Lo ammetto: fino a un po’ di tempo fa avevamo alcuni preconcetti nei confronti del Prosecco.
Non a torto, perché purtroppo la qualità media che si beve come aperitivo non aiuta certo a sfatare il pregiudizio.
Così, abbiamo deciso di approfondire l’argomento e siamo andati nel luogo in cui si produce il Prosecco Superiore DOCG a incontrare i produttori.
Il Prosecco Col Del Lupo ha contribuito non poco non solo a farci cambiare idea, ma a farcene letteralmente innamorare.
A parte il fatto che il luogo dove si produce è magnifico , abbiamo scoperto un mondo.
Una tipologia di vino molto difficile da coltivare, semplice solo all’apparenza, dove forse anche più che per altri vini le scelte dei vignaioli sono fondamentali.
In questo articolo vi spiegherò le scelte della cantina Col Del Lupo e perché i suoi Prosecchi sono così buoni. Tutti.
Partiamo innanzi tutto dalla scelta di coltivare uve solo in alta collina .
Cosa troverete in questo articolo
Toggle Dove nasce il Prosecco Col Del LupoSiamo in un territorio splendido.
Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene si trovano nella zona più orientale del Veneto, al confine col Friuli Venezia Giulia, a 50 km da Venezia e a circa 100 dalle Dolomiti. Qui si coltiva il vitigno Glera da più di tre secoli .
Per la cultura enoica e per la bellezza mozzafiato delle ripide colline a forma di hogback, ovvero a dorso di maiale, il territorio del Prosecco ha meritato l’iscrizione alle liste del Patrimonio Unesco .
Guardate questo video di circa 3 minuti di Rai Cultura per farvene un’idea.
Queste colline, comprese tra Valdobbiadene e Conegliano, racchiudono la DOCG , mentre la zona DOC, molto più ampia, si estende sull’intero territorio coltivabile a vigneto del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.
Nel cuore di queste colline, a circa 7 km a sud-est di Valdobbiadene, si trova Col Del Lupo, il colle dove si trova il vitigno storico che dà il nome alla cantina.
Ci troviamo esattamente a Colbertaldo, frazione di Vidor.
Le viti di questo vigneto sono centenarie, coltivate fin dai primi del ‘900 dal bisnonno Abele, capostipite della famiglia, oggi alla quarta generazione di produttori.
Nel tempo sono stati aggiunti altri due appezzamenti, sempre collocati in alta collina, a Rolle e a Farra di Soligo.
Per ammirare la bellezza di questi luoghi, vi consiglio di seguire la Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene e di arrivare proprio a Rolle, un minuscolo borgo di poche case incastonato in un paesaggio mozzafiato.
Ma perché l’alta collina è così importante?
Paesaggio a Rolle La scelta dell’alta collina Lo abbiamo chiesto a Giulia Rosanda , la bisnipote che rappresenta l’ultima generazione e che ci ha accolto in cantina e guidato nella degustazione, con grande cordialità e professionalità.
Ci ha spiegato che una delle differenze più importanti per il Prosecco di qualità è proprio l’altitudine dove si coltivano le viti.
In alta collina i grappoli della Glera esprimono il massimo sia a livello aromatico sia a livello di equilibrio nel calice.
Lo scopriremo meglio durante la degustazione.
Prima però, per apprezzare al meglio il Prosecco Col Del Lupo, vediamo assieme quale processo di spumantizzazione si è scelto di applicare per valorizzare al massimo queste uve pregiate.
Come nasce il Prosecco Col Del LupoAvete mai sentito parlare di viticoltura eroica ?
Per scoprire cos’è non dovete fare altro che prendere la macchina, la moto o la bicicletta e venire a farvi un giro sulle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.
Lo capirete a colpo d’occhio.
I pendii che qui vengono chiamati “rive” sono molto scoscesi.
In alta collina si arriva ad avere una media di quasi il 40% di pendenza . I filari sono ravvicinati.
