Organizzare un weekend enogastronomico nelle Langhe , magari sconfinando nel vicino Roero , non è certo difficile.
Le Langhe sono il cuore del turismo del vino in Piemonte , autentico paradiso del popolo dei winelover, professionisti del vino inclusi.
Per visitare cantine non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Potete partire dalle pregiate vigne delle MGA (Menzioni Geografiche Aggiuntive) negli undici comuni del Barolo , scoprire le cantine della selvaggia Alta Langa , o attraversare il vicino Roero , tra colline in continuo saliscendi.
Ma nelle Langhe le esperienze sono molteplici, perché è un territorio superlativo da ogni punto di vista.
Dal lato gastronomico, per la ricchezza di prelibate cose da mangiare .
E per il lato più turistico, per la quantità di cose belle da vedere, con il tipico paesaggio delle Langhe, patrimonio Unesco , i suoi borghi arroccati sui crinali delle colline, o adagiati in una conca come il paese che ha dato il nome al re dei vini, il Barolo .
È dunque una meta ideale per un turismo enogastronomico , orientato alla scoperta dei vini e dei sapori assieme al loro territorio.
Per una panoramica più ampia, potete partire anche dalla guida su cosa fare nelle Langhe , con 7 idee tra borghi, cantine, sapori, cammini, eventi e itinerari.
In questo articolo di Invitinere vogliamo proporvi una selezione molto particolare.
Vi daremo suggerimenti per orientarvi nell’immenso patrimonio di questa bellissima area .
Partiremo da tre cantine , ognuna saldamente radicata nelle Langhe o nel Roero e poi comporremo i nostri itinerari insieme ai produttori.
Scopriamo insieme come!
Cosa troverete in questo articolo
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Un weekend enogastronomico nelle Langhe e nel Roero con tre cantine
Perché con tre vignaioli ?
Perché come dico sempre i vignaioli sono perfetti ambasciatori del territorio : il loro forte attaccamento alla terra si traduce nella sua valorizzazione , fatta attraverso le scelte che ogni giorno si compiono in vigna e in cantina.
Nel tempo ne abbiamo avuto la conferma.
E sono sempre prodighi di ottimi consigli su cosa mangiare, cosa vedere, e dove fermarsi: un altro modo per raccontare (e valorizzare) la loro terra.
Tre produttori per le tre anime di questo itinerario enogastronomico che potrete comporre a vostro piacimento, seguendo il ritmo che preferite.
Andremo a Castiglione Falletto , nel cuore della zona del Barolo , per poi spostarci in Alta Langa , una zona meno battuta turisticamente, ma molto interessante.
A proposito: conoscete la conoscete la differenza tra Alta e Bassa Langa ?
Infine andremo nel sorprendente Roero , ancora un luogo più defilato, rispetto alle mitiche Langhe, e perciò tutto da scoprire.
A ciascuno abbiamo chiesto di indicarci qual è il loro vino più rappresentativo e quale il loro abbinamento preferito .
Poi ci suggeriranno un locale dove assaggiare i loro vini in abbinamento a piatti del territorio, perché non c’è niente di meglio che provarli a tavola, dopo aver fatto la degustazione in cantina.
Infine, ci racconteranno dove andare ad acquistare eccellenze gastronomiche e quali luoghi visitare per completare il nostro itinerario.
Chiuderemo questo weekend enogastronomico con un suggerimento su dove dormire: un luogo accogliente per continuare a coccolarsi anche di notte.
Vi piace l’idea?
Cosa fare nelle Langhe e nel Roero: la mappa
Ecco la mappa con tutte le tappe: le cantine da visitare , i locali dove degustare, i luoghi da esplorare e i prodotti tipici da acquistare.
Per rendere ancora più semplice la vostra esplorazione, abbiamo usato gli stessi colori per ogni cantina e i suoi consigli.
Ma ora iniziamo i nostri itinerari e andiamo a conoscere il primo produttore.
Il weekend enogastronomico nelle Langhe con Vittorio Monchiero
La cantina Monchiero si trova a Castiglione Falletto , uno degli undici comuni dove si può produrre il mitico Barolo .
E direi che non servono altre spiegazioni.
Vittorio Monchiero insieme alla sua famiglia, propone una linea di vini notevoli, in cui spiccano le eccellenti declinazioni di Barolo , affiancate da altre etichette di grande interesse.
La visita è molto interessante non solo per l’eccellente qualità dei vini, ma anche perché può trasformarsi in una vera immersione nel magico mondo del Barolo .
Vittorio Monchiero, infatti, ha avuto una partecipazione attiva nella creazione delle MGA e oggi può testimoniare lo sviluppo di questa zona incredibile, ora Patrimonio Unesco , ma molto diversa solo pochi decenni fa.
Chiedeteglielo, perché la storia è davvero interessante.
Intanto ascoltiamo i suoi consigli.
I consigli di Vittorio Monchiero
Il vino più rappresentativo
Il Barolo naturalmente è il vino simbolo della cantina Monchiero.
