sito dell’ Ente del Turismo di Castell’Arquato .
Panorama dai giardini di fianco alla Rocca Viscontea Chiesa Collegiata di Santa Maria AssuntaAccanto alla Rocca Viscontea, sempre in Piazza del Municipio, vi attende un altro bellissimo edificio.
Si tratta della Collegiata di Santa Maria Assunta , una chiesa di origine antichissima.
Sembra che risalga al 758, anche se è stata ricostruita nel 1122 per poi continuare a essere ampliata ed abbellita nel corso dei secoli.
La facciata in stile romanico è molto sobria e imponente. In pietra arenaria, domina la piccolissima area che vi riconduce ai giardini di fianco alla Rocca.
Il corpo di fianco alla facciata è uno spettacolo per gli occhi, per il susseguirsi delle forme cilindriche delle absidi e del battistero addossati al corpo principale e decorate da archi e colonne.
A queste si aggiungono le geometrie appuntite dei tetti.
Per completare la ricchezza dell’esterno e bilanciare l’equilibrio delle forme, tra i tetti spunta la piatta torre campanaria.
Sul lato sinistro vedrete il quattrocentesco portico del Paradiso , aperto sui tre lati, in pietra e mattoni.
L’interno della chiesa è a tre navate, con copertura a capriate, riccamente decorato.
Rivela stili differenti: troverete capitelli figurati e sculture romaniche del XII secolo , un notevole affresco nella cappella di Santa Caterina di Alessandria del Quattrocento , e decorazioni barocche nella Cappella di San Giuseppe costruita nel 1630.
La chiesa è aperta nei seguenti orari:
dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 17.00 da ottobre a marzo
dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00 da aprile a settembre
Esterno della Collegiata di Santa Maria Assunta Un capitello all’interno della Collegiata Particolare dell’affresco nella cappella di Santa Caterina di Alessandria Palazzo del PodestàTerminiamo la visita della Piazza del Municipio con il Palazzo del Podestà .
Sul lato opposto alla Rocca e di fianco alla Collegiata si affaccia l’edificio voluto da Alberto Scoto nel 1293, Signore di Piacenza, che ci ricorda il lustro del dominio della dinastia degli Scotti.
Un altro edificio dalle complesse volumetrie realizzate in cotto.
Il palazzo è costituito da un grande blocco centrale del Duecento sul cui tetto svettano i caratteristici merli medievali a coda di rondine.
Da questo blocco partono volumi architettonici diversi, tra cui una doppia loggia del 1447 .
Sopra un grande arco campeggia lo stemma della Comunitas Castri Arquati che rappresenta due leoni rampanti che si fronteggiano addossati a un castello merlato.
Da questo stemma si deduce la probabile origine nel nome: castrum arquatum è l’accampamento fortificato che, adagiato sulla collina, segue la sua forma arcuata.
Chissà come appariva alla vista ai tempi dei Romani.
Il Palazzo del Podestà non è visitabile all’interno. Ospita i consigli comunali e viene utilizzato per mostre, matrimoni e convegni.
Inoltre in una parte dell’edificio è ricavata l’Enoteca Comunale , dove potete assaggiare un vino locale accompagnato da un tagliere di affettati piacentini.
Il Palazzo del Podestà Scendete lungo la scalinata Santo Spirito che parte proprio di fianco all’enoteca e girate a destra, seguendo le curve della via Sforza Caolzio fino all’incrocio della via Fontane del Duca, dove incontriamo la prossima meta.
Palazzo del DucaIl Palazzo del Duca è un bellissimo edificio completato quasi contemporaneamente al Palazzo del Podestà.
Per l’esattezza un anno prima, nel 1292, per mano dello stesso Alberto Scoto e sempre allo scopo di esaltare il potere della casata.
Nelle intenzioni iniziali doveva essere questo il Palazzo di Giustizia.
È un edificio molto prestigioso. Si dice che nel 1543 il palazzo abbia ospitato papa Paolo III Farnese in occasione della visita alla figlia Costanza.
Di sicuro fu abitato da nobili, da cui il nome.