Ne consegue che tutte le operazioni in vigna, dallo sfalcio interfila, alla potatura, fino alla vendemmia, sono fatte a mano .
Come Giulia ci ha spiegato, considerate che un ettaro lavorato meccanicamente si aggira intorno alle 150 ore di lavoro .
Mentre un ettaro nella zona di Valdobbiadene, che è la più scoscesa, può arrivare anche alle 800 ore di lavoro .
Un bel salto, non c’è che dire, che si traduce però in una cura maggiore delle viti.
Un altro indice di qualità.
Vasche in acciaio inox Il processo di vinificazione Le uve non vengono diraspate e sono sottoposte a spremitura soffice .
La parte di scarto, quindi bucce, vinaccioli, raspi, vengono riutilizzati come fertilizzante , mescolati al letame e ad altre sostanze.
Mentre il mosto procede nel suo percorso per diventare vino.
Viene inserito nelle vasche in acciaio inox a una temperatura di 10-12 gradi, dove il freddo aiuta a tenere i profumi e fa depositare sul fondo le parti pesanti, mentre in superficie affiora il mosto pulito, pronto per la fermentazione.
Viene poi trasferito in un’altra vasca dove parte la prima fermentazione alcolica a 18 gradi che dura circa tre settimane.
Questa è la base del Prosecco. E qui entra in gioco un’altra scelta importante.
Le basi vengono lasciate a riposo il più possibile , tendenzialmente fino a febbraio, rinunciando a logiche più commerciali come ad esempio l’imbottigliamento per le feste natalizie.
In seguito viene fatta la seconda fermentazione che crea la bollicina , seguendo due metodi diversi: rifermentazione in bottiglia oppure metodo Charmat , detto anche metodo Martinotti o metodo italiano.
Dalla rifermentazione in bottiglia si ricavano i vini frizzanti, che rappresentano la tradizione, con il metodo Charmat si ottiene il Prosecco conosciuto in tutto il mondo.
In realtà si produce anche un Prosecco con il metodo classico , particolarmente pregiato, ma è prodotto in edizione limitata e non è sempre disponibile.
Non ci resta che andare ad assaggiare il Prosecco Col Del Lupo, ma prima, vi faccio una domanda: conoscete tutti la differenza tra vino spumante e frizzante ?
I sei vini Col Del LupoRiassumendo quello che avete letto fino a qui, possiamo dire che la qualità del Prosecco Col Del Lupo è data prima di tutto dalle uve pregiate di alta collina, coltivate con operazioni manuali in vigna.
In cantina, è garantita dalla cura del processo che parte con la soffice spremitura, senza diraspatura, e si conclude con il lungo riposo alla fine della fermentazione.
La Linea Col Del Lupo comprende 5 Prosecchi , tutti intriganti, tutti diversi.
E poi c’è un vino bianco un po’ speciale.
I nomi scelti per questi vini sono evocativi e contribuiscono a valorizzare la loro grande personalità.
Alcune sono parole latine, nomi eleganti che esprimono la tradizione.
Due sono i vini frizzanti, rifermentati in bottiglia, tre gli spumanti metodo Charmat e, come dicevo, l’ultimo è un metodo classico.
Andiamo a conoscerli, partendo dalla tradizione con i vini frizzanti.
Dettaglio della pressa polmone per spremitura soffice Vino Bianco Della Tradizione – Colfondo – L’AldoAldo era il nonno che nel 1942 ereditò il vigneto dal padre Abele. Fu il primo a fare il vignaiolo di professione e fondò la cantina.
L’Aldo è il vino della tradizione , fatto secondo criteri antichi, prima che Federico Martinotti introducesse l’utilizzo delle autoclavi nel 1895.
È un vino che si produce facilmente.
Al termine della vinificazione il vino base viene imbottigliato dopo aver riposato sui lieviti durante l’inverno.