Prodotto da uve provenienti da quattro diverse MGA , racconta l’identità delle vigne storiche di Castiglione Falletto .
È un vino strutturato e capace di evolvere a lungo nel tempo. L’abbinamento ideale?
Un Barolo relativamente giovane (intorno ai quattro anni), si sposa magnificamente con la carne di Fassona : siamo nella sua patria.
Con un Barolo più maturo (oltre i cinque-sette anni), abbiniamo i formaggi stagionati delle montagne dell’Alta Langa, sia di capra sia di latte vaccino.
Dove assaggiarlo
Tutti e quattro i ristoranti di Castiglione Falletto propongono i vini della cantina Monchiero, abbinati a cucine differenti: dalla tradizione piemontese più classica a interpretazioni più personali delle ricette del territorio.
Per un pranzo più informale, con una selezione di vini giovani come Barbera o Nebbiolo, potete fermarvi alla Terrazza Wine & Food , che propone pranzi leggeri in una splendida cornice panoramica .
Ne abbiamo parlato anche nell’articolo dedicato ai locali dove mangiare nelle Langhe , dove troverete una descrizione della Terrazza e diversi altri luoghi selezionati.
Un prodotto del territorio da provare
Tra i prodotti da non perdere nelle Langhe, Vittorio Monchiero consiglia:
La carne di Fassona , che potete acquistare nelle macellerie locali e gustare, magari, in una battuta al coltello o in altre preparazioni tradizionali.
La pasta fresca , in particolare i tajarin , disponibili anche nella versione secca.
La nocciola Piemonte IGP, tra le migliori nocciole italiane, celebrata nella tradizionale torta di nocciole .
Camminare tra i piccoli borghi e scoprire queste specialità nei negozi tradizionali è già di per sé parte dell’esperienza di un weekend enogastronomico nelle Langhe.
Un luogo da visitare
Tra i luoghi da non perdere nelle Langhe, Vittorio Monchiero ci consiglia alcune tappe che raccontano il legame profondo tra storia, cultura e territorio.
Il Castello di Grinzane Cavour è uno dei simboli storici più importanti delle Langhe, e permette di scoprire la storia di Camillo Benso e il patrimonio vitivinicolo del territorio.
Le chiese storiche dei borghi, testimoni delle epoche e delle dominazioni passate.
Per scoprire il territorio con lentezza, da non perdere il Trekking in Langa : una rete di sentieri tra gli undici comuni del Barolo, da percorrere a piedi accompagnati da guide locali.
Per visitare la cantina Monchiero
Azienda Agricola Monchiero F.lli Via Alba – Monforte 49 12060 Castiglione Falletto (CN) ITALIA TEL +39 0173 62820 – +39 331 2642758 monchierovini@monchierovini.it
👉 ll racconto completo: Il Barolo Monchiero e altre 6 eccellenze
Il weekend enogastronomico nell’Alta Langa con il Bricco del Cucù
L’Alta Langa, è la zona più a sud dell’intera area collinare, al confine con la Liguria e con un altitudine più alta rispetto al resto delle Langhe, da qui li nome.
Più ricca di boschi è anche la patria del Dolcetto di Dogliani , citta del vino che merita una sosta.
Ed il Dolcetto di Dogliani è il protagonista del Bricco del Cucù , una piccola cantina a conduzione familiare che lo produce in diverse versioni, tra cui un interessante passito.
Una cantina che sa valorizzare molto bene il territorio non solo con le sue uve generose.
La loro cantina del Seicento è anche l’occasione per raccontare un po’ di storia del territorio, mentre le etichette rendono omaggio a un piccolo gioiello quattrocentesco.
Dario Sciolla, titolare della cantina, ci offre i suo consigli per vistare la zona.
I consigli del Bricco del Cucù
Il vino più rappresentativo
Due vini raccontano l’anima del Bricco del Cucù:
Dogliani DOCG Superiore Vigna San Bernardo Prodotto da una vigna storica con oltre cinquant’anni di età, è affinato in botti grandi e lunga bottiglia. Perfetto a fine pasto, abbinato a formaggi stagionati o anche ad alcuni dolci al cioccolato.
Diavolisanti Un assemblaggio di Merlot e Dolcetto , affinato separatamente e poi unito in un vino potente e avvolgente, ideale con carni importanti. Curiosa l’etichetta ispirata all’Inferno della Chiesa di San Fiorenzo di Bastia Mondovì : vi è piaciuto il piccolo gioco di Dario?
Dove assaggiarlo
Per assaggiare i vini del Bricco del Cucù, potete prenotare direttamente in azienda un pranzo-degustazione, disponibile regolarmente nei weekend e, per gruppi organizzati, anche durante la settimana.
La cantina propone un percorso di cinque vini abbinati a cinque piatti della tradizione langarola, per un’autentica immersione nei sapori del territorio.