Infatti, tre duchi vissero qui a partire dalla prima metà del Seicento: Alessandro Sforza duca di Segni, il duca di Fiano , figlio naturale del cardinale Francesco Sforza e il duca Ludovico di Onano .
Nella facciata sud-est del palazzo si distinguono alcune decorazioni aggiunte successivamente, così come le belle finestre di impronta quattrocentesca.
Attualmente è un’abitazione privata e non si può visitare.
Fontana del DucaAlla base della parete sud del palazzo troverete invece la bella Fontana del Duca , anticamente detta Fontana di Monteguzzo.
Venne realizzata incanalando due sorgenti naturali ed è tuttora in funzione.
Posta sotto un arco a tutto sesto ribassato , è dotata di otto bocche in bronzo dalla forma di teste di animali.
Fino al secolo scorso veniva utilizzata come lavatoio pubblico, per lavare i panni o fare il bagno ai bambini.
Ma non è stato sempre così.
Al tempo della sua fondazione, gli Statuti arquatesi precisavano che dalla fontana si potesse prelevare solo l’acqua da bere.
Curiosa la descrizione di cosa fosse vietato fare: lavarsi i piedi, fare il bucato, abbeverare gli animali e, pensate un po’, lavare la trippa.
Torrione Farnese Il Torrione Farnese si trova proprio di fianco alla fontana e al palazzo del Duca. La sua parte più elevata, composta da una loggia a sedici pilastri, si può notare quasi da ogni angolo di Castell’Arquato.
Non ci sono documenti che ne attestino l’origine e la storia.
La versione più probabile è che sia stata edificata per volere di Bosio II Sforza di Santa Fiora tra il 1527 e il 1535. La costruzione si sarebbe fermata alla sua morte per poi riprendere tra il 1545 e il 1575 ad opera di suo figlio Sforza I Sforza.
A pianta quadrata, alto 24 m, è composto da quattro baluardi inclinati a forma di trapezio che ricoprono gli spigoli del torrione e compongono quattro archi a tutto sesto .
Forse in origine era stato pensato come magazzino per le derrate alimentari, ma fu utilizzato prevalentemente per scopi difensivi.
Attualmente ospita la sede della Scuola d’arme Gens Innominabilis di Castell’Arquato.
Il Palazzo del Duca con la fontana e il Torrione Farnese Finisce qui la visita ai palazzi nobiliari più famosi di Castell’Arquato, ma potete proseguire soffermandovi a guardare il resto delle vie, che presentano piacevoli soprese.
Oppure, potete infilarvi in uno dei musei del borgo.
I Musei di Castell’ArquatoCome dicevo all’inizio Castell’Arquato ospita quattro musei.
Il più particolare è senza dubbio il museo geologico, sia per i reperti contenuti, sia per le interessanti e dettagliate spiegazioni. Una vera lezione di geologia.
Partiamo proprio da qui.
Museo Geologico G. CortesiRicordate la scalinata per raggiungere il Palazzo del Duca dal Palazzo del Podestà?
Bene, quasi di fronte trovate l’ingresso al museo, che è ospitato nell’Ospedale di Santo Spirito .
Si tratta di un palazzo convertito in ospedale nel 1272 dalla confraternita del Santo Spirito allo scopo di dare ospitalità ai pellegrini in viaggio per Roma lungo la via Francigena che passa di qui.
Se avete voglia di approfondire le conoscenze sul Pliocene e sui ritrovamenti fossili della zona, siete nel posto giusto.
Il cranio di Rio Carbonari Lungo una parete di una delle stanze del museo, di fianco a una suggestiva scultura in legno, potrete osservare il cranio di un cetaceo , scoperto nel 1983.
Deve il nome al luogo dove venne ritrovato, Rio Carbonari, non lontano da Castell’Arquato.
La scultura collocata di fianco al fossile è stata realizzata dall’artista Giorgio Rastelli .
Rappresenta una balena delle esatte dimensioni di quella di cui è stato ritrovato il cranio.
