Nemo profeta in patria? Ogni tanto anche i proverbi sbagliano.
Ermacora è una cantina fortemente radicata nel territorio, ha più di 100 anni e i vini di Ermacora sono molto apprezzati soprattutto dai friulani.
Gente molto esigente, abituata a bere bene, visto il livello medio qualitativo molto alto che si può trovare in Friuli.
Quale migliore indicatore?
Un’ampia gamma di ottimi vini grazie alle tre regole d’oro della cantina.
Più di dieci varietà , che a nostro avviso si distinguono tutte per qualità e carattere.
Vi presento cinque vini autoctoni che raccontano un lato del Friuli. E se non conoscete il Pignolo , siete nel posto giusto per scoprirlo.
Il grande logo che accoglie i visitatori all’ingresso della cantina Cosa troverete in questo articolo
Toggle Perché i vini di Ermacora valgono la visitaNon ricordo come abbiamo scoperto i vini di Ermacora perché ormai sono diversi anni che li conosciamo.
Ermacora è una di quelle cantine friulane da visitare , che quando le conosci non le abbandoni più.
Si trovano a Ipplis , nel cuore della DOC Friuli Colli Orientali , una delle più rinomate zone di produzione dei vini del Friuli Venezia Giulia , soprattutto per gli autoctoni rossi.
Una parte dei vigneti si trova su una delle più belle colline dei Colli Orientali , che vale la visita per godere di un bellissimo panorama.
Monstclapade è il suo nome che sembra uscito da una fiaba, come Ipplis del resto, ma questa è la magia del Friuli Venezia Giulia e dei suoi abitanti.
Chiedete a Nicola Ermacora , di accompagnarvi, ma chiamate con qualche giorno di anticipo, mi raccomando.
Abbiamo dedicato un articolo a questa bella collina e alla spiegazione che dalla sua cima ci ha fatto Nicola su come nasce un buon vino .
Dove troverete dettagliate anche le tre regole d’oro di Ermacora :
vinificare solo uve di proprietà parcellizzare i vigneti vinificare solo mono vitigni Proseguendo nella lettura scoprirete invece i cinque grandi vini autoctoni di Ermacora , suggeriti in rigoroso ordine di degustazione, come li abbiamo assaggiati noi!
Friulano ErmacoraIl Friulano , lo dice il nome, è il vino portabandiera del Friuli Venezia Giulia o, per usare una simpatica definizione di Nicola Ermacora:
“È la pizza Margherita delle cantine friulane. Se uno deve decidere se una nuova pizzeria fa una buona pizza prende quella. Così il Friulano è il vino zero per capire la filosofia dell’azienda che lo produce .”
Non ci avevo mai pensato, ma credo proprio che adotterò questa strategia anche per il vino, come già faccio da anni con la Margherita.
Chiediamo a Nicola come avviene la vinificazione , che segue delle scelte ben precise relative non solo al Friulano ma anche agli altri vini di Ermacora :
“Il Friulano segue la vinificazione completamente in acciaio, come si fa solitamente sui bianchi.
Usiamo lieviti selezionati, quindi non si producono fermentazioni spontanee. Evitiamo la fermentazione malolattica e facciamo frequenti bâtonnage.”
Caratteristiche del FriulanoE ora finalmente assaggiamo il Friulano .
Di un bel giallo paglierino , il profumo ricorda pesca e mandorla . Di gusto morbido , con una buona persistenza , risentiamo la mandorla anche nel sapore. In generale, una grande finezza di aromi .
Per noi è un vino molto versatile , a tutto pasto. Sarà scontato, ma il nostro abbinamento preferito, rimane con un buon prosciutto crudo artigianale , preferibilmente friulano, preferibilmente sul posto, perché vi assicuro è tutta un’altra cosa.
Noi avevamo già avuto il piacere di provare la combinazione al locale di degustazione del prosciutto di Ragogna , uno dei migliori prosciutti friulani , una vera chicca per intenditori.
Calice di Friulano Ermacora e prosciutto di Ragogna Malvasia ErmacoraLa Malvasia Istriana è coltivata in un’area ampia che include la penisola Istriana, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Si ritiene che l’origine della varietà sia la Dalmazia, da dove i veneziani l’avrebbero diffusa nei loro territori.
Questa varietà è un ottimo spunto per parlare del rapporto tra vino e terroir e di come incide sulle sue caratteristiche.
Nicola Ermacora ci racconta:
“La nostra Malvasia ha una gradazione standard di 13 gradi e mezzo ma con il cambiamento climatico rischia di salire anche molto.
