Sapete qual è il bello di visitare cantine ?
Oltre ovviamente ad assaggiare sempre nuovi vini, e a stupirsi ogni volta della varietà di sensazioni che regalano?
Beh, è una cosa impagabile, che si aggiunge alle motivazioni precedenti e rende la visita in cantina un elemento imprescindibile di ogni viaggio.
Ogni cantina racconta una storia unica , che diventa un tassello prezioso della nostra Storia. Un misterioso puzzle da giocare con la gioia di essere pressoché infinito.
Vigne del Malina è una cantina friulana che produce vini monovarietali di grande carattere, dal Pinot Grigio ramato al Refosco del Peduncolo Rosso .
Ha una storia bellissima da raccontare, che va molto lontano, seguendo le rotte dei migranti in Sud America .
Nel percorso di ritorno alle radici, le influenze internazionali si mescolano, a cominciare dalla Francia , con cui questo pezzetto di Friuli ha qualcosa in comune.
In questo articolo di Invitinere esploreremo assieme la storia di Vigne del Malina e l’ideale di vino che perseguono in ogni bottiglia e in ogni annata, portando avanti la tradizione dei vini friulani con originalità.
Scopriremo anche i modi piacevoli che la cantina mette a disposizione degli ospiti per far assaggiare i loro vini , direttamente sul territorio, presso la loro struttura, a Orzano , a circa metà strada tra Udine e la bella Cividale del Friuli .
Tutti vini vinificati in purezza e dal lungo affinamento : tre bianchi, ovvero Pinot Grigio, Sauvignon e Chardonnay .
E tre rossi: Refosco dal Peduncolo Rosso, Merlot e Cabernet Franc .
Con l’aggiunta di due vini particolari: un rosato e uno strepitoso Pinot Grigio macerato , il fiore all’occhiello della cantina.
Pronti a scoprire il mondo di Vigne del Malina?
Cosa troverete in questo articolo
Toggle La cantina raccontata da EricaCominciamo la conoscenza di Vigne del Malina, proprio attraverso il racconto di Erica che, nel suo accogliente punto di ristoro, dove abbiamo assaggiato i suoi splendidi vini in un ambiente allegro e informale, ci ha presentato la sua realtà.
Dal Friuli al Venezuela e ritornoLa storia di Vigne del Malina parte dal nonno, proprietario di 10 ettari vitati al solo scopo di vendere l’uva coltivata.
Siamo tra gli anni ’50 e ’60 del Novecento , quando l’Italia entrava nel boom economico, ma molte famiglie friulane, ancora segnate dalle difficoltà del dopoguerra, decidevano di emigrare.
Sebbene la maggior parte degli espatriati si dirigesse verso paesi europei come la Svizzera e la Francia, alcuni sceglievano il Sud America , attratti dalle opportunità offerte dall’industria petrolifera in piena espansione.
Come il nonno di Erica, che si stabilì in Venezuela , dove nacquero le due generazioni successive.
Fu suo padre a tornare con un bellissimo progetto: riprendere in mano i vigneti per iniziare a produrre il proprio vino.
Nei primissimi anni 2000 reimpianta i vigneti sui vecchi terreni di famiglia e nel 2007 comincia l’affascinante avventura con la prima vendemmia .
Oggi è una bellissima tenuta attorno a una imponente villa dell’800 , di grande valore storico e architettonico.
Il panorama si apre su ampi spazi verdi , incorniciati dalle Prealpi Giulie che delineano l’orizzonte.
Vigne del Malina: un nome che racconta il territorioIl nome della cantina nasce da un’intuizione felice del padre di Erica.
Osservando dall’alto i terreni della tenuta, su Google Maps , si rese conto che due torrenti, il Malina e l’Ellero , disegnavano quasi perfettamente la sagoma di un calice di vino.
Questi torrenti rimangono nella bellissima immagine sulle etichette, rafforzando ulteriormente il legame forte con il territorio e la tradizione vitivinicola di questa cantina.
Ma cosa rende questo territorio così speciale?
Un terroir perfetto per vini di ispirazione franceseSiamo nelle Grave , la DOC più estesa del Friuli Venezia Giulia che abbraccia l’intera pianura friulana che confina a nord con le montagne, a est con le DOC collinari e a sud con le zone più vicine al mare.
I terreni di Vigne del Malina si trovano nell’area adiacente ai Colli Orientali , una delle DOC più rinomate del Friuli.
Come spiega Erica, il terreno delle Grave è alluvionale e ghiaioso , caratteristiche che lo rendono sorprendentemente simile a certi terreni vocati di alcune zone vinicole della Francia.
E questo è il primo importante elemento che avvicina i vini di Vigne del Malina a quelli francesi.
Ma non è l’unico, come vedremo più avanti.
Il terreno delle Grave: un patrimonio naturaleSapete perché le Grave si chiamano così? Il termine deriva dal latino “graves “, che indica i grandi sassi presenti in abbondanza in questo tipo di terreno.
Questi sassi hanno la peculiarità di esaltare l’escursione termica . Durante il giorno, infatti, accumulano calore per poi rilasciarlo di notte, creando le condizioni ideali per la maturazione ottimale delle uve.
E volete sapere quali effetti hanno sui vini?
È semplice: regalano una straordinaria mineralità , un grande equilibrio tra sapidità e acidità, rendendoli vini strutturati e longevi .
Dunque il terreno è un ottima base di partenza, per la produzione di grandi vini, coadiuvato da un clima costantemente ventilato .
Le scelte di vinificazione, guidate da una filosofia chiara e rigorosa , sono ciò che rende davvero speciali questi vini. Vediamo quali sono.
Sostenibilità, tempo e qualità: le tre regole d’oroErica e la sua famiglia sanno ben valorizzare sia la natura che il patrimonio che ci offre , dando un’impronta netta, guidati dal loro gusto personale e facendo scelte molto coraggiose.
Non a caso, Vigne del Malina fa parte della FIVI , la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, un’associazione che riunisce piccoli produttori con l’obiettivo di difendere l’autenticità del vino artigianale.
Nelle nostre numerose visite in cantina, negli anni, abbiamo imparato a capire come la personalità del vignaiolo sia il primo elemento distintivo di ogni vino, impressa come un timbro .
Le scelte produttive di Vigna del Malina sono forti e distintive: solo vini monovarietali, lunghi affinamenti e un’attenzione assoluta alle qualità delle uve , scelte che si sommano a una grande sensibilità per la sostenibilità .
Un approccio biologico e artigianaleVigne del Malina ha deciso di lavorare in regime biologico , ottenendo la certificazione nel 2018.
Una scelta facilitata dalla collocazione dei 10 ettari di vigneti all’interno di una tenuta ben più vasta, di 200 ettari , che porta in dote la preziosa biodiversità .
C’è molta attività manuale in vigna, che ha consentito di eliminare l’utilizzo dei diserbanti. Anche la vendemmia si svolge completamente a mano .
L’attenzione alla sostenibilità ambientale, è anche un elemento fondamentale nella riuscita di questi vini splendidi.
Lunghi affinamenti come in terra di BorgognaTutti i vini, compresi Pinot Grigio , Sauvignon e Chardonnay fanno un lungo affinamento.
E questa è una scelta abbastanza inusuale, soprattutto per i vini bianchi.
Abbiamo chiesto a Erica il perché di questa decisione.
Un motivo risiede senza dubbio nel terreno minerale , che conferisce grande struttura ai vini e che trova la sua massima espressione proprio grazie al lungo affinamento.
Questa scelta non solo ne esalta la complessità, ma permette alla mineralità di emergere in modo più netto nel tempo.
Poi c’è la motivazione personale.
Erica, come anche suo padre, nutrono una forte passione per i grandi vini di Borgogna .
Questo li ha portati a ricreare, nei loro vini, le caratteristiche distintive dei celebri vini francesi.
Dunque il terreno e il gusto personale sono alla base di questi vini decisamente fuori dal comune.
Ecco che la longevità si ricollega alla sostenibilità, perché il tempo svolge in modo naturale il compito solitamente affidato a interventi chimici, nei processi di vinificazione più convenzionali.
Certo, ci vuole tanta pazienza, e la scelta di introdurre nel mercato solo vini di almeno cinque anni è una scelta decisamente coraggiosa.
Anche perché nell’immaginario comune li vino bianco è associato alla freschezza e alla gioventù.
La spinta di fare solo le cose che piacciono, quando si hanno i gusti molto raffinati, porta anche a un’altra scelta molto forte.
L’importanza della selezione di uve perfetteTempi lunghi e quantità ridotta : questa è l’altra scelta fondamentale.
Vigne del Malina ha definito standard di qualità molto elevati per i propri vini, che vengono rispettati rigorosamente.
Quando si verificano annate non perfette, le uve non vengono destinate alla vinificazione , ma vendute, anche a costo di ridurre drasticamente il numero di bottiglie disponibili sul mercato.
Pensate, addirittura, nel 2017 non è stato prodotto alcun vino!
Per darvi un’idea dell’artigianalità e della cura nella produzione, basti pensare alle quantità estremamente limitate:
3.000-3.500 bottiglie di Sauvignon 5.000-6.000 di Chardonnay 9.000 bottiglie di Pinot Grigio
I rossi, invece, si attestano sulle 3.000-4.000 bottiglie per ciascuna varietà, mentre il prestigioso Pinot Grigio Ramato è prodotto in appena 1.500 bottiglie all’anno e solo, come vedremo, nelle annate migliori.
E vi assicuro: assaggiando uno dei vini di Vigne del Malina capirete immediatamente il concetto di qualità. Soprattutto quando degusterete il Pinot grigio ramato .
Dalla vigna alla bottiglia: il percorso dei vini di Vigne del MalinaTutte le fasi della vinificazione dei vini di Vigne del Malina , dalla vigna fino all’etichettatura delle bottiglie, sono curate nei minimi dettagli.
Le uve vengono lasciate in pianta il più possibile , privilegiando la raccolta in sovramaturazione, che di solito avviene verso la fine di settembre.
I vini bianchi: Pinot Grigio, Chardonnay, SauvignonI tre bianchi, Sauvignon, Chardonnay e Pinot grigio di Vigne del Malina, seguono un processo di vinificazione molto simile.
Dopo la raccolta maturano tra i dieci e i dodici mesi nelle vasche d’acciaio , per poi affinare in bottiglia senza alcun passaggio in legno.
Il Sauvignon e lo Chardonnay fanno una notte di macerazione pellicolare a freddo , per esaltarne i profumi e le caratteristiche aromatiche.
Il Pinot Grigio invece, salta questa fase per non accentuare eccessivamente le sue note ramate.
L’affinamento in bottiglia è lungo: dura dai tre ai quattro anni .
Per intenderci, difficilmente berrete un bianco di Vigne del Malina con meno di cinque ann i di invecchiamento.
Alla fine del processo abbiamo tre vini di grande carattere, che evolvono nel tempo , offrendo intensità e profumi sempre diversi a ogni annata:
Pinot Grigio : giallo paglierino con riflessi ramati, note speziate e di frutta tropicale; sapido, armonico e persistenteChardonnay : giallo paglierino, dai sentori floreali e fruttati, con accenni di vaniglia; elegante e armonicoSauvignon : giallo paglierino, con profumi di salvia e peperone; piacevolmente minerale
Rosad, il rosatoIl Rosad , ottenuto da uve 100% Merlot , viene lavorato come se fosse un bianco e matura nove mesi in acciaio.