È ritratta nel momento in cui compie il suo salto al di fuori dall’acqua, come allegoria di vita.
Sotto la balena, i sostegni blu rappresentano le onde blu del mare.
Di fianco alla scultura, adagiata sul pavimento c’è la ricostruzione dello scheletro della balenottera di Cortesi , scoperta da Giuseppe Cortesi nel 1806 in Val Chiavenna, confinante con la Val d’Arda.
L’originale purtroppo venne distrutto da un bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale al Museo di Storia Naturale di Milano dove era conservato.
La sala con la balena La collina dei nichi di Leonardo da Vinci L’ultima sala del museo, detta la sala del camino, è dedicata ai “nichi “.
Questo è il nome che Leonardo da Vinci utilizzava per indicare le conchiglie fossili che ebbe modo di osservare e che citò nel Codice Leicester:
“Vedesi nelle montagne di Parma e Piacenza la moltitudine di nichi e coralli intarlati, ancora appiccati alli sassi”.
L’esposizione mostra tutte conchiglie ritrovate nella zona.
Ancora oggi camminando lungo i sentieri della riserva geologica del Piacenziano, soprattutto nella zona dei calanchi, potrete imbattervi in qualche antico “nichio “.
Prima di uscire non dimenticate di dare un’occhiata anche al bellissimo soffitto a cassettoni, che vale da solo la visita al museo!
Sala con le conchiglie fossili Nel sito turistico di Castell’Arquato trovate tutte le informazioni per visitare il Museo Geologico G. Cortesi.
Museo della CollegiataTornando alla Collegiata di Santa Maria Assunta, nei locali adiacenti si trova il Museo della Collegiata .
Per accedervi dovete attraversare il bel chiostro risalente alla fine del Duecento o all’inizio del Trecento.
Contiene opere provenienti dalla Collegiata e da altre chiese e conventi del territorio, tra cui spiccano due veli eucaristici bizantini del Duecento e una bellissima croce processionale quattrocentesca.
C’è anche la mantellina di Papa Paolo III Farnese indossata durante la sua visita a Castell’Arquato.
Il museo segue gli stessi orari della chiesa, ovvero:
dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 17.00 da ottobre a marzo
dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00 da aprile a settembre
Palazzo-Museo Casa Stradivari Il Palazzo Stradivari è un edificio dell’Ottocento, in stile neo-gotico , voluto dal pronipote del grande liutaio Antonio Stradivari e tuttora abitato dai discendenti.
Posto all’ingresso di una salita, con il suo voltone funge da punto di ingresso al borgo medieval e.
Sopra il voltone si trova una torre quadrata, sormontata dai merli a coda di rondine.
La casa museo è visitabile nei weekend , ma il palazzo ospita anche un ristorante.
Per informazioni sugli orari di visita: Palazzo Museo Casa Stradivari
Museo Luigi IllicaMagari senza saperlo, molti di noi si sono imbattuti in uno dei lavori di Luigi Illica .
Chi non ha mai ascoltato almeno un’aria della Bohème, Tosca o Madama Batterfly di Puccini ?
Ebbene, Luigi Illica ne scrisse i libretti, in collaborazione con Giuseppe Giacosa.
Fu un librettista di grido a cavallo tra Ottocento e Novecento. Ma fu anche un esponente della scapigliatura milanese nonché drammaturgo e cronista del Corriere Della Sera.
Il museo racconta le tappe principali della sua vita, sia quella privata che quella pubblica e artistica.
Sono esposti i testi delle opere teatrali e i suoi libretti accompagnati dagli spartiti, insieme a lettere, fotografie e costumi di scena.
Una delizia per tutti i melomani.
Vi si può accedere solo prenotando la visita. Trovate tutte le informazioni in questo sito:
Museo Luigi Illica – prenota la visita al Museo Luigi Illica a Castell’Arquato
Cosa fare a Castell’ArquatoCosì ricco di bellezza e di arte, a Castell’Arquato non potevano mancare gli eventi interessanti.
A partire proprio dal Festival Illica , che si svolge tutti gli anni nella prima settimana di luglio.