Questo dipende dall’esposizione collinare e dal tipo di suolo. Infatti coltiviamo l’80% della Malvasia sulla Ponca, dove, a differenza della pianura,la concentrazione zuccherina tende ad aumentare il grado alcolico.”
La nota fumé del terroir“La Ponca dei Colli Orientali del Friuli è composta da marna e arenaria, provenienti da un fondo marino emerso circa cinquanta milioni di anni fa.
È un terreno molto minerale, e questa componente si trasferisce nei vini: dalla Ribolla Gialla al Pignolo, anche se si percepisce di più nei bianchi. Nel Friulano, per esempio, si sente chiaramente: è quasi salato.”
La chiamano la nota fumé, la firma del terroir tipica dei vini di collina dei Colli Orientali del Friuli.
Attenzione: nei Colli c’è anche una parte di pianura, e assaggiando un vino si può riconoscere la provenienza proprio dalla presenza o meno di questa nota.
“È un sentore di pietra focaia, sapido e salino.”
La nota cremosa della Malvasia (e degli altri vini di Ponca)“Un’altra caratteristica di questi vini è la cremosità, una nota glicerica che si avverte soprattutto nella Malvasia. È dovuta a catene di glicerina molto lunghe e complesse che rendono i vini pieni, saporiti, quasi setosi.”
Qualcuno li definisce “gastronomici”: non semplici, ma nemmeno troppo complessi. Di certo non banali. Sono vini che parlano da sé .
L’abbinamento? Non serve complicarlo. A volte basta ascoltarli .
Nicola ci propone un piccolo esperimento per “vedere” queste catene di glicerina:
“Fate girare un bicchiere di Malvasia con una mano e un bicchiere d’acqua con l’altra: l’acqua continua a girare, la Malvasia si ferma subito.”
Provate anche voi, e poi, naturalmente, assaggiatelo.
Oltre alla nota fumé, sentirete profumi di frutta e note speziate di pepe e zenzero.
Un vino appagante, intenso, dal sapore persistente .
Schioppettino ErmacoraConosciuto anche come Ribolla Nera, lo Schioppettino è un vitigno che rischiava l’estinzione. Ha ripreso vigore solo a partire dagli anni ’70.
Nicola Ermacora ne parla con entusiasmo:
“Se dovessi bere una sola varietà per tutta la vita, direi Friulano tra i bianchi, ma tra i rossi: sicuramente Schioppettino.
È il vino più divertente in campagna, in cantina, in bottiglia. È buono oggi e lo sarà tra vent’anni.
Vinificato senza ossigeno si esprime come un Sauvignon, con un po’ d’aria tira fuori la mandorla amara.”
Come dargli torto?
Il vino che sa di pepe“Lo Schioppettino ha una nota riconoscibile: il pepe.
Quando viene spiegato, anche se uno dimentica il nome, lo ricorda come il vino che sa di pepe. Durante l’affinamento questa spezia resta persistente.
Per mantenerla, usiamo legno molto usato: il nuovo darebbe una vaniglia che lo snaturerebbe.”
Il Pinot Nero dei Colli Orientali“Lo Schioppettino viene considerato il Pinot Nero dei Colli Orientali .
Si tratta indubbiamente di un altro vino, però ha questa caratteristica di essere non troppo tannico, sempre interessante, per nulla banale, che si presta anche a lunghi affinamenti.
Non ha un tannino forte, non ha un grande alcol e si esprime benissimo aprendosi nel tempo, anche dopo venti anni.”
Caratteristiche dello SchioppettinoNon ci resta che assaggiarlo.
Rosso rubino con riflessi viola. Il pepe si sente, ma è delicato. Si percepiscono anche sentori di frutti di bosco.
In bocca ha un attacco leggero e poi si espande in bocca, quasi come se fossero due vini in uno. Fruttato, elegante, sempre giocoso.
Anche lui, come il Friulano, è sorprendentemente versatile . Lo abbiamo provato persino con il pesce. Ma se preferite qualcosa di più tradizionale: pollo al forno con patate, perfetto
Pignolo ErmacoraTra i rossi friulani, il Pignolo è forse il più raro e sorprendente: un vitigno antico e difficile, che regala vini austeri, profondi, memorabili.
Ermacora lo coltiva da tempo, in una delle vigne più antiche dei Colli Orientali, e ne ha fatto una scommessa personale. Una storia di passione, che raccontiamo in un articolo a parte.
Per approfondire, qui trovate l’articolo dedicato al Vino Pignolo .
Ogni anno, nel giorno dell’equinozio di primavera, gli viene dedicata una giornata di degustazioni ed eventi: il World Pignolo Day .