Si procede in primavera, perché l’aumento delle temperature favorisce la nuova fermentazione, al termine della quale i lieviti si depositano sul fondo della bottiglia.
Per questo motivo si chiama “col fondo “.
Ai tempi del nonno si scaraffava e si versava nel bicchiere senza smuovere i lieviti, in modo da bere un vino limpido.
Si può fare ancora così, ma oggi si tende a valorizzare proprio la presenza dei lieviti , associati all’idea di bere naturale.
Perciò, prima di essere stappata, la bottiglia viene capovolta e il vino viene versato torbido nel bicchiere.
Si presenta di colore giallo paglierino con leggere sfumature verdognole.
Al naso è un vino dai profumi piuttosto intensi, fruttati, in particolare di mela , insieme a sentori di crosta di pane , dati dai lieviti.
In bocca si percepisce una nota amara , tipica del vitigno Glera, e una bella acidità e sapidità .
Perfetto da abbinare con cibi grassi come le fritture , perché pulisce bene il palato.
Valdobbiadene Prosecco DOCG – Colfondo – Notae“Notae ” è il secondo vino della linea Colfondo.
È il primo vino della linea con il nome latino: significa di carattere, conferito dai lieviti al vino.
Viene prodotto con le uve che arrivano dal vigneto più vecchio, a Colbertaldo, con un terreno molto interessante che conferisce una bella sapidità, un aroma di pera e sentori vegetali .
Inoltre questo vino è prodotto con una piccola percentuale di uve provenienti da cultivar autoctone, come Verdiso, Perera e Bianchetta .
Sono vecchie varietà di uve che una volta si piantavano nel vigneto in ordine sparso, per poi andare a vendemmiare tutto insieme.
Se vi state chiedendo perché aggiungerle alla Glera, ve lo dico subito.
Come ci ha spiegato Giulia, queste varietà conferiscono più equilibrio nel calice.
Il colore del vino è giallo paglierino. Al naso si avverte un chiaro sentore di pera , sempre insieme alla caratteristica nota di crosta di pane .
In bocca il Notae è più immediato . Sul finale arriva la nota un po’ mandorlata , un po’ amaricante, intensa.
Anche in questo caso si abbina perfettamente con le fritture o con i pesci più saporiti come le sardine , o grassi come il salmone .
Io però l’ho gradito in modo particolare con questo formaggio alle erbe a latte crudo della Fattoria Zoff .
Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG – BrutEntriamo ora invece nel mondo dei Prosecchi spumantizzati con il metodo Charmat.
Il primo spumante Prosecco Col Del Lupo che vi presento è il Brut , il vino più secco della linea, ha 6 grammi per litro di residuo zuccherino .
È un Rive di Colbertaldo : significa che le uve arrivano da quell’unico vigneto.
Il vigneto Col Del Lupo regala una bella sapidità , con profumi delicati perché le uve di provenienza si trovano più ad ovest, in una zona che non sviluppa profumi particolarmente maturi.
Il colore è giallo paglierino dai riflessi verdognoli. Si avvertono note agrumate e di mela verde .
Al palato si sente sempre una buona acidità e sapidità, come nei due vini col fondo, ma risulta molto più elegante .
La bollicina è fine e persistente , una scelta di qualità.
Perché ottenerla con il metodo Charmat non è scontato.
Rispetto al procedimento usuale, bisogna tenere il vino più a lungo in autoclave e a temperatura più bassa , con un allungamento dei tempi di produzione, dunque dei costi.
Il Prosecco Col Del Lupo Brut esprime il meglio di sé abbinato a piatti a base di pesce dal sapore delicato.
La mia scelta va ai ravioli di trota con una salsa cremosa aromatizzata al limone .
Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG – Extra Dry Passiamo alle Rive di Rolle , che si trovano nella zona più centrale tra Valdobbiadene e Conegliano, in un terreno ricco di argilla .
Il colore è simile a quello del Brut, sempre giallo paglierino con i riflessi verdognoli. Tuttavia i sentori del Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG – Extra Dry sono più caldi, più maturi.
Il residuo zuccherino raddoppia , saliamo a 13 g/l.
C’è sempre una buona acidità che, unita alla componente dolce più spiccata, regala un buon equilibrio .
L’equilibrio è proprio quello che fa la differenza in un prosecco di qualità, un prosecco di collina.
Sapete come si traduce in un Prosecco Extra Dry?
Si percepisce immediatamente la dolcezza, ma si dissolve rapidamente per lasciare in bocca una sensazione di freschezza.
Proprio come succede dopo un sorso del nostro Prosecco Col Del Lupo Extra Dry.
Questo Prosecco è il vino da aperitivo per eccellenza.
È anche un perfetto accompagnamento per piatti delicati, per esempio con verdure con una nota dolce come cipolle e peperoni.
Va da sè che un perfetto abbinamento sia con un piatto di carne bianca grigliata, accompagnato dalla peperonata .
Tra i primi scelgo un risotto alle zucchine dalla mantecatura morbida e cremosa , all’onda. O un ricco piatto di linguine agli scampi. Difficile resistere!
I tre Prosecchi Col Del Lupo metodo Charmat Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG – Dry – DelìgoChiude la linea dei Prosecchi Col Del Lupo metodo Charmat il Delìgo , nome latino che significa “scelgo”, perché si ottiene da uve selezionate per garantire il perfetto equilibrio nel calice.
È un Dry con residuo zuccherino di 22 g/l .
È dolce sì, ma fino a un certo punto.
Il colore è sempre giallo paglierino dai riflessi verdognoli.
Al naso è appena un po’ meno carico dell’Extra-Dry, si percepiscono sentori di rosa e miele d’acacia.
In bocca la nota dolce arriva immediatamente, ed è un po’ più marcata dell’Extra Dry.
Ma anche in questo caso scivola via velocemente per lasciare il passo a una buona mineralità , in un equilibrio molto armonico.
Il suo abbinamento ideale è con sapori dalla netta componente dolce, come frutta, crostate e biscotti.
Giulia ce lo ha fatto assaggiare con gli sfiziosi zaeti , i biscotti della tradizione di origine veneziana, fatti con la farina di mais e arricchiti con pinoli e uvetta.
Un abbinamento semplicemente perfetto.
Per quanto riguarda cibi più salati provatelo con salumi dove prevale la dolcezza del grasso, come nel lardo e nella pancetta , o con piatti agrodolci.
Un’autentica bontà.
Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG – metodo classico – ReMAIORChiude la linea dei Prosecchi Col Del Lupo il ReMaior che possiamo interpretare dal latino come “ritornato grande”
Perché è fatto con il metodo classico, il metodo principe degli spumanti più altolocati e degli Champagne .
È un Prosecco Pas Dosé, o Brut Nature, ovvero è vinificato senza lasciare alcun residuo zuccherino.
Purtroppo non abbiamo avuto ancora la fortuna di assaggiarlo. Pensate che si producono solo 994 bottiglie all’anno, non una di più.
Potete però richiederlo a Giulia contattandola a questo indirizzo: giulia@coldellupo.it
Ho terminato la presentazione dei Prosecchi Col Del Lupo ma, prima di raccontarvi come potete degustarli in cantina, apro una parentesi.
Avete notato che il Dry è più dolce dell’Extra Dry e magari vi sareste aspettati il contrario?
E scommetto anche che, per molti di voi, il fatto che Dry, che si traduce “secco” dall’inglese, indichi gli spumanti più dolci, confonda ancora di più.
In effetti sembra una contraddizione, ma c’è una spiegazione.
Il dosaggio dei vini spumantiSono le bizzarrie della storia, soprattutto dello Champagne, da dove tutto ha origine.
Dry è una definizione piuttosto antica, quando i vini erano tutti più dolci di oggi e si riferiva a un residuo zuccherino più alto di Doux e Demi-Sec.