Un’occasione per ascoltare concerti in un’ambientazione davvero suggestiva come quella offerta dalla bellissima piazza del Municipio.
Al festival è associato il Premio Internazionale Luigi Illica, che ogni due anni onora le eccellenze nel campo della lirica, della cultura e del giornalismo.
Dalla cultura all’enologia.
In aprile infatti è tempo del Monterosso Festival dedicato al vino Colli Piacentini DOC Monterosso Val d’Arda .
È un vino che si ricava dalle uve di Malvasia di Candia aromatica , Moscato bianco , Trebbiano Romagnolo , Ortrugo le cui caratteristiche vengono esaltate in questo vino aromatico e delicato.
Per due giorni si possono degustare i vini presentati dai loro produttori. L’ingresso è gratuito, basta solo acquistare il bicchiere da degustazione.
Infine, se vi piacciono le rivisitazioni storiche, a settembre si svolge la manifestazione Rivivi il Medioevo , ricco di eventi in costume.
Cosa mangiare a Castell’ArquatoQui troverete tutte le specialità piacentine, come “pisarei e fasö “, il piatto principe del territorio.
È uno dei primi piatti tipici di tutta l’Emilia-Romagna , dal sapore robusto, a base di piccoli gnocchi di pane, i pisarei , e di fagioli, i fasö , immersi in saporito sugo di pomodoro, verdure, salsiccia e lardo.
I salumi, superlativi in tutta l’Emilia-Romagna, qui prendono una squisita connotazione locale. Dalla famosa coppa piacentina , alla pancetta e allo strolghino , e via così.
Poi ci sono le specialità tipiche di Castell’Arquato come i “chisolini “, variante locale delle crescentine bolognesi, o delle tigelle modenesi.
Insegna del ristorante nel Palazzo Stradivari Noi ci siamo fermati al ristorante Del Voltone , proprio per assaggiare i salumi e i pisarei e fasö , ma dove propongono anche piatti più innovativi preparati con materie prime di ottima qualità.
Dove dormirePer il nostro weekend a Castell’Arquato abbiamo scelto l’Hotel Leon d’Oro innanzi tutto per la sua posizione strategica.
È molto vicino al grande parcheggio che trovate sulla strada provinciale quando arrivate a Castell’Arquato e che ho indicato nella mappa.
L’albergo è molto comodo per raggiungere il borgo medievale .
Basta imboccare la prima salita che trovate sulla sinistra, lasciandovi l’albergo alle spalle. È anche molto vicino anche al ristorante.
L’Hotel Leon d’Oro è molto accogliente, l’esterno in stile Liberty, gli interni sono moderni e confortevoli.
Come arrivare a Castell’ArquatoIn AUTO:
Autostrada A1, uscita Fiorenzuola, direzione Bologna se provenite da ovest o direzione Milano se arrivate da Est, proseguite per Fiorenzuola d’Arda, svoltate quindi sulla strada Provinciale di Bardi in direzione Castell’Arquato per 9,1 km
In TRENO:
Stazione di Fiorenzuola d’Arda o Piacenza e poi proseguite in autobus
In AEREO:
il più vicino è l’Aeroporto Milano Linate che dista a circa 100 km oppure l’aeroporto di Bologna circa 130 km.
In PULLMAN:
Da Fiorenzuola d’Arda o da Piacenza, utilizzando questa agenzia di trasporti: SETA WEB .
Idee per l’estate 2026 nei Colli PiacentiniSe state organizzando un viaggio nei Colli Piacentini tra luglio e settembre, potrebbe interessarvi anche l’articolo dedicato agli eventi dell’estate 2026 . Il programma è concluso, ma può darvi spunti per l’anno prossimo e naturalmente vi terremo aggiornati per gli eventi 2027!
Tra festival nei borghi, degustazioni in vigna e appuntamenti dedicati al vino, troverete anche una tappa proprio a Castell’Arquato, che come Città del Vino aderisce al format Notti del Vino , trasformandosi, ancora una volta, in palcoscenico ideale per un’estate da ricordare.