Un vino adatto all’invecchiamento come tutti gli altri vini della cantina, perfetto da bere molto fresco.
Si presenta di un bellissimo color rosa corallo , con delicate note floreali , un sorso secco e persistente che in bocca rivela tutta l’essenza del Merlot.
I rossi: Cabernet Franc, Merlot, Refosco dal Peduncolo RossoI vini rossi maturano in botti grandi , un processo che dona morbidezza e rotondità a tutti e tre i vini, conferendo al contempo quel leggero sapore di legno che dà quella marcia in più a vini già così strutturati.
Ne giova in particolare il Refosco dal Peduncolo Rosso di Vigne del Malina, con il suo tannino potente, che grazie all’affinamento in legno si ammorbidisce senza perdere carattere.
Empirico è bello! Il tempo di maturazione non segue un rigido standard.
A volte si utilizza meno legno e si lascia più tempo in bottiglia, altre volte avviene il contrario.
Si prova, si assaggia, si osserva, fino a che il vino non è pronto.
Naturalmente, tutto avviene secondo gli elevatissimi standard di Vigne del Malina .
Perché il bello è rispettare la natura e lasciare che ogni annata, che sia più calda, più piovosa, o più fresca, firmi le sue bottiglie con profumi e sapori diversi.
Così, un’annata caldissima come il 2011 , ha prodotto un Refosco di 16 gradi , affinato maggiormente in legno per arrotondare le asperità.
Mentre nel 2013 , annata più fresca, il vino ha mantenuto 13,5 gradi ed è rimasto più tempo ad affinare in bottiglia per raggiungere il perfetto equilibrio.
Tendenzialmente però, indipendentemente dal bilanciamento tra legno e bottiglia, sette anni è il numero magico per la maturazione perfetta di questi vini.
E credetemi, nulla hanno da invidiare ai pregiati vini di Borgogna.
Basta assaggiarli.
Ecco i loro descrittori principali:
Cabernet Franc : rosso rubino intenso con riflessi violacei, intenso anche nei profumi di frutti di bosco e pepe nero, tannico e speziato, erbaceoMerlot : rosso rubino, le note di frutti di bosco qui si accoppiano a spezie e vaniglia, tannico e sapidoRefosco dal Peduncolo Rosso : rosso rubino intenso, dalle note corpose di spezie e di tabacco, il tannino si fa potente, il gusto pieno e sapido
Il Pinot Grigio ramato detto Ram: la “chicca del Malina”Ed eccolo, il fiore all’occhiello di Vigne del Malina , in tutto il suo splendore.
Se la selezione delle uve per tutti i vini della cantina è già attentissima e rigorosa, con il Pinot Grigio Ram si raggiunge l’eccellenza.
Avete idea di quante volte sia stato prodotto dal 2007?
Solo cinque volte , perché l’annata deve essere veramente eccezionale.
Ram sta per ramato: un vino monovarietale come tutti gli altri della cantina, un vino bianco che viene lavorato come un rosso e viene messo a maturare in botte piccola.
Una scelta che gli conferisce profondità e complessità uniche.
Grandissima cura è dedicata alla qualità della buccia utilizzata nella macerazione.
Deve essere dello spessore giusto, senza la minima imperfezione, dunque niente gelate, niente grandinate e tutte quelle condizioni atmosferiche che possano alterarla.
E anche quando le condizioni sono ideali, la produzione è volutamente limitata: solo 1.500 bottiglie , non di più.
Un Pinot Grigio che sorprendePer quanto possiate sforzarvi, se pensate al Pinot Grigio classico , spesso associato a un’idea di vino senza pretese, non potete lontanamente immaginare i profumi e i sapori del Ram .
Assaggiatelo e capirete cosa intendo dire .
Già al colore si presenta diverso: un ramato profondo che vira al rosso.
Poi, al naso, un’esplosione di profumi dolci molto intensi, mentre in bocca vivrete un contrasto deciso, incontrando un vino molto secco, di grande struttura e mineralità.
Per assaporarlo al meglio, lo abbiamo abbinato a un orzotto che abbiamo cucinato con salsiccia, zucca, carciofi e ricotta affumicata della Carnia , uno dei protagonisti del nostro approfondimento su formaggi e vini .
Un piatto ricco di sapori, perfetto per valorizzare la struttura di questo vino straordinario.
Un grande vino. Davvero complimenti.
L’ospitalità di Vigne del MalinaLa proprietà di Vigne del Malina è divisa dalla strada statale.
Da un lato, troviamo la villa di famiglia e la cantina , un edificio sviluppato in lunghezza, un tempo utilizzato per il lavoro contadino e oggi dedicato alla vinificazione.
Al di là della strada, si estende invece il grande spazio dedicato all’accoglienza , pensato per far godere a turisti e visitatori le bellezze del paesaggio.
Siamo nella grande pianura friulana, ma non così lontana dalle montagne che le fanno da sfondo, delimitando lo sguardo.
Agriturismo Vigne del MalinaDi recente, Vigne del Malina è diventata un vero e proprio agriturismo, ampliando l’attività della storica enoteca, dove già si potevano acquistare i vini della cantina e degustarli accompagnati da deliziosi assaggi.
Attualmente sono in fase di completamento sette camere e un appartamento . Non vedo l’ora di provarli di persona!
Anche perché nel frattempo ho già avuto modo di scoprire la nuova sala degustazione , un ambiente accogliente e moderno con ampie vetrate e un bellissimo tavolo lungo sei metri , perfetto per degustazioni conviviali
All’esterno, lo spazio aperto offre un’atmosfera perfetta per le serate estive, magari per organizzare una festa nel verde.
Il ristorante Vigne del Malina: 8 piatti per 8 viniA completare l’esperienza c’è il ristorante , concepito su misura per offrire un’esperienza completa.
Ogni piatto è stato studiato dal cuoco in collaborazione con l’enologo, con l’obiettivo di valorizzare i vini della cantina e far emergere ciò che, con i criteri giusti per abbinare cibo e vino , si vede davvero nel bicchiere.
Per esempio, sapete con cosa hanno abbinato il Pinot Grigio Ram ?
Con un piatto davvero particolare che spero di assaggiare presto: il gulasch di lumache .
Un po’ piccantino con un intrigante gusto umami , perfetto per esaltare questo vino così inusuale. E pensate: Vigne del Malina acquista le lumache dall’unico allevatore del Friuli a Colloredo .
La chicca nella chicca, è proprio il caso di dirlo!
Il ristorante è aperto dal venerdì alla domenica.
Un posto ideale per un weekend enogastronomico , perfetto per rilassarsi con questi vini di grande livello, con i sapori della tradizione e i luoghi bellissimi che offrono i dintorni.
Trovate tutti i dettagli, insiemi ai suggerimenti di altri produttori in questo articolo: 5 idee per un weekend enogastronomico in Friuli .
ContattiVigne del Malina Via Pasini Vianelli, 9 – Frazione Orzano 33047 Remanzacco (UD) – Italia TEL +39.0432.649258info@vignedelmalina.com
Mappa I Vignaioli Indipendenti FIVIVigne del Malina fa parte della FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti , che riunisce i produttori che seguono in prima persona l’intero ciclo del vino: dalla vigna alla bottiglia.
Se volete approfondire chi sono e qual è la missione della Federazione, trovate qui l’articolo dedicato: FIVI: chi sono i Vignaioli Indipendenti .
Ogni anno i vignaioli FIVI si ritrovano al Mercato dei Vini di Bologna , un grande appuntamento aperto al pubblico per conoscere da vicino i produttori e assaggiare i loro vini.