Oggi che il gusto è cambiato, Dry è rimasto l’ultimo della classificazione , dunque il più “dolce” tra i termini rimasti in uso.
L’Extra Dry si colloca prima del Dry perché è un valore intermedio che si è aggiunto successivamente, senza modificare una scala già in uso da tempo.
I dosaggi del vino spumante Degustazioni in cantinaLa cantina organizza tre diverse degustazioni del Prosecco Col Del Lupo .
In accompagnamento ai vini vi serviranno assaggi di salumi, formaggi, focaccine e biscotti deliziosi.
Bisogna prenotarle in anticipo e lo potete fare facilmente attraverso il modulo nel sito della cantina.
Quando prenoterete, potrete scegliere se prenotare la degustazione per voi o regalarla.
La trovo un’idea molto carina, e voi?
Biscotti in degustazione Il Vignaiolo IndipendenteLa prima degustazione chiamata “Vignaiolo Indipendente ” dura 1h e15 min e costa 25 € a persona.
Visiterete la cantina e ascoltere la spiegazione del processo produttivo , con la degustazione accompagnata dall’analisi sensoriale di 4 vini : 3 Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e un frizzante colfondo.
Vi verrà anche raccontata l’associazione di cui la cantina Col Del Lupo fa parte: FIVI Federazione Italiana Vignaioli indipendenti
Per me è sinonimo di qualità perché tutte le cantine FIVI che conosciamo producono vini di ottimo livello.
Prosecco EducationalQuesta degustazione dura invece 1h e 45min e costa 30 € a persona.
È un’esperienza decisamente interessante: oltre alla degustazione, con l’analisi sensoriale di 5 vini, scoprirete il mondo del Prosecco e la sua complessità, la sua storia e i territori delle diverse denominazioni.
Assaggerete tutti i Prosecchi Col Del Lupo ad eccezione del ReMaior metodo classico.
Casèl: degustazione con vistaÈ l’esperienza più completa, dura 2h e 30 min e costa 58 € a persona.
Aggiunge alla degustazione precedente l’assaggio del ReMaior e la visita al vigneto .
Proprio il vigneto centenario in cima a Col Del Lupo, da cui potrete godere di uno splendido panorama sul territorio del Prosecco.
L’Anello del Prosecco SuperioreSe siete in cerca di panorami, vi consiglio anche una bellissima passeggiata immersi nelle vigne.
A circa 10 minuti di macchina dalla cantina Col Del Lupo, a San Pietro di Barbozza, parte l’Anello del Prosecco Superiore .
È un circuito di 15 km da percorrere a piedi , ma se non avete troppo tempo o non siete troppo allenati potete scegliere una delle varianti, che spaziano dai 2 agli 8 km di lunghezza.
Sarà un’ottima occasione per approfondire la conoscenza del territorio , non solo per i bellissimi paesaggi da godere a ritmo lento, ma anche per gli interessanti incontri che farete lungo il percorso.
Se volete saperne di più potete leggere l’articolo che ho dedicato a questa bellissima passeggiata, dove descrivo il percorso di 8 km: Tra le vigne dell’Anello del Prosecco Superiore .
Vista dal sentiero dell’Anello Superiore del Prosecco ContattiCOL DEL LUPO Azienda Agricola Via Rovede, 37 31020 Vidor (TV) TEL +39.379.1752177 giulia@coldellupo.it
Mappa I Vignaioli Indipendenti FIVICol Del Lupo fa parte della FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti , che riunisce i produttori che seguono in prima persona l’intero ciclo del vino: dalla vigna alla bottiglia.
Se volete approfondire chi sono e qual è la missione della Federazione, trovate qui l’articolo dedicato: FIVI: chi sono i Vignaioli Indipendenti .
Ogni anno i vignaioli FIVI si ritrovano al Mercato dei Vini di Bologna , un grande appuntamento aperto al pubblico per conoscere da vicino i produttori e assaggiare i loro vini.