Un prodotto del territorio da provare
Dario Sciolla consiglia di portare a casa alcuni dei prodotti che propone anche nei pranzi-degustazione della cantina:
Le carni provenienti da filiera corta, dell’azienda CheBun di Bastia Mondovì, allevate naturalmente senza integratori
formaggi tipici dell’Alta Langa del Caseificio Murazzano Penta 3 , nella frazione Mellea, Murazzano, dove è anche possibile gustare i loro formaggi nei taglieri proposti in degustazione.
Noi li abbiamo assaggiati direttamente in diversi pranzi, sempre ottimi! Se volete un esempio degli eventi che organizzano, eccone uno che si è svolto tra fine novembre e inizio dicembre 2025: Bollito misto e 4 annate di Diavolisanti al Bricco del Cucù .
Un luogo da visitare
Qui Dario non poteva che citare la Chiesa di San Fiorenzo di Bastia Mondovì , il piccolo gioiello che ho citato sopra. Ricordate?
Le etichette del Bricco del Cucù rappresentano i suoi affreschi, uno dei cicli pittorici tardo-gotici più importanti del Piemonte , datato 1472.
Tra le scene più suggestive, spiccano quelle del Paradiso e dell’Inferno, proprio quelle dell’etichetta del vino Diavolisanti .
Un luogo raro e suggestivo, a soli 4 km dalla cantina, perfetto per completare il vostro weekend, tra antichi affreschi e le storie che ancora oggi il Bricco del Cucù racconta.
Per visitare la cantina Bricco del Cucù
Bricco Del Cucù Frazione Bricco 10 12060 Bastia Mondovì (CN) TEL +39 331 7725290 visite@bric c ocucu.com
Il racconto completo: Bricco del Cucù: Dolcetto di Dogliani in Alta Langa
Il weekend enogastronomico nel Roero con la cantina Filippo Gallino
Quando si dice Roero si dice Arneis e quando si dice Arneis si dice Filippo Gallino , uno dei padri della riscoperta e valorizzazione di questo vitigno autoctono
Filippo Gallino non c’è più, ma i figli Gianni e Laura continuano con lo stesso spirito nell’azienda fondata dal padre e che porta il suo nome.
Un’azienda familiare molto piccola, dove tutti fanno tutto.
Noi abbiamo fatto una piacevole chiacchierata e raccolto i consigli di Nicolò , esperto braccio destro di Gianni, ormai uno di famiglia, come dice lui stesso, dopo diversi anni di collaborazione.
I consigli della cantina Filippo Gallino
Il vino più rappresentativo
Il Roero Arneis classico è il vino simbolo della cantina Filippo Gallino.
Affinato solo in acciaio, esalta la freschezza del frutto e la mineralità del terroir sabbioso ricco di fossili.
Un vino versatile , perfetto da tutto pasto, ma ideale anche come aperitivo, con la battuta di carne cruda , con verdure grigliate e scaloppine.
Dove assaggiarlo
I vini della cantina Filippo Gallino si possono degustare a Canale , al ristorante Leon d’Oro Secolare , con una selezione di Roero Arneis e Roero Rosso base.
Un prodotto del territorio da provare
Le nocciole Tonde Trilobate del Piemonte , una vera delizia locale.
La cantina Filippo Gallino ne produce anche una piccola quantità, disponibile direttamente in azienda.
Un luogo da visitare
Dal cortile della cantina si scorge già Cisterna d’Asti : un affascinante borgo collinare, in provincia di Asti, con le antiche mura del castello e una suggestiva chiesa centrale.
Ma Nicola consiglia anche una passeggiata nel centro storico di Canale , cuore del Roero, curato e piacevole da esplorare.
Per visitare la cantina Filippo Gallino
FIlippo Gallino Valle Pozzo, 63 12043 Canale (CN) Italy TEL +39 0173 98112info@filippogallino.com
👉 ll racconto completo: Filippo Gallino, pioniere del Roero Arneis .
Dove dormire
Le zone che vi abbiamo presentato si girano comodamente nel weekend. Il Roero confina con le Langhe, diviso dal fiume Tanaro e potete scegliere un unico punto d’appoggio per esplorare il territorio .
Noi ci siamo trovati particolarmente bene al B&B Sant’Anna 21 di Monforte d’Alba , il paese più a sud della zona del Barolo, a poca distanza anche da Dogliani .
Da qui è facile raggiungere il Bricco del Cucù e, se volete allungarvi un po’, anche Mondovì , una graziosa cittadina tutta da visitare.
Andando verso nord, invece si possono vedere gli undici paesi del Barolo, a partire da Castiglione Falletto con la cantina Monchiero , per poi spingervi nel Roero fino a raggiungere la cantina Filippo Gallino .
La struttura dispone di tre comode camere, molto curate.
Quella al piano terra ha accesso diretto al giardino e la vista… beh, siamo nelle Langhe, cosa volere di più?
Al vostro arrivo troverete dolci squisiti preparati da Mariangela , la padrona di casa, e ottimi formaggi piemontesi in frigorifero per una colazione speciale.
E Tobia , il simpatico cane di casa vi accoglierà con feste discrete e affettuose.
Idee da scoprire per altri weekend enogastronomici
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