Picolit ErmacoraChiudiamo con un passito raro e nobile: il Picolit.
È un vino antico, legato a queste terre fin dall’epoca romana, e riportato in vita dal conte Perusini agli inizi del Novecento nella zona di Rocca Bernarda , a pochi chilometri dalla cantina.
l nome richiama la dimensione del grappolo e degli acini, minuscoli. Una particolarità del vitigno: tanti fiori, ma pochi che si trasformano in frutto.
Un vino dolce e prezioso , già nel Settecento servito a Versailles, alla corte degli Asburgo, al Papa e persino allo zar.
Proprio per questo considerato “nobile”, mentre ai contadini restava il Verduzzo .
Vinificazione tradizionaleLa produzione è limitata: circa 2.500 bottiglie da mezzo litro all’anno.
“Sul Picolit si lavora alla maniera tradizionale: raccolta nei tempi normali, niente vendemmie tardive. L’appassimento si fa ancora all’aria aperta, senza camere ventilate o condizionate.”
E questo cambia tutto.
“Invece di due settimane e mezza, da noi dura due mesi e mezzo.
La fermentazione è lentissima. La diraspatura è manuale, la torchiatura si fa con torchio di legno. Poi riposo in legno per almeno 36 mesi.”
Una scelta precisa:
“È il modo migliore per rispettare questo vino. Così come facciamo col Pignolo.”
Dolcezza e acidità: equilibrio perfettoI grandi passiti non sono solo zucchero: devono avere acidità .
E questo Picolit l’ha conservata grazie all’appassimento lento e naturale.
“Non è stucchevole, anche se ha 187 grammi per litro di zucchero. È dolce, ma non cede mai.”
Caratteristiche del PicolitColore caldo, ambra dorata.
Profumi intensi di frutta secca : datteri, fichi, uva sultanina.
Grande equilibrio tra dolcezza e acidità , ma anche tra freschezza e sapidità . Morbido, elegante, persistente.
Per noi, è un grande vino da meditazione .
Oppure, lo abbiniamo a formaggi importanti, erborinati , oppure, come in questo caso, a un’altra chicca friulana: la Gubana , il dolce di festa tipico di queste zone, ricco di storia e tradizione.
Calice di Picolit Ermacora abbinato alla Gubana La filosofia di Ermacora: fedeltà al territorio e rigore in cantinaQuesta impostazione riflette le tre regole d’oro della cantina : lavorare solo uve di proprietà, vinificare per singola varietà e parcellizzare i vigneti.
Ogni vino che avete letto finora è il risultato di una filosofia produttiva molto chiara, che Nicola Ermacora ci ha raccontato con precisione.
Macerazioni: questione di annataSui bianchi la cantina applica macerazioni a freddo in modo selettivo :
“Non abbiamo una formula fissa: seguiamo l’annata .”
Nel 2020, ad esempio, le macerazioni a freddo sono state utilizzate su Friulano, Chardonnay, Sauvignon e Malvasia per aumentarne la beva e la persistenza.
In altre annate, come la 2021 e la 2022, nessuna varietà ha fatto macerazione : solo vinificazioni classiche in bianco.
La scelta dei lievitiAnche sulla scelta dei lieviti, Ermacora ha una visione precisa:
“Non usiamo un lievito unico. Lavorando su parcelle diverse, in base all’esperienza, selezioniamo quello che valorizza meglio quel tipo di vigneto e di spremitura.”
Non è un approccio improvvisato: è il frutto di oltre cent’anni di vendemmie , osservazione, coerenza.
La Ponca: l’anima minerale dei Colli OrientaliLa maggior parte dei vigneti Ermacora si trova su suolo di Ponca , anche detto Flysch di Cormòns : un’antica stratificazione di marne e arenarie, povera di humus e molto friabile.
Questo tipo di terreno:
limita naturalmente la produzione, costringe le radici a lavorare in profondità, regala ai vini note saline, sapide, quasi fumé . Come ci ha raccontato Nicola:
“Questa nota, di pietra focaia, è la firma del terroir dei Colli Orientali. Si sente soprattutto nei bianchi: nel Friulano, per esempio, è quasi salato.”
Per non danneggiare la struttura del suolo, la cantina gestisce tutto inerbito , evitando il passaggio dei trattori dove possibile.
Per visitare la cantina ErmacoraUn grande ringraziamento a Nicola Ermacora per la disponibilità e la passione con cui ci ha raccontato i suoi vini.
Se l’articolo vi ha incuriosito, niente di meglio che una visita in cantina : basta una telefonata, un messaggio WhatsApp o una mail.
Dove si trova la cantina Ermacora